F1 | “Horner non salverà la Ferrari” la sentenza di Arrivabene, che rilancia…
- Postato il 27 settembre 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Horner può rilanciare la Ferrari? Arrivabene frena sull’ipotesi e spiega cosa servirebbe a Maranello, parlando anche di Vasseur e Toto Wolff
Christian Horner può davvero essere l’uomo giusto per rilanciare la Ferrari? Maurizio Arrivabene invita alla cautela: secondo l’ex team principal del Cavallino, a Maranello non basta l’arrivo di una singola figura, per quanto vincente, per cambiare la situazione.
Il nome di Christian Horner continua inevitabilmente a essere accostato alla Ferrari in una fase particolarmente delicata per la squadra di Maranello. Ma Maurizio Arrivabene, che la realtà del Cavallino la conosce molto bene, invita a non pensare che l’arrivo di un manager vincente possa rappresentare da solo la soluzione.
L’ex team principal della Ferrari ha affrontato il tema nel corso di A Race Anatomy, soffermandosi non soltanto su Horner, ma più in generale sulle difficoltà che accompagnano qualsiasi tentativo di riorganizzazione a Maranello. Il punto centrale del suo ragionamento è netto: in Ferrari una sola persona non può cambiare tutto.
Arrivabene su Horner: “Creerebbe ancora più aspettative”
Secondo Arrivabene, proprio il palmarès costruito da Horner durante la sua lunga esperienza in Formula 1 potrebbe trasformarsi inizialmente in un ulteriore elemento di pressione. L’ex responsabile della Gestione Sportiva ha spiegato che arrivare in Ferrari con tutti i successi conquistati da Horner potrebbe avere un effetto inizialmente più negativo che positivo, perché alimenterebbe immediatamente aspettative enormi.

E c’è un altro aspetto da considerare: chiunque arrivasse dovrebbe sostanzialmente ripartire e costruire una propria struttura. “Non è così semplice come sembra”, è il concetto espresso da Arrivabene. Non basta prendere una figura che ha vinto moltissimo e aspettarsi che i problemi vengano automaticamente risolti.
Nel ragionamento dell’ex team principal entra anche la struttura tecnica costruita negli anni. Arrivabene ricorda come alcune figure di primo piano del periodo Ferrari in cui lavorava, tra cui James Allison, Mattia Binotto, Lorenzo Sassi, Luigi Mazzola, Simone Resta, Massimo Rivola e altri professionisti, abbiano successivamente intrapreso percorsi differenti o lavorino oggi per altre realtà.
Il vero problema Ferrari secondo Arrivabene
Per l’ex team principal, prima ancora del nome di chi guida la squadra servono due elementi: tranquillità e carta bianca. “Devi ricostruire. In Ferrari c’è bisogno di tranquillità e di carta bianca”, è il senso delle sue parole.
Sul fatto che Frederic Vasseur sia o meno la persona giusta per guidare questa ricostruzione, Arrivabene non dà una risposta definitiva. Il punto, secondo lui, è capire quanto spazio decisionale abbia realmente il team principal.
Se disponesse effettivamente di carta bianca, secondo Arrivabene bisognerebbe eventualmente fare una riflessione. Allo stesso tempo, però, l’ex responsabile Ferrari sottolinea soprattutto la necessità di lasciare lavorare la squadra senza alimentare continuamente pressioni e aspettative. Una condizione particolarmente difficile da ottenere a Maranello, dove chi entra nella Gestione Sportiva si trova inevitabilmente a sostenere un livello di pressione molto elevato.
“Lasciamoli lavorare in pace”, è infatti l’invito di Arrivabene, che riconosce alla Ferrari anche alcuni passi avanti compiuti nel corso della stagione, almeno fino a una determinata fase dell’anno.
Arrivabene risponde anche a Horner e cita Toto Wolff
Arrivabene ha poi replicato a un’altra considerazione attribuita a Horner, relativa alla necessità di avere qualcuno capace di mettere maggiormente sotto pressione Toto Wolff. La risposta dell’ex Ferrari è stata particolarmente pungente: “L’unico che ha scompigliato i capelli a Toto Wolff per qualche gara è stato il sottoscritto”.
Arrivabene ha quindi ricordato il confronto politico e regolamentare avuto negli anni della sua gestione, citando in particolare il lavoro svolto insieme a Sergio Marchionne sul regolamento dei token delle Power Unit. Secondo la sua ricostruzione, fu il lavoro portato avanti dalla Ferrari a contribuire a convincere Mercedes ad allentare la propria posizione su quel sistema regolamentare.
Arrivabene riconosce comunque apertamente le qualità di Horner, definendolo politicamente molto abile, ma rivendica il ruolo avuto dalla Ferrari in quella specifica battaglia regolamentare.
Il messaggio complessivo dell’ex team principal resta quindi prudente. Horner può portare esperienza, successi e capacità politica, ma secondo Arrivabene il problema Ferrari è molto più ampio del nome di un singolo uomo al comando.
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