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Famiglia nel bosco, la psichiatra Ceccoli: "Le capacità genitoriali di Nathan e Catherine sono inadeguate"

  • Postato il 28 aprile 2026
  • Di Tgcom24
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In sintesi

La perizia psichiatrica del Tribunale per i minorenni dell'Aquila evidenzia carenze significative nelle competenze genitoriali della coppia che vive nel bosco. I tre minori, affidati a una comunità di Vasto, manifestano ritardi nello sviluppo neuropsicologico e percepiscono gli adulti come figure immature. L'esperto ritiene possibile un recupero attraverso interventi psicoeducativi strutturati e contatti progressivi con i genitori, secondo un percorso di reinserimento monitorato nel tempo.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Famiglia nel bosco, la psichiatra Ceccoli: "Le capacità genitoriali di Nathan e Catherine sono inadeguate"
Famiglia nel bosco, la psichiatra Ceccoli: "Le capacità genitoriali di Nathan e Catherine sono inadeguate"

Le capacità genitoriali di Nathan e Catherine sono inadeguate: questa la conclusione della psichiatra Stefania Ceccoli, incaricata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, a fine dicembre, di valutare le personalità dei due genitori della famiglia nel bosco. I tre fratellini, si legge nella sua relazione appena depositata, dimostrerebbero “un’immaturità neuropsicologica” e vedrebbero i genitori come bambini di “10 anni”, figure “immature e poco strutturate”. Devono quindi rimanere in casa famiglia, a Vasto, dove sono ormai dal 25 novembre scorso. Le presunte lacune dei genitori - che continuano a vivere a Palmoli - sarebbero recuperabili, per la psichiatra del Tribunale, ma con un lungo periodo di osservazione e con un “supporto psico-educativo” che permetta loro di “riconoscere i bisogni dei loro figli”. Gli incontri con la madre potrebbero riprendere in “un luogo neutro e protetto”, mentre quelli col padre essere gradualmente intensificati. Solo dopo questo periodo transitorio, eventualmente, “sarà possibile un ricongiungimento familiare”, affiancato da “un intervento educativo domiciliare” settimanale. Per metà maggio è atteso il verdetto della Corte d’Appello sulla richiesta di ricongiungimento presentata dai legali della famiglia, ma con questo parere negativo le speranze si sono indebolite e si pensa già al ricorso in Cassazione. Continua a leggere...

Autore
Tgcom24

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