Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

F1, la guerra in Iran spaventa Liberty Media: a rischio i GP di Qatar e Abu Dhabi, torna in ballo Imola (ma non è semplice)

  • Postato il 13 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
In sintesi

Le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran creano instabilità nel calendario della Formula 1. Liberty Media affronta una situazione critica con il rischio concreto di cancellazione delle tappe in Qatar e Abu Dhabi, mentre Imola emerge come possibile alternativa per concludere la stagione. La gestione della crisi comporta negoziazioni complesse con team e organizzatori, costringendo la massima serie a ripensare la struttura finale del campionato.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

F1, la guerra in Iran spaventa Liberty Media: a rischio i GP di Qatar e Abu Dhabi, torna in ballo Imola (ma non è semplice)

La crisi mediorientale torna a condizionare il mondiale di Formula Uno, già costretto a cambiare programma nel mese di aprile con le cancellazioni preventive del GP del Bahrain e dell’Arabia Saudita. Ma la ripresa dei combattimenti sullo stretto di Hormuz torna nuovamente a minacciare i propositi di Liberty Media, che s’era convinta di poter recuperare la tappa di Sakhir a inizio ottobre. Adesso però il quadro diventa nuovamente a tinte fosche, tanto che anche il GP del Qatar e l’ormai tradizionale chiusura di Yas Marina (Abu Dhabi) rischiano di finire sotto scacco, con la possibilità che le ultime due gare della stagione vengano annullate a favore di altri circuiti (ma a dicembre trovare un luogo con le medesime caratteristiche atmosferiche non è certamente semplice).

La questione dei 22 GP minimi e il rischio delle penali

La crisi è tornata sul tavolo dei gran capi del circus, con Stefano Domenicali che dovrà cercare di tamponare una situazione della quale chiaramente è vittima, e non certo il principale responsabile. Dopo aver preferito saltare gli appuntamenti di Sakhir e Jeddah nel pieno dei combattimenti tra Israele e Iran, adesso la nuova crisi scaturita nell’area dello stretto di Hormuz rende nuovamente il quadro incerto e molto traballante.

In Arabia Saudita per quest’anno non si sarebbe tornati, ma oltre al recupero previsto nel primo week-end di ottobre in Bahrain c’è da fare i conti con la probabilità che Qatar e Abu Dhabi vedano i rispettivi week-end di gara inficiati in maniera irreversibile dal complesso quadro militare in atto. Il problema però non è soltanto legato all’impossibilità di completare i 24 GP previsti: Liberty Media ha firmato contratti con televisioni e aziende che prevedono un minimo di 22 gare stagionali, e non a caso al momento sarebbero proprio queste quelle previste dal calendario.

Dovessero però saltare anche gli ultimi due appuntamenti, in calendario rispettivamente il 29 novembre e 6 dicembre, ecco che si aprirebbero scenari pesanti per le casse dell’organizzazione del mondiale, che si troverebbe costretta a pagare ingenti penali per non aver rispettato gli accordi.

Ipotesi bis a Baku e Marina Bay, ma Imola ci spera

Per non arrivare impreparata alla fine della stagione, col rischio che una nuova crisi “novembrina” possa finire per rendere vani gli sforzi profusi precedentemente, Domenicali e i suoi collaboratori stanno pensando di inserire due gare nell’arco dei prossimi 4 mesi, così da garantirsi almeno le 22 previste dai contratti.

Un possibile escamotage riguarda il “raddoppio” secco di un paio di appuntamenti già previsti all’interno del calendario: sulla carta, Azerbaigian (26 settembre) e Singapore (11 ottobre) sembrerebbero prestarsi in modo perfetto all’uso, non essendoci appuntamenti programmati nel week-end successivo (ma ci sarebbero poi tre gare in tre fine settimana consecutivi ad Austin, Città del Messico e Interlagos: in pratica si correrebbe per 7 fine settimana consecutivi). I team preferirebbero allora una soluzione differente, anche perché vorrebbero variare circuiti: Istanbul, Portimao e Imola sarebbero “attenzionati” da Liberty Media come possibili soluzioni d’emergenza, da inserire anche qui tra metà settembre ed eventualmente fine novembre (Portimao potrebbe prestarsi anche bene meteorologicamente, ma incombe la gara dei lavori di adeguamento del tracciato).

Una decisione al riguardo è attesa per la metà di agosto, quantomeno prima del ritorno in pista in Olanda del 23 agosto. Il tempo è tiranno, le soluzioni non così semplici come si potrebbe immaginare. Perché la Formula Uno è un carrozzone pesante da spostare da un posto all’altro, e anche a livello logistico il rischio è di ritrovarsi a fare i conti con un’impresa davvero titanica, per tutti.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti