F1 | I costruttori si tirano indietro, nessun cambio nel 2027 sui motori
- Postato il 28 aprile 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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La Formula 1 conferma la stabilità tecnica per il 2027: i costruttori hanno bloccato le proposte della FIA relative alla modifica dei rapporti tra motore termico e unità elettrica. Durante la riunione del 20 aprile, l'organismo internazionale aveva avanzato suggerimenti per riequilibrare la componente ibrida, ma le scuderie hanno opposto resistenza mantenendo gli attuali standard motoristici. La decisione preserva continuità tecnica e investimenti già programmati.
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Non ci saranno delle modifiche ai motori del 2027 a causa dei costruttori che si sono opposti
Nella riunione che è andata in scena il 20 aprile la FIA aveva proposto ai costruttori di cambiare il rapporto tra il termico e l’elettrico sui motori di F1 a partire dal 2027. Una soluzione che avrebbe riportato ad una potenza termica maggiore, a discapito della batteria che sarebbe stata meno protagonista. La ripartizione ora è del 50/50, con varie proposte discusse per cambiarla.

C’è chi pensava che passare anche solo al 60/40 avrebbe migliorato la situazione, ora deficitaria sui motori troppo dipendenti dall’elettrico. Ipotesi più ottimistiche vedevano questo rapporto a 75/25, portando ad una situazione molto simile a quanto visto fino al 2025 con i V8 ibridi. L’ipotesi sembrava aver preso piede per i motori di F1 nel 2027, ma non si è raggiunto un accordo a causa di alcuni costruttori.
Com’è andata e cosa succederà in futuro
L’ipotesi è stata messo alle votazioni, con una maggioranza che si sarebbe raggiunta con 4 costruttori su 5 favorevoli. Ma così non è stato. Infatti, secondo quanto riportato da Auto Motor und Sport, i motoristi hanno alzato un muro. Muro eretto per proteggere gli investimenti attuali piuttosto che apportare delle modifiche preferendo all’architettura termica.
Proprio sulla questione si è espresso Jan Monchaux, direttore tecnico della FIA. Il francese ha descritto la situazione troppo politica, con varie frammentazioni dove ognuno guarda al suo giardino (che sarebbe il vantaggio competitivo). “Un costruttore pensa che questo gli dia un vantaggio, mentre l’altro pensa che non vuole cambiare nulla perchè sta vincendo delle gare proprio ora. Poi arriva il terzo e dice che ha bisogno di 16 mesi per sviluppare un nuovo motore, con il 2027 che non è realistico come obiettivo”, ha rivelato Monchaux.
Da queste parole si evidenzia uno scenario molto chiaro: le strategie politiche e competitive stanno paralizzando l’evoluzione di questa categoria. Per ora il discorso è rinviato per il 2028, con la mancanza di accordo che fa slittare il cambio sulla ripartizione che tanto sta facendo discutere.
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