Finale, il punto di mister Alessi sulle prime due giornate. In arrivo un nuovo portiere: forti i rumor su Filippo Gragnoli
- Postato il 29 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Finale Ligure. Due giornate, indicazioni diverse ma un bilancio complessivamente positivo per il Finale. Dopo l’esordio convincente contro il Ventimiglia e la sconfitta rocambolesca con la Baia Alassio, mister Diego Alessi analizza il percorso della sua squadra, Il tecnico si è soffermato sulla crescita di un gruppo molto giovane, sugli aspetti da migliorare e sulla gestione degli infortuni. Da monitorare la situazione portiere visto l’infortunio al crociato rimediato da Canevari. Il club è al lavoro per chiudere l’arrivo di un nuovo numero uno. In questo senso, forti i rumor sul genovese classe 2001 Filippo Gragnoli: per lui esperienze in Serie D con Siena, Ligorna e Lavagnese.
Mister, che indicazioni hai potuto trarre dalle prime due partite di campionato contro Ventimiglia e Baia Alassio?
La prima partita è completamente diversa. Contro il Ventimiglia è stata una partita anche loro con ragazzi giovani, dove comunque hanno provato a giocare molto. Noi abbiamo fatto un’ottima partita. Sicuramente un primo tempo di livello altissimo, dove siamo andati sul 4-0 e probabilmente meritavamo anche di più. Invece, con la Baia Alassio, è stata una partita diversa: sicuramente una squadra più esperta, ben allenata da Sardo, indubbiamente, e con delle qualità individuali alte. Ci abbiamo messo un po’ a capire come dovevamo interpretare una partita di questo genere, cioè sulle seconde palle, cercando una pulizia maggiore nel momento in cui recuperavamo palla. Ma, detto ciò, è stata una partita che non meritavamo di perdere. Nel secondo tempo l’unica cosa che non va bene è che, quando arrivi all’1-1, non puoi prendere il gol dopo un minuto, soprattutto nel momento in cui avevi il pugno della partita e potevi andare a vincere.
Cosa ti sta convincendo maggiormente?
Quasi tutto. È una squadra molto giovane, credo che siamo tra le più giovani del campionato. È una squadra che dovrà passare per forza di cose da qualche inciampo. Speriamo che ci siano inciampi dove portiamo a casa i risultati, in maniera da mettere quei punti in tasca. Solo con l’esperienza di giocare partite questi ragazzi potranno capire come si fa a vincere un campionato e come si fa a stare davanti in un campionato. Stiamo parlando di una Coppa Italia passata dopo due turni, invece che tre. In allenamento, ogni settimana, sono meravigliosi. Vanno veramente forte. Credo che si veda poi la domenica. A livello di gioco, di possesso e non possesso, molto bene. Perché dei gol che abbiamo subito, purtroppo, non ce n’è uno in fase di gioco: sono due punizioni dirette contro il Ventimiglia, sono due palle inattive su tre domenica. Per cui sono contento su tutti gli aspetti. Bisogna lavorare sull’aspetto mentale, sul discorso che, se si vuole stare in alto, bisogna rimanere ancora più concentrati, anche se sono giovani, come ti ho detto. Bisogna che i dettagli, le piccole cose, le portino a loro favore.
Come procede invece il recupero degli infortunati?
Vittori purtroppo non ha fatto un allenamento dall’inizio della stagione. Si è già presentato e non stava bene. È un caso un po’ particolare. Io credo che, se questa settimana va tutto bene, la prossima potrà ricominciare a toccare il pallone. Ovviamente stiamo parlando di un giocatore che è fermo da cinque mesi. Canevari si è rotto il crociato, però gli altri stanno tutti molto bene. Anche domenica si è visto chi c’era nel secondo tempo e andavamo ancora molto forte.
Quanto è stato complicato cercare un portiere a stagione in corso e in così poco tempo?
Molto. Abbiamo dovuto chiamare anche i procuratori, amicizie ovunque, Genova, per cercare dei contatti di portieri con feedback buoni. Non è stata una situazione facile. Abbiamo passato giornate intere al telefono. Anche perché qua in giro c’era poco. Speriamo di chiudere tutto a stretto giro.
Qualche settimana fa, nella ricerca del nuovo allenatore, il nome di Cola era tra quelli osservati dall’Arenzano. Come avete vissuto quella situazione? Tra voi c’è sempre stata molta trasparenza nella collaborazione
Vero, io e Lele siamo amici prima che lavorare sul campo insieme. Questo è un rapporto che va al di là. Ci eravamo già detti dall’inizio che, se capitava qualcosa che lo poteva stuzzicare, andava. Ma sono io il primo a spingerlo ad andare nel caso succeda una cosa di questo tipo. Ovviamente dovrebbe essere una cosa che lo stuzzicasse, sennò, per cose che non gli piacevano, sarebbe rimasto qui, perché sta bene insieme a noi. Mi auguro che prima o poi mister Cola possa tornare in panchina. L’abbiamo vissuta normalmente, perché è una cosa che sapevamo. Io preferisco avere un secondo di qualità rispetto a, diciamo così, posa cinesini di una volta. Ovviamente, avendo allenatori di qualità, come è successo con Battistel, con Monteforte, con Cola, può capitare che vengano cercati o chiamati o che venga data loro una possibilità. Questo bisogna metterlo in preventivo.