Fiaba di Diana Lola Posani entra in Platea Palazzo Galeano
- Postato il 2 ottobre 2026
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Il Quotidiano del Sud
Fiaba di Diana Lola Posani entra in Platea Palazzo Galeano
Lodi, 2 ott. (askanews) – Il 30 settembre 2026, Diana Lola Posani ha presenta Fiaba, performance per sola voce che ha portato Fivefold Tuning fuori dalla vetrina di Platea Palazzo Galeano alla Piarda Ferrari, area verde affacciata sull’Adda poco distante dal centro storico di Lodi. Curata da Giovanna Manzotti, Fivefold Tuning è una programmazione pensata come un unico piano sequenza: cinque interventi che da marzo 2026 a gennaio 2027 entrano progressivamente in relazione all’interno dell’ambiente definito da senza soluzione di continuità, l’opera architettonica e installativa di Liliana Moro che costituisce l’asse portante dell’intero progetto. La curatrice e l’artista hanno raccontato ad askanews la performance e come si inserisce nel progetto. Giovanna Manzotti: “Con la performance intitolata Fiaba di Diana Lola Posani, la programmazione di Platea Palazzo Galeano esce dagli spazi della vetrina per approdare in un’area poco distante, lungo la iParda Ferrari. È una zona che l’artista ha scelto personalmente proprio per la sua caratteristica, una zona liminale dove la città nel contesto urbano comincia a lasciare spazio alla vegetazione e all’acqua”. La Piarda Ferrari – termine che indica tradizionalmente uno spazio destinato all’approdo e alla navigazione – è una zona che digrada verso il fiume Adda attraverso una successione di alberi, prati e gradoni. Diana Lola Posani: “Abbiamo scelto questo luogo perché in qualche modo ispirata anche all’opera di Liliana Moro ho pensato all’acqua e al fiume come un elemento quasi archetipico. Volevo ricreare una sorta di apparizione fiabesca. La scelta della notte e della posizione era un ricercare una forma di apparizione, perché mi interessava andare a toccare il tema della paura dell’ombra, però in un modo che fosse personale in quanto attivato dal mio corpo, ma al tempo stesso il più possibile neutrale e universale come può essere una fiaba”.La curatrice sul lavoro performativo dell’artista: “Diana Lola Posani utilizza come elemento principale della sua pratica la voce, che diventa quasi un elemento scultoreo che attraverso dei vocalizzi plasma proprio una dimensione spaziale, fisica e sonora”. E prosegue la performer sul suo stesso approccio: “Quello che faccio è costruire delle circostanze atmosferiche per cui certi stati psicofisici si possono manifestare e all’interno di quegli stati trovo dei suoni, come in questo caso sono dei suoni in particolare utilizzati nell’ipnosi non verbale che riprendono suoni di animali che aggrediscono e di prede. Quindi sono dei suoni legati alla paura ma che servono per superare la paura. Questo ribaltamento l’ho trovato molto interessante e ho utilizzato questo linguaggio che di solito viene utilizzato come linguaggio di cura, come linguaggio di espressione personale. È una performance che più che nascere da un concetto che poi viene incarnato nel corpo, nasce dal corpo e poi viene in qualche modo sintetizzata”. Realizzata interamente senza l’utilizzo di strumenti di amplificazione, la performance è il risultato di un lungo periodo di training fisico e vocale che restituisce la nuda presenza della voce nel suo farsi materia e nel suo rapporto con il paesaggio fluviale. La coreografia segue la naturale conformazione della piarda.Giovanna Manzotti spiega come la performance entra nella vetrina: “All’interno dello spazio di Platea Palazzo Galeano la performance verrà restituita come una traccia audio che l’artista ha scelto di far fruire ai passanti per circa dieci minuti in un orario mattutino tra le 7 e le 7.20 del mattino proprio per restituire quasi questa dimensione liminale che c’è tra l’alba e l’inizio del giorno”. Il suono entrerà così a far parte della stratificazione del palinsesto espositivo stabilendo nuove relazioni con le opere già presenti. I suoi vocalizzi aggiungono un elemento sonoro al fluire dell’acqua nell’installazione di Liliana Moro; riportano il passante lungo l’Adda, la cui natura ha ispirato gli scatti di diverse specie vegetali di Lorena Bucur in Resto poco, torno presto e sembrano infine provenire dal corpo strisciante di Guastafeste, la scultura di Federica Balconi. Inteso come materia scultorea, il suono modifica ancora una volta lo spazio e la percezione dell’insieme destinati a trasformarsi con ogni nuovo intervento.Fivefold Tuning è realizzato con il contributo della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi. Il progetto Platea Palazzo Galeano – nato nel 2020 per promuovere l’arte contemporanea sul territorio e le giovani generazioni di artisti – è realizzato con il patrocinio del Comune di Lodi. Main partner sono Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di Tutela del Formaggio Grana Padano e sostenitori sono FaseModus Architettura, gli amici di Platea. Il progetto grafico è a cura di Carolina Incerti.
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Fiaba di Diana Lola Posani entra in Platea Palazzo Galeano