F1 | Il caso Norris può cambiare le regole: la FIA va verso una revisione nel regolamento
- Postato il 16 settembre 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Quanto accaduto a Norris durante il GP di Spagna potrebbe avere conseguenze ben oltre il risultato del Madring: la F1 è pronta a discutere le regole della Virtual Safety Car
La Virtual Safety Car potrebbe presto finire sotto esame: quanto accaduto nel primo Gran Premio di F1 disputato al Madring ha infatti riaperto un problema che esiste da tempo: la possibilità che una neutralizzazione possa trasformarsi in una vera e propria lotteria strategica.
A farne le spese a Madrid è stato Lando Norris. Il pilota McLaren era al comando della gara quando la direzione gara ha attivato la VSC per la presenza di detriti in pista e per l’Aston Martin di Lance Stroll rimasta ferma nella via di fuga. Il dettaglio che ha cambiato completamente la situazione è stato il momento nel quale è arrivata la neutralizzazione: Norris aveva superato l’ingresso della pit lane appena cinque secondi prima.
I suoi inseguitori hanno così avuto la possibilità di fermarsi ai box approfittando del minor tempo perso durante la VSC. Quando Norris ha completato il giro ed è tornato davanti all’ingresso della pit lane, però, la neutralizzazione era appena terminata.

Il britannico ha quindi dovuto effettuare la propria sosta in normali condizioni di gara, pagando l’intera perdita di tempo. Una combinazione particolarmente sfavorevole che ha contribuito a farlo scivolare indietro, fino al terzo posto finale.
Il caso della Virtual Safety Car con Norris sarà discusso dalla F1
Secondo quanto riportato da The Race, quanto successo al Madring dovrebbe essere inserito nell’agenda della prossima riunione dello Sporting Advisory Committee, l’organismo nel quale rappresentanti della FIA e responsabili sportivi degli undici team discutono possibili modifiche al regolamento. Un eventuale cambiamento dovrebbe successivamente passare dalla F1 Commission e infine ricevere la ratifica del World Motor Sport Council della FIA.
Norris, dopo la gara, ha chiesto una riflessione. “È una regola che non dovrebbe decidere una gara. Una gara dovrebbe essere vinta da chi riesce a mettere insieme la prestazione migliore, magari prendendosi anche il rischio di allungare uno stint”, ha spiegato il pilota McLaren.
Anche Andrea Stella ha aperto alla possibilità di analizzare il sistema attuale, pur sottolineando come la direzione gara non abbia commesso alcun errore. La VSC è stata infatti attivata in funzione delle necessità di sicurezza, senza alcuna relazione con la situazione strategica dei piloti. Quello di Norris è stato quindi un caso di tempismo estremamente sfavorevole, non un’applicazione errata della procedura.
Come potrebbe cambiare la regola della Virtual Safety Car?
Trovare una soluzione, però, è molto più complicato di quanto possa sembrare. Una delle possibilità già discusse dai piloti sarebbe quella di garantire almeno un giro completo prima della conclusione della VSC, permettendo così a tutti di avere teoricamente la possibilità di effettuare una sosta.
Norris ha indicato anche un’alternativa ancora più radicale: chiudere la pit lane durante la Virtual Safety Car, salvo situazioni particolari come una foratura. “Ne abbiamo parlato diverse volte in passato, per esempio della possibilità di mantenerla per almeno un giro in modo che tutti abbiano l’opportunità di effettuare il pit stop. Oppure semplicemente chiudere l’ingresso della pit lane”.
Quest’ultima soluzione eliminerebbe quasi completamente il vantaggio del cosiddetto pit stop “economico”. La VSC nasce infatti per congelare sostanzialmente i distacchi mentre viene gestita una situazione di pericolo e impedire le soste potrebbe evitare che una neutralizzazione alteri radicalmente l’ordine della gara.
Ma anche questa soluzione presenta un problema: cosa accadrebbe a una monoposto che si trova già nella pit lane nel momento esatto in cui viene attivata la VSC?
Il rischio è spostare semplicemente il problema
Un’altra possibilità sarebbe prendere spunto dalla Formula 2 e modificare il modo nel quale vengono considerate le soste obbligatorie durante le neutralizzazioni. Anche in questo caso, però, il rischio sarebbe quello di non eliminare realmente il vantaggio strategico della VSC, ma semplicemente di trasferirlo su strategie differenti.
C’è poi un principio ancora più importante. La direzione gara non può decidere la durata di una neutralizzazione pensando alle strategie dei piloti. Prolungare artificialmente una VSC per consentire a tutti di effettuare una sosta significherebbe mantenere le vetture a velocità ridotta anche quando la pista potrebbe essere nuovamente sicura, sacrificando giri di gara in condizioni normali.
Andrea Stella ha ammesso di non avere una soluzione evidente, ponendo sostanzialmente due alternative: cercare un sistema che garantisca a tutti la possibilità di fermarsi oppure accettare che la casualità faccia parte delle gare.
Il precedente IndyCar è un avvertimento per la F1
Esiste inoltre un precedente interessante. IndyCar aveva provato a ridurre l’impatto delle neutralizzazioni sulle strategie, ritardando in determinate circostanze l’attivazione della caution per consentire ai piloti di effettuare prima il pit stop. Il sistema ha però creato un problema ancora più delicato: la sicurezza rischiava di diventare subordinata alla situazione sportiva della gara.
Dopo le critiche ricevute in seguito ad alcuni episodi, la categoria americana è tornata sui propri passi, evitando di considerare la finestra dei pit stop nella decisione sul momento nel quale neutralizzare una corsa.
È proprio questo il dilemma che adesso dovrà affrontare la F1. Il caso Norris ha mostrato nella maniera più estrema quanto pochi secondi possano trasformare una VSC in un vantaggio enorme per alcuni e in una penalizzazione per altri.
La discussione è quindi destinata ad arrivare sul tavolo dello Sporting Advisory Committee, ma eliminare completamente la componente di casualità senza creare nuovi problemi potrebbe essere molto più difficile che modificare semplicemente una regola.
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