Fakir, il dramma del 37enne che aiutò i poliziotti: "Minacciato e picchiato, vivo recluso"
- Postato il 26 agosto 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Fakir, il dramma del 37enne che aiutò i poliziotti: "Minacciato e picchiato, vivo recluso"
Mentre la sinistra scende in piazza per Fakir, c'è chi da quel giorno - quando il 42enne morì durante un intervento di polizia - non esce più di casa. È il 37enne che la mattina del 19 luglio è intervenuto nelle operazioni di immobilizzazione di Abderrahim Fakir a Bologna tenendogli i piedi. Intervistato nell'edizione online di Repubblica, l'uomo che preferisce rimanere anonimo confessa di essere scappato per paura dopo le minacce di un gruppo di residenti. "Mi hanno anche picchiato", dice. Quella domenica, racconta, "stavo dormendo e alle 10.45 sono stato svegliato da un uomo che urlava e stava male. Non avevo mai incontrato Fakir - precisa - ma quando mi sono affacciato ho visto che si stava facendo male, sbattendo la testa nello spigolo delle scale del cortile. Dopo sono arrivati gli agenti, provavano a tranquillizzarlo. Non ho visto cattiveria. Lui però era agitato, in stato di sofferenza fisica. Allora i poliziotti, vedendomi dalla finestra, mi hanno chiesto di portare per lui un po' d'acqua".
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Ecco allora che il 37enne si è recato in strada con una bottiglia. "Fakir ne beveva un po', e dopo la buttata via. Stava male, ma non era violento. A quel punto è arrivata una macchina, di alcuni miei vicini di condominio, lui l'ha urtata e poi si è buttato verso l'auto e poi verso il guidatore. Ma semplicemente perché non stava in piedi e perché stava male, non con violenza. Ma i poliziotti, per evitare il peggio, lo hanno fermato".
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Poi un'altra rilevazione su quegli attimi concitati: "Prima di me c'erano due ragazzi del Marocco che collaboravano con gli agenti e che non stanno avendo nessuna delle conseguenze che sto subendo io. Poi, dopo che si sono allontanati, le forze dell'ordine hanno chiesto a me, in modo spontaneo, di aiutarli: tenendolo fermo per bene dato lui che non si calmava". Insomma, "volevo solo aiutarlo". Dopo, però, la situazione cambia: Fakir resta immobile mentre lo legano e il 37enne si rende subito conto che qualcosa non va. "Sono stato uno dei primi a chiedere: 'Ragazzi, ma respira?'. Si sente anche nel video che è circolato. La situazione però sembrava sotto controllo, forse aveva avuto un mancamento e c'era del personale qualificato vicino. Spero che la famiglia di Fakir possa aiutarmi in qualche modo, e convincere chi mi vuole fare del male che non c'entro niente. Ero lì per caso e non avrei mai pensato - conclude l'appello - Fakir potesse morire".
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