FIFA, Infantino verso il quarto mandato: perché l'Europa non può fermarlo
- Postato il 23 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Gianni Infantino ha già i numeri per essere rieletto presidente FIFA. Secondo il Guardian, 203 delle 211 federazioni FIFA sarebbero già pronte a sostenerlo. Eppure Germania, UEFA e Liga spagnola stanno rompendo un silenzio che durava da anni.
Se i numeri raccontano una rielezione scontata, le prime crepe del fronte europeo aprono a uno scenario inedito: è l’inizio di una nuova fase politica per la FIFA?
Infantino resta al momento l’unico candidato in corsa per un quarto mandato. Nella FIFA ogni federazione nazionale dispone dello stesso peso elettorale: il blocco formato da Africa, Asia, CONCACAF e Oceania, con 146 voti su 211, supera già la maggioranza necessaria per eleggere il presidente FIFA.
Il quadro che emerge dalle ricostruzioni del Guardian, del quotidiano tedesco Bild e delle indiscrezioni riportate da Repubblica racconta una situazione apparentemente paradossale: il consenso elettorale attorno a Infantino resta larghissimo, ma per la prima volta la sua leadership incontra segnali di dissenso all’interno del calcio europeo.
- Perché l'Europa non basta
- Le prime crepe: Germania e Spagna rompono il fronte
- Quanti voti servono per diventare Presidente della FIFA
- Un'opposizione senza candidato
Perché l’Europa non basta
La posizione di Infantino è solida. La UEFA – all’interno della struttura elettorale FIFA – conta 55 membri, contro i 56 della CAF (Reunion e Zanzibar membri associati CAF ma non riconosciuti dalla FIFA: voti reali 54), i 47 dell’AFC (le Isole Marianne Settentrionali sono membro associato continentale, i voti reali diventano 46), i 41 della CONCACAF (sei nazioni – ovvero Bonaire, Guadalupa, Guyana Francese, Martinica, Saint-Martin e Sint Maarten – associate alla CONCACAF ma non alla FIFA: voti reali 35), gli 11 dell’OFC e le 10 federazioni della CONMEBOL.
L’Europa rappresenta un quarto dell’elettorato; Africa, Asia, Nord e Centro America e Oceania possono contare complessivamente su 146 voti, quanto basta per determinare qualsiasi nomina.
Su questo blocco, Infantino ha costruito un consenso rafforzato negli anni attraverso il programma FIFA Forward e con la riforma della Coppa del Mondo da 32 a 48 squadre. L’ipotesi di un Mondiale a 64 nazionali nel 2030 – criticata in Europa – garantirebbe ulteriore solidità: per le federazioni africane, asiatiche e centroamericane vorrebbe dire aumentarne le possibilità di qualificazione, far crescere ricavi e peso politico.
Le prime crepe: Germania e Spagna rompono il fronte
Se il consenso complessivo resta inscalfibile, negli ultimi mesi sono emersi segnali di dissenso acuiti dall’ultimo Mondiale. La gestione del caso Balogun, per esempio, ma anche il rapporto sempre più stretto tra Infantino e Donald Trump.
Il presidente della UEFA Aleksander Ceferin è stato critico nei confronti della vicenda, maturata – secondo diverse ricostruzioni – dopo una telefonata tra Trump e Infantino. Tra i due, Infantino e Ceferin, una distanza rimarcata dall’assenza del presidente UEFA alla finale del Mondiale.
Il retroscena pubblicato su Bild dice che durante il Mondiale, il direttore FIFA per l’Europa, Elkan Mammadov, avrebbe presentato alle sedici federazioni europee partecipanti una lettera di sostegno alla ricandidatura di Infantino.
La federazione tedesca non l’avrebbe firmata, altre avrebbero rinviato la decisione. Il gesto non modifica gli equilibri elettorali, ma rappresenta un segnale politico inedito: una presa di distanza dalla leadership della FIFA.
In Spagna, il presidente della Liga, Javier Tebas, ha chiesto pubblicamente a Infantino di fare un passo indietro. Anche l’ex presidente FIFA, Sepp Blatter, ha invitato il calcio mondiale a riprendersi la propria governance, parlando apertamente di dittatura.
Quanti voti servono per diventare Presidente della FIFA
Se il voto fosse tra uno o due candidati, per diventare presidente FIFA serve la maggioranza semplice, ovvero più del 50% dei voti validi espressi. Qualora vi fosse un numero di candidati superiore a due, al primo scrutinio serve una maggioranza qualificata dei due terzi dei voti dei membri presenti e aventi diritto al voto.
Dal secondo scrutinio basta la maggioranza semplice; a ogni turno viene eliminato il candidato con meno voti fino a quando ne restano due.
Un’opposizione senza candidato
Il fronte anti-Infantino ha un limite: l’assenza di un’alternativa. Repubblica ha indicato tra i possibili candidati il presidente del Paris Saint-Germain, Nasser Al-Khelaifi, e del proprietario del Legia Varsavia, Dariusz Mioduski: entrambi, parrebbe, non interessati. Anche per Ceferin la tentazione FIFA non è tra le priorità.
Nel 2019 e nel 2023 il presidente svizzero è stato rieletto senza avversari. La cronistoria di Infantino alla guida della FIFA include tre date essenziali:
- 26 febbraio 2016 – eletto per la prima volta succedendo a Sepp Blatter.
- 5 giugno 2019 – rieletto per un primo mandato di quattro anni.
- 16 marzo 2023 – rieletto nuovamente, unico candidato.
Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è fissato al 18 novembre 2026. A oggi quella di Gianni Infantino è una corsa solitaria e trionfale verso il quarto mandato consecutivo alla guida della FIFA.