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Federico Balzaretti si confessa da Calvarese: “Il Var deve intervenire solo sugli errori evidenti”. E racconta il cazzotto di Burdisso

  • Postato il 13 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Federico Balzaretti si confessa da Calvarese: “Il Var deve intervenire solo sugli errori evidenti”. E racconta il cazzotto di Burdisso

Le prime giornate della nuova stagione hanno già mostrato un cambiamento piuttosto netto nel modo di vivere e interpretare le partite di Serie A. Più tempo effettivo, meno interruzioni, un Var chiamato a intervenire soltanto nei casi realmente evidenti e una maggiore centralità dell’arbitro.

La direzione intrapresa dal calcio italiano va dunque verso una partita più fluida e spettacolare, con l’obiettivo di avvicinarsi anche agli standard del calcio europeo. Una linea che trova il pieno appoggio di Federico Balzaretti, ex calciatore di Juventus e Roma, intervenuto nella prima puntata di Fischio Finale, il podcast dell’ex arbitro internazionale Gianpaolo Calvarese.

Più gioco, meno interruzioni: Balzaretti promuove la rivoluzione

Balzaretti guarda con favore alle novità regolamentari introdotte in questa stagione, soprattutto per quanto riguarda il tempo effettivo e il nuovo approccio all’utilizzo del Var.

“Mi piacciono, sono tutte regole che vanno verso il pubblico, verso lo spettacolo e il gioco. Vedo che anche i giocatori si stanno adattando velocemente, questo rende molto più spettacolari i finali delle partite, dove c’era effettivamente una grande perdita di tempo”.

L’ex difensore condivide anche la scelta di restituire centralità al direttore di gara, limitando l’intervento della tecnologia ai casi di errore chiaro ed evidente.

“Vengo da un calcio dove l’arbitro era centrale e mi piace che torni ad essere così, la sua percezione è importante. Il Var deve intervenire solo davanti ad un chiaro ed evidente errore”.

Un’evoluzione che, secondo Balzaretti, rappresenta anche la conclusione di un percorso iniziato con un utilizzo molto più invasivo della tecnologia.

“Siamo passati dall’intervento smisurato degli inizi, basti pensare ai falli di mano, ad oggi. Questa credo sia la linea giusta, dare valore a quello che vede il direttore di gara”.

Ex calciatori in sala Var? “In Italia sarebbe davvero difficile”

Più articolato il giudizio sull’ipotesi di affiancare agli arbitri anche ex calciatori nella sala Var, con l’obiettivo di fornire una lettura degli episodi maturata direttamente sul campo.

“È complicato, potrebbe avere un senso su determinati episodi. Però, avendo fiducia negli arbitri, direi che va bene anche così”.

Balzaretti riconosce comunque il possibile valore aggiunto di chi ha vissuto determinate situazioni da calciatore: “Certo, aver vissuto sul campo determinate cose può dare una lettura diversa. In Italia, mettere un calciatore in sala Var resta davvero difficile, immaginate cosa può succedere”.

Arbitri e calciatori, la fiducia passa dal dialogo

Uno dei temi centrali affrontati nel podcast è il rapporto tra arbitri e giocatori. Per Balzaretti, rispetto e dialogo sono elementi indispensabili per migliorare la qualità delle partite.

“È un tema importantissimo, anche da questo si capisce la qualità degli arbitri”.

L’ex terzino ricorda alcuni dei compagni con cui ha condiviso lo spogliatoio in Nazionale e alla Juventus, sottolineando come il rapporto con il direttore di gara fosse considerato parte integrante della partita.

“Ho giocato in Nazionale con Bonucci, Chiellini, De Rossi o alla Juve con Cannavaro e Del Piero che facevano del dialogo con l’arbitro un punto importante della partita, visto che sono estremamente centrali”.

Il calcio moderno, però, ha aggiunto un elemento che amplifica ogni comportamento: le telecamere.

“Il rispetto, il dialogo e il conoscersi tra giocatori e arbitri sono cose fondamentali. I chierichetti in campo non sono mai andati, se scappa una parola di più e ci si conosce e capisce, questa cosa passa velocemente”.

E sulla fiducia nel sistema arbitrale la posizione di Balzaretti è netta: “Ho sempre avuto piena fiducia non solo negli arbitri, ma nel sistema in generale, non ho dubbi su questo”.

L’errore, del resto, fa parte del gioco.

“L’arbitro sbaglia come i calciatori, per quello dico che è importante rispettarsi, visto che siamo tutti sullo stesso campo e non dobbiamo dimenticare che è tutto fatto per la gente”.

Ex arbitri nei club: perché possono diventare una risorsa

Negli ultimi anni si è discusso molto della possibilità di inserire ex arbitri negli organigrammi delle società professionistiche, affidando loro il compito di fare da collegamento tra club e mondo arbitrale.

Un tema diventato ancora più delicato dopo l’indagine ribattezzata “arbitropoli”, conclusasi senza conseguenze sul piano della giustizia ordinaria e destinata, secondo quanto riportato nel dibattito, verso analoghe conclusioni anche sul fronte della Procura federale.

Balzaretti vede comunque con favore la presenza di queste figure all’interno dei club: “È una cosa positiva, soprattutto perché istruiscono giocatori, allenatori e dirigenti su quelle che sono le novità regolamentari. Anche per togliersi dubbi, è molto importante”.

L’ex calciatore sottolinea inoltre il possibile ruolo di mediazione: “È anche figura che può dialogare, in maniera giusta, con l’arbitro”.

Arbitri “poco graditi”, Calvarese spiega la sua posizione

Sul tema degli arbitri considerati non graditi da determinate società è invece intervenuto direttamente Calvarese, prendendo spunto dalle questioni emerse nell’indagine.

Secondo l’ex fischietto internazionale, dopo un errore particolarmente rilevante può essere opportuno evitare che lo stesso arbitro torni immediatamente a dirigere la squadra coinvolta.

“Per motivi di opportunità, quando l’arbitro sbaglia, è giusto che riparta da partite di minore importanza per poi tornare dopo 3-4 turni a dirigere la squadra in questione. A tutela dell’arbitro, soprattutto”.

Calvarese paragona quindi il lavoro del designatore a quello di un allenatore: “Il designatore mette i migliori in campo, come un allenatore che fa la formazione”.

Dalla rissa al cazzotto di Burdisso: il ricordo di Balzaretti

In chiusura, spazio anche a due ricordi decisamente più movimentati della carriera di Balzaretti. L’ex calciatore li racconta con il sorriso, ma entrambi hanno avuto conseguenze arbitrali importanti.

Il primo episodio risale a Italia-Francia, semifinale dei Giochi del Mediterraneo del 2001: “Finale a dir poco infuocato. Alloggiavamo nello stesso hotel, dopo la partita hanno dovuto spostarci”.

Poi c’è il Torneo di Viareggio e una sfida tra Torino e Boca Juniors destinata a rimanere nella memoria di Balzaretti. “Vinciamo 1-0, gol di Tiribocchi, e si scatena una rissa finale”. Ed è proprio in quel caos che arriva il colpo più curioso del racconto:

“Ho preso un cazzotto da dietro da Burdisso senza sapere che fosse lui, me lo ha confessato dopo quando abbiamo giocato insieme alla Roma”.

Autore
Virgilio.it

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