“Fai come quando c’è stato il Covid”, l’italiano sul volo della donna morta per hantavirus racconta il suo isolamento
- Postato il 10 maggio 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Fai come quando c’è stato il Covid; isolamento e mascherina se lasci la stanza”: si chiama Federico Amaretti, ha 25 anni, fa il marittimo ed è una delle quattro persone poste in quarantena fiduciaria nel nostro Paese. Il ragazzo – che era a bordo del volo Klm dove si trovava anche la donna morta per hantavirus – ha raccontato la sua esperienza di isolamento al Corriere della Sera.
Sono passati già 15 giorni da quando è iniziata la quarantena, ma Federico dovrà aspettarne altri 30 prima di poter esser libero. La sua è una scelta di prudenza e di buon senso: “Mattina e sera debbo misurare la temperatura, domani poi verrà il medico per le analisi“. E proprio il referto sarà il suo lasciapassare per la fine dell’isolamento. C’è ottimismo in questo senso soprattutto perché il ragazzo è considerato un soggetto a basso rischio.
“Faccio il marittimo — ha raccontato Federico — eravamo partiti dalla Cina e siamo sbarcati in Sudafrica. Il 25 ho preso il volo da Johannesburg ad Amsterdam per rientrare a casa in ferie. Poi da Amsterdam la coincidenza per Roma, quindi ho cambiato aereo e sono rientrato in Calabria. Il comandante ci ha spiegato che c’era un ritardo perché una donna si era sentita male ed avevano deciso di farla sbarcare. Io ero seduto negli ultimi sedili e la signora non l’ho neanche vista. Solo dopo ho saputo che era stata contagiata”.
Pochi minuti a bordo dunque, ma sufficienti per far attivare un costante monitoraggio anche per gli altri passeggeri sia del volo Klm si di quello dalla capitale olandese a Roma Fiumicino. In quarantena preventiva c’è anche un altro italiano – residente in provincia Napoli – che sta bene e non ha manifestato nessun sintomo riconducibile a un contagio, un turista sudafricano chiuso in un camera d’albergo a Padova e una cittadina straniera di 37 anni che si trova in provincia di Firenze. Per tutti loro le possibilità che durante le operazioni di imbarco possano aver avuto un contatto stretto e prolungato con la donna contagiata e morta in Sudafrica sono molto remote.
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