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F1 | Perché Leclerc si è girato a Monza? L’analisi tra aria sporca e un dettaglio della Parabolica

  • Postato il 6 settembre 2026
  • A Tc
  • Di F1ingenerale
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F1 | Perché Leclerc si è girato a Monza? L’analisi tra aria sporca e un dettaglio della Parabolica

Leclerc si gira alla Parabolica: cosa è successo nel GP d’Italia

Il GP d’Italia 2026 di Charles Leclerc si complica immediatamente a Monza. Nel corso del primo giro il pilota della Ferrari perde improvvisamente il controllo della SF-26 alla Curva Alboreto, ancora comunemente chiamata Parabolica, finendo in testacoda.

Le immagini dell’incidente mostrano però una dinamica particolarmente interessante. A provocare la perdita di controllo potrebbe infatti essere stata una combinazione di due fattori: l’aria disturbata generata dalla Red Bull di Max Verstappen davanti alla Ferrari e il passaggio delle ruote esterne di Leclerc sulla particolare fascia verde presente all’esterno della Parabolica.

Non si tratta, almeno per il momento, di una spiegazione ufficiale fornita dalla Ferrari. La ricostruzione proposta durante la diretta permette però di comprendere perché la vettura di Leclerc sembri perdere aderenza in maniera così improvvisa.

L’aria sporca di Verstappen può aver spinto Leclerc verso l’esterno

L'aria sporca generata dalla Red Bull di Verstappen ha colpito la Ferrari di Leclerc - Foto: F1 TV parabolica girato incidente
L’aria sporca generata dalla Red Bull di Verstappen ha colpito la Ferrari di Leclerc – Foto: F1 TV

Il primo elemento da considerare è la posizione della Ferrari rispetto alla Red Bull di Max Verstappen.

Leclerc affronta la Curva Alboreto trovandosi nella scia della monoposto dell’olandese. A quelle velocità non conta soltanto il vantaggio della scia sul rettilineo. Quando una Formula 1 attraversa una curva dietro un’altra vettura deve fare i conti anche con il cosiddetto disturbo aerodinamico.

La monoposto che precede modifica infatti il flusso d’aria che raggiunge quella successiva. Ali, fondo e appendici aerodinamiche non vengono più investiti da un flusso pulito e regolare, con una conseguente riduzione dell’efficienza aerodinamica.

Il risultato può essere una perdita temporanea di carico e quindi di aderenza.

Alla Parabolica questo fenomeno diventa particolarmente delicato. È una curva lunga e molto veloce, nella quale la vettura rimane sotto carico laterale per diversi secondi. Una piccola variazione del carico disponibile può quindi modificare la traiettoria della vettura e costringere il pilota ad allargare maggiormente rispetto a quanto previsto.

Il dettaglio della fascia verde all’esterno della Parabolica

È proprio qui che entra in gioco il secondo elemento evidenziato nell’analisi dei colleghi di F1 TV.

Guardando attentamente le immagini dall’onboard della Ferrari, Leclerc sembra riuscire inizialmente a mantenere il controllo della vettura. La perdita del posteriore diventa improvvisa nel momento in cui le ruote esterne raggiungono la fascia verde situata oltre la linea bianca.

Non si tratta semplicemente di una normale porzione di asfalto verniciata.

Il canale di scolo dell'acqua piovana potrebbe aver contribuito alla perdita di aderenza - Foto F1 TV leclerc incidente parabolica
Il canale di scolo dell’acqua piovana potrebbe aver contribuito alla perdita di aderenza – Foto F1 TV

Durante l’analisi televisiva è stato evidenziato come quella zona presenti elementi metallici collegati al sistema utilizzato per favorire il drenaggio dell’acqua. Una caratteristica particolarmente importante proprio alla Parabolica, dove deve essere rapidamente evacuata l’acqua che arriva dalla pista.

L’Autodromo di Monza dispone infatti di specifici sistemi di drenaggio anche lungo la Curva Alboreto, una delle aree interessate dagli interventi effettuati sull’impianto negli ultimi anni.

Perché toccare quella superficie può far perdere improvvisamente la Ferrari

Dal punto di vista dinamico, la differenza è importante. Una gomma di Formula 1 genera una quantità enorme di aderenza quando lavora sull’asfalto della pista. Passando improvvisamente su una superficie differente, soprattutto mentre la vettura è già sottoposta a un’elevata accelerazione laterale, il livello di grip disponibile può cambiare quasi istantaneamente.

È esattamente ciò che sembra accadere alla Ferrari.

Leclerc arriva verso l’esterno della Parabolica con la macchina già caricata lateralmente. Le ruote esterne raggiungono la zona verde e, immediatamente dopo, il posteriore inizia a ruotare. A quella velocità basta una perdita di aderenza molto breve per creare una rotazione difficile da recuperare.

Aria sporca e superficie verde: la possibile sequenza dell’incidente

La parte più interessante dell’analisi è quindi che il testacoda potrebbe non dipendere da un singolo fattore.

L’aria disturbata prodotta dalla Red Bull di Verstappen potrebbe aver ridotto il carico aerodinamico disponibile sulla Ferrari durante la percorrenza della Parabolica.

Con meno aderenza, Leclerc avrebbe progressivamente allargato la propria traiettoria fino a raggiungere la parte esterna della pista.

A quel punto sarebbe intervenuto il secondo elemento. Le ruote della SF-26 hanno raggiunto la fascia verde e il cambio di superficie potrebbe aver provocato l’ulteriore perdita di grip necessaria per innescare definitivamente il testacoda.

La possibile sequenza sarebbe quindi molto semplice: disturbo aerodinamico, traiettoria leggermente più larga, passaggio sulla zona verde e improvvisa perdita del posteriore.

Non necessariamente un semplice errore di Leclerc

A prima vista un testacoda di questo tipo può sembrare semplicemente un errore del pilota, soprattutto perché arriva nelle fasi iniziali della gara. Le immagini analizzate suggeriscono però una situazione decisamente più complessa.

Serviranno eventualmente i dati della monoposto e le dichiarazioni di Leclerc e della Ferrari per stabilire con maggiore precisione quanto abbia inciso ciascun elemento.

Quello che emerge chiaramente dalle immagini è però il momento della perdita di controllo: la Ferrari si scompone proprio quando raggiunge la fascia verde all’esterno della Curva Alboreto.

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