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Fifa, lo schiaffo di Infantino all’Europa: la finale dei Mondiali 2030 verso il Marocco. Madrid avverte: “Ci saranno conseguenze”

  • Postato il 23 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Fifa, lo schiaffo di Infantino all’Europa: la finale dei Mondiali 2030 verso il Marocco. Madrid avverte: “Ci saranno conseguenze”

La finale dei Mondiali 2030, che saranno organizzati da Spagna, Portogallo e Marocco, potrebbe non giocarsi a Madrid. A riaccendere il caso è stato José Luis Martinez-Almeida, sindaco della capitale spagnola. Intervistato sulla possibilità di vedere la finale nel nuovissimo e avveniristico Santiago Bernabuu, fiore all’occhiello della presidenza Perez, non ha nascosto il proprio pessimismo: secondo lui Casablanca ha oggi più possibilità di essere scelta come teatro della finale. Un’ipotesi che arriva a conferma della rottura ormai conclamata tra Gianni Infantino, numero uno della Fifa, e il calcio europeo, in vista delle elezioni del marzo 2027.

Finale Mondiale 2030, Casablanca insidia Madrid

Il Marocco vuole la finale e non lo nasconde. Fouzi Lekjaa, presidente della federazione marocchina, ha indicato il Grand Hassan II Stadium di Casablanca come sede della partita decisiva del Mondiale. L’impianto è ancora in costruzione a Benslimane, nell’area metropolitana di Casablanca, e dovrebbe essere inaugurato alla fine del 2027. La struttura avrà una capienza di circa 115mila spettatori, perché l’obiettivo è renderlo uno degli stadi più grandi del mondo. Dall’altra parte c’è il Santiago Bernabeu, il grande candidato spagnolo per ospitare la finale, mentre il Portogallo non ha chance di ospitare l’ultimo atto della rassegna iridata del 2030 che prevederà tre partite anche in Uruguay, Argentina e Paraguay per celebrare il Centenario della Coppa del Mondo.

Niente Bernabeu? Il sindaco di Madrid: “Ci saranno conseguenze”

José Luis Martínez-Almeida ha rivelato di non essere ottimista sulla possibilità che la finale venga assegnata a Madrid. Il sindaco della capitale spagnola ha riconosciuto le ambizioni del Marocco e del Re Mohammed VI, sostenendo che è legittimo che il Paese lavori a livello politico e istituzionale per ottenere la partita. Ma ha anche aggiunto che “se la finale non si terrà a Madrid, credo che ci dovrebbero essere delle conseguenze”. Almeida ha ricordato come la Spagna sia stata promotrice dei Mondiali 2030 e che quindi “non sarebbe ragionevole” non assegnarle la finale. Il caso è aperto. La Fifa non si è ancora espressa a riguardo, ma la candidatura marocchina è sempre più esplicita e Madrid teme di perdere la partita più importante del proprio Mondiale.

Fifa contro Uefa, la tensione cresce

La questione s’inserisce in un momento delicato per gli equilibri del calcio. Infantino ha già annunciato la candidatura per un nuovo mandato, con il congresso elettivo che è in programma il 18 marzo 2027 a Rabat, proprio in Marocco. La campagna per la rielezione, però, è partita in un clima di forti tensioni. Le ultime vicende, dal nuovo Premio Fifa della Pace riconosciuto a Donald Trump al caso Balogun ai Mondiali fino al controverso progetto Fifa Forward Enterprise, ha portato a una rottura totale con la Uefa.

Anche se manca ancora una candidato (c’è tempo fino al 18 novembre per presentarlo e il maggiore indiziato è il presidente Concacaf Victor Montagliani), l’Europa, guidata da Aleksander Ceferin, ha già iniziato a organizzare il fronte per la sfida alla presidenza. Lo dimostra la presa di posizione di diverse federazioni del Vecchio Continente, tra cui l’Italia rappresentata dal presidente Figc Malagò, che ha ritirato il proprio sostegno a Infantino.

Mondiale, la finale del 2030 finisce dentro la sfida politica

Ecco spiegato il motivo per cui la questione della finale assume connotati cruciali e sfocia in confini che valicano il calcio giocato e invadono la sfera della politica. Madrid è una delle città simbolo del calcio europeo. Anzi, la città simbolo. E il Santiago Bernabeu è lo stadio per eccellenza. Casablanca, invece, rappresenterebbe il grande progetto del Marocco, che vuole trasformare il Mondiale 2030 in una vetrina internazionale. Pur non essendo stata ancora presa una decisione, si registra una coincidenza temporale difficile da ignorare: la scelta della sede arriva mentre il rapporto tra la Fifa e buona parte del calcio europeo è ai minimi termini.

Infantino e il Marocco, il sostegno africano alle elezioni Fifa

Il legame tra Infantino e il Marocco è diventato sempre più stretto negli ultimi anni. Il ‘signore del calcio’ è stato più volte nel Paese e nel 2025 è stato inaugurato a Rabat il nuovo ufficio della Fifa per l’Africa, alla presenza dello stesso Infantino, del presidente della federazione marocchina Fouzi Lekjaa e del numero uno della CAF Patrice Motsepe. La struttura segue i rapporti con le 54 federazioni africane affiliate alla Fifa. Un dettaglio da non trascurare in vista delle elezioni del 18 marzo, che si terranno proprio a Rabat.

Ad agosto, il quotidiano spagnolo AS ha riportato l’indiscrezione del Times secondo cui la finale del Mondiale 2030 sarebbe stata promessa al Marocco in cambio del sostegno africano a Infantino. La Fifa ha smentito categoricamente questa ricostruzione. Anche Marca ha raccontato i rapporti stretti tra Infantino e Lekjaa, sottolineando il peso crescente del Marocco nel fronte africano. Insomma, Rabat sarà il centro della politica Fifa nei prossimi mesi, il Marocco vuole la finale e Infantino cerca la rielezione. Nel frattempo, la Spagna e l’Europa temono di perdere la finale dei Mondiali 2030. Si prevedono mesi infuocati.

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Virgilio.it

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