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Fine vita, l’Associazione Luca Coscioni audita in Regione: “Ora si arrivi subito al voto. Urgente una legge per garantire e diritti”

  • Postato il 30 giugno 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Fine vita, l’Associazione Luca Coscioni audita in Regione: “Ora si arrivi subito al voto. Urgente una legge per garantire e diritti”

Liguria. L’Associazione Luca Coscioni accoglie “con favore” la ripresa delle audizioni sulla proposta di legge sul fine vita Liberi Subito. In “Commissione Salute di Regione Liguria”, nelle scorse ore sono stati auditi la referente locale della campagna Liberi Subito Jennifer Tocci, il consigliere generale Guido Frosina e l’Avvocata Giulia Crivellini.

“Dopo che nel febbraio 2024 un gruppo trasversale di consiglieri regionali aveva depositato e avviato la discussione di una proposta di legge sul fine vita, le dimissioni del presidente Giovanni Toti e la conseguente convocazione di nuove elezioni hanno reso necessario un nuovo deposito del testo nella presente legislatura, a prima firma del consigliere Gianni Pastorino. La ripresa delle audizioni rappresenta ora un passaggio decisivo per il prosieguo dell’iter”.

Nel 2026 in Liguria si sono verificati i primi due casi di suicidio medicalmente assistito: prima Silvano V., 56 anni, affetto da sclerosi multipla progressiva, poi Stefano, nome di fantasia, 66 anni, completamente paralizzato a seguito di un trauma cervicale. “In entrambi i casi il percorso è avvenuto all’interno del Servizio sanitario regionale, con farmaco e strumentazione forniti dal Servizio sanitario nazionale, ma solo dopo lunghi tempi di attesa e diffide alle aziende sanitarie”.

“Siamo soddisfatti per la ripresa delle audizioni: dopo un primo deposito nel 2024, è finalmente giunto il momento di portare la proposta di legge sul fine vita al voto in Aula – dichiarano Filomena Gallo e Jennifer Tocci, rispettivamente segretaria nazionale e coordinatrice Liguria dell’Associazione Luca Coscioni – Con la recente sentenza sulla legge della Toscana, la Corte Costituzionale ha sancito la piena competenza regionale nel definire un percorso organizzativo chiaro per l’applicazione delle procedure all’aiuto medico alla morte volontaria. Non possiamo più permettere che si ripetano calvari come quello di Fabrizio, costretto a recarsi in Svizzera dopo un diniego pur soddisfacendo i criteri della Consulta, o come quelli di Silvano e Stefano, che hanno visto rispettata la propria volontà solo al termine di un iter segnato da tempistiche estenuanti e inutili sofferenze”.

“Queste vicende, tutte vissute all’interno dei confini regionali, sono la dimostrazione che l’assenza di un iter definito calpesta i diritti delle persone. Auspichiamo quindi che Regione Liguria scelga di stare al fianco dei propri cittadini, calendarizzando al più presto il voto in aula.”

Autore
Il Vostro Giornale

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