F1 | Nuovo sospetto ADUO: “Ecco come Mercedes potrebbe aver giocato per ottenerlo”
- Postato il 14 luglio 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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La controversia attorno all'ADUO (Analisi Dati Unità Operativa) continua a generare tensioni nel paddock della Formula 1. Il tema torna in primo piano con nuove ipotesi critiche nei confronti della Mercedes, incentrate su presunti vantaggi ottenuti attraverso interpretazioni favorevoli dei regolamenti. Mattia Binotto riaccende il dibattito sulla trasparenza dei dati utilizzati dalla FIA nella valutazione delle power unit, sollevando interrogativi sulla parità competitiva tra i team.
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Le discussioni sull’ADUO non tendono a cessare: si riaccendono i dubbi su Mercedes
Il caso ADUO continua ad alimentare il dibattito nel paddock della Formula 1. Dopo le polemiche nate dai dati utilizzati dalla FIA per valutare le power unit, Mattia Binotto è tornato sull’argomento con dichiarazioni destinate a far discutere. Nell’intervista esclusiva rilasciata a Motorsport Italia, il Team Principal dell’Audi ha infatti ipotizzato che Mercedes possa non aver sfruttato tutto il potenziale del proprio motore, influenzando così il sistema di valutazione della Federazione.
Come ha dichiarato in precedenza, Binotto sostiene che l’ADUO nasce con uno scopo preciso: aiutare i costruttori realmente in ritardo sul fronte delle power unit e favorire una convergenza delle prestazioni. Secondo lui, però, l’attuale regolamento rischia di produrre l’effetto opposto.
Il problema, secondo il manager italiano, riguarda il metodo scelto dalla FIA. La Federazione valuta infatti le power unit basandosi esclusivamente sui dati raccolti in pista, senza poter conoscere il reale potenziale di ogni motore. Una situazione che, a suo giudizio, potrebbe favorire chi dispone già di un vantaggio tecnico.

Mercedes si è nascosta?
È qui che Binotto cita Mercedes. Se una monoposto risulta già molto competitiva grazie al telaio e all’aerodinamica, il team potrebbe decidere di non utilizzare tutta la potenza disponibile senza perdere prestazione sul giro. In questo modo, il motore apparirebbe meno performante di quanto sia realmente.
“È possibile, ad esempio, che Mercedes avesse un motore con un potenziale superiore, ma che non avesse alcuna necessità di utilizzarlo fino al limite perché disponeva già di un vantaggio dato dalla vettura.”
Per Binotto, proprio questo scenario dimostra che il regolamento necessita di una revisione. L’obiettivo dell’ADUO deve rimanere quello di aiutare i costruttori in difficoltà, evitando che qualcuno possa ottenere vantaggi grazie a un sistema di valutazione non sufficientemente preciso.
“L’intento originario dell’ADUO era aiutare chi era realmente rimasto indietro, non creare situazioni in cui il potenziale effettivo di una power unit possa risultare difficile da valutare.”
Le parole del Team Principal dell’Audi riaprono così una questione che sembrava essersi raffreddata. Se altri costruttori dovessero condividere questa lettura, la FIA potrebbe presto rimettere mano ai criteri con cui assegna le concessioni previste dall’ADUO.
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Crediti immagine di copertina: Marco Talluto per F1inGenerale.com
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