F1 | La confessione di Sergio Perez e il brutale retroscena sulla Red Bull e su Max Verstappen
- Postato il 13 luglio 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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Sergio Perez analizza la sua esperienza come pilota Red Bull, rivelando le dinamiche interne del team durante gli anni al fianco di Max Verstappen. Il messicano evidenzia come la scuderia sia strutturata per favorire il campione olandese, mettendo in luce le disparità nelle risorse e nelle opportunità disponibili per i due piloti. Una testimonianza che getta luce sulla competizione asimmetrica all'interno della squadra austriaca.
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Sergio Perez ricorda i suoi anni in Red Bull, al fianco di Max Verstappen: “Quella è la sua squadra, lui ha tutte le migliori opportunità”
È impossibile battere Max Verstappen “nella sua squadra“: la confessione di Sergio Perez sugli anni in Red Bull. Il pilota messicano ricorda le sue battaglie con l’olandese e le scelte prese nel box di Milton Keynes. Un duello durissimo contro un pilota dal talento eccezionale, reso ancora più difficile dalle “opportunità” concesse al quattro volte iridato.

La Red Bull è da anni il regno indiscusso di Max Verstappen. Il nativo di Hasselt, al picco della sua carriera a Milton Keynes, aveva attorno a sé una vera e propria corazzata. Cosa significa realmente dividere il box con un pilota del suo calibro? A fare luce sulle complesse dinamiche interne della scuderia austriaca è Sergio Perez, che ha affiancato il quattro volte iridato dal 2021 al 2024.
Oggi alla guida della Cadillac, il messicano è tornato a parlare del suo passato nel podcast High Performance, svelando come il team austriaco fosse letteralmente costruito e calibrato sulle esigenze del suo fuoriclasse di punta: “Affrontare Max in Red Bull è la sfida più ardua in assoluto. Già sfidarlo in qualsiasi altra squadra sarebbe molto difficile, ma farlo in Red Bull, con la sua squadra, la sua gente, il suo ambiente, è davvero dura“.
Perez: “Sono orgoglioso delle mie scelte”
A due anni dall’addio alla Red Bull, Sergio Perez non nasconde la direzione intrapresa da Milton Keyns: “[Per battere uno come Verstappen] hai bisogno del meglio del meglio in ogni area e semplicemente non ce l’hai. Mentre lui ha tutte le opportunità tecniche, con ingegneri senior e di grande esperienza. Tutto va a Max. Ma lo sapevo prima di arrivare e ho pensato: ‘Senti, posso lamentarmi o andare avanti con quello che ho’, ed è quello che ho fatto“.
Nonostante le difficoltà e un drastico calo di prestazioni negli ultimi mesi vissuti con il team, il messicano rivendica con orgoglio la sua resilienza, ricordando come il suo lavoro in trincea sia stato fondamentale per i trionfi di Verstappen: “Nei quattro anni in cui sono stato lì, ho mantenuto lo stesso team di ingegneri. È qualcosa di cui vado estremamente fiero“.
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Foto Copertina: Red Bull Content Pool
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