Ferrovia a monte, possibile svolta per i fondi: l’Europa punta sulle mobilità militari e sul corridoio per l’Ucraina
- Postato il 2 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Provincia. E se a sbloccare i fondi per il tanto discusso raddoppio ferroviario tra Finale Ligure e Andora fossero (anche) la guerra, la difesa europea e la ricostruzione dell’Ucraina?
Un’opera da oltre due miliardi di euro che da decenni divide il ponente savonese tra sogni di sviluppo e timori ambientali – e che ciclicamente riemerge nel dibattito pubblico salvo poi arenarsi per mancanza di fondi – potrebbe aver trovato la svolta decisiva. La chiave di volta per il raddoppio infatti potrebbe passare da Bruxelles e intrecciarsi direttamente con le nuove strategie europee di difesa e ricostruzione.
La notizia è arrivata questa mattina durante una conferenza stampa a Genova: il coordinatore del Corridoio Europeo Mediterraneo, Mathieu Grosch, ha illustrato le intenzioni delle istituzioni comunitarie per garantire le risorse necessarie al completamento della tratta ligure. Tra le ipotesi sul tavolo risulta anche l’accesso ai fondi per la mobilità militare e l’inserimento dell’infrastruttura nell’asse strategico verso l’Est Europa.
Sollecitato sui finanziamenti europei pronti ad affiancare quelli statali per portare a termine l’intervento, Grosch ha detto: “Normalmente sì, perché ci troviamo in un periodo molto importante in cui il Parlamento europeo, la Commissione e gli Stati membri definiranno il quadro finanziario per i prossimi sette anni. E sono abbastanza sicuro che, se manterremo i fondi proposti dalla Commissione europea, che sono già raddoppiati rispetto al periodo precedente, questo progetto sarà una delle priorità“.
Il coordinatore europeo ha però ricordato che serve un lavoro di squadra: “Sappiamo però anche che la Commissione non finanzierà tutti i progetti, ed è per questo che ritengo importante collaborare con gli Stati membri e la Commissione europea. E inizierò a lavorare su questo tema, come ha detto il Commissario, per questa regione, per trovare forse altri modi, altri strumenti per finanziarlo”.
Tra le opzioni sul tavolo, la notizia rilevante riguarda proprio il possibile cambio di classificazione della tratta ligure all’interno degli asset strategici dell’Unione Europea: “Uno di questi strumenti sarà valutare se questo corridoio, e questa parte di esso, rientri nella mobilità militare, perché anche questo è un tema molto importante per il futuro”, ha precisato Grosch.
Uno scenario che proietta l’ammodernamento dei binari del ponente dentro uno contesto geopolitico di primissimo piano: “Il secondo aspetto, credo, è che dobbiamo essere consapevoli che il corridoio ucraino, in quanto tale, è l‘unico corridoio meridionale che collega il sud dell’Europa all’Ucraina, e spero che domani avremo lì un corridoio di ricostruzione e di difesa”, ha concluso il coordinatore europeo.
L’infrastruttura savonese – finora al centro di un acceso scontro tra chi la considera “indispensabile per eliminare i passaggi a livello e ammodernare una linea risalente al 1872” e le contrarietà di comitati, associazioni e amministratori preoccupati per l’impatto ambientale, gli espropri e il rischio di “stazioni isolate come cattedrali nel deserto” – entra quindi in una fase decisiva (con gli occhi puntati a Bruxelles).