FIGC, inizio in salita per Malagò: la gaffe su Berlusconi, Moratti e Agnelli. Maldini verso il no alla Nazionale
- Postato il 23 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Nemmeno il tempo di mettere a fuoco quanto accaduto nella giornata di ieri, che Giovanni Malagò è costretto a fare i conti con il possibile no di Maldini alla candidatura da dt della Nazionale e con le prime difficoltà nel suo incarico. Intervistato da Repubblica, il neo eletto numero uno della FIGC si è, infatti, lasciato andare a una considerazione sul passato del calcio italiano che non ha incontrato riscontri positivi.
- La gaffe di Malagò su Berlusconi, Moratti e Agnelli
- La prima polemica sui social
- Nessun veto sul ritorno di Mancini in Nazionale
- Maldini verso il no all'azzurro
La gaffe di Malagò su Berlusconi, Moratti e Agnelli
Avvio in salita per Giovanni Malagò in veste di nuovo numero uno del calcio italiano. Nelle ultime ore, il fresco presidente della FIGC subentrato al dimissionario Giovanni Gravina è finito, infatti, nell’occhio del ciclone per alcune sue dichiarazioni rilasciate a Repubblica con cui ammoniva la gestione delle società di calcio e dei loro presidenti negli anni gloriosi della Serie A.
“Ho sostenuto molte volte la tesi che, dalla fine degli anni ’90 all’inizio dei 2000 quando il nostro calcio era ancora primo al mondo, i nostri magnifici presidenti, Moratti, Berlusconi, Agnelli, ma anche Cragnotti e Sensi, avrebbero potuto rinunciare a ingaggiare uno o due calciatori per fare un bel mutuo per uno stadio… oggi si sarebbero ritrovati un patrimonio”, ha concluso Malagò.
La prima polemica sui social
Un pensiero che ha scatenato la reazione dei tifosi e degli addetti ai lavori. “Con i se e i ma la storia non si fa 🙁 annammo bbene )” commenta Maurizio Pistocchi su X, mentre Massimo Zampini, sempre sull’ex Twitter aggiunge: “Forse, grazie alle prime frasi di Malagò presidente, abbiamo capito come mai istituzioni di ogni tipo vadano sempre e solo in tribuna vip a San Siro. Non sanno che esiste lo Stadium“.
E i messaggi degli utenti non si contano: “Qualcuno gli dica che la Juve ha uno stadio di proprietà dal 2011”, sottolinea qualcuno, e ancora: “Il nuovo che avanza ……benvenuti in Italia”, “Cragnotti e Sensi lo stadio lo volevano fare ma non gli è stato permesso farlo, la realtà è questa”, “Milan e Inter l’avrebbero fatto pure, peccato che a Milano per mettere uno spillo in verticale devi avere permessi di Giunta, Commissioni, Associazioni, Pro Loco…”, “Ma questo è del mestiere?”, si domanda infine un altro tifoso.
Nessun veto sul ritorno di Mancini in Nazionale
Tornando all’intervista rilasciata a Repubblica, in merito al futuro del movimento, Malagò ha sottolineato l’importanza di uno ius soli sportivo anche nel calcio e della riduzione dell’Iva al 22% sull’acquisto di giocatori italiani. Mentre sulla Nazionale chiarito come si batterà per portare in azzurro personalità “con entusiasmo immediato e la totale convinzione di sposare il progetto della FIGC per almeno due anni, senza guardare al curriculum o alla richiesta economica. Veto sul ritorno di Roberto Mancini? Non c’è nessun veto è un nome per la Nazionale”.
Maldini verso il no all’azzurro
Per il ruolo di direttore tecnico della Nazionale, l’ex numero uno del CONI ha spiegato come la volontà resti quella di affidarsi a “un ex calciatore di caratura internazionale”. Icone come Roberto Baggio, Gianluigi Buffon, Alessandro Del Piero o Paolo Maldini. Per ovvie ragioni, la situazione resta in divenire, ma come riportato da Cronache di spogliatoio, nella sede della FIGC potrebbe presto arrivare già il primo no, con l’ex capitano e dirigente del Milan pronto a declinare l’offerta e a respingere le avances della Federazione.
Proprio sulla situazione legata a Paolo Maldini, dal canale YouTube di Fabrizio Romano, Matteo Moretto ha rivelato come ci sia stato effettivamente “un contatto tra Malagò e Maldini”, ma la situazione resti “un po’ nebulosa. Non vorrei sbilanciarsi verso il sì o verso il no. Non conosco le volontà di Paolo Maldini e non so se la Federazione vuole davvero andare davvero fino in fondo con la sua candidatura”, ha concluso l’esperto di mercato.