F1 | Hamilton, qualcosa non ha funzionato in SQ3: la Ferrari è cambiata all’improvviso – GP Singapore
- Postato il 9 ottobre 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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La SF-26 è diventata improvvisamente sovrasterzante: Hamilton non sa se la causa sia il bilanciamento o il surriscaldamento delle gomme
Lewis Hamilton ha vissuto una Sprint Qualifying complicata a Singapore, soprattutto nella fase decisiva della sessione. Dopo aver mostrato un buon passo in SQ1 e SQ2, il pilota Ferrari non è riuscito a ripetersi nell’ultimo tentativo, facendo i conti con una SF-26 improvvisamente difficile da controllare.
Hamilton non si spiega il calo in SQ3
Il britannico ha ammesso di non aver capito immediatamente cosa fosse cambiato rispetto alle manche precedenti, nelle quali la Ferrari sembrava competitiva.
“In SQ1 e SQ2 le cose stavano andando bene, poi non so davvero cosa sia successo. Abbiamo seguito un programma leggermente diverso dagli altri: è stata una mia scelta e penso di averla sbagliata“, ha spiegato Hamilton.
Il problema principale è emerso durante l’ultimo giro, quando la monoposto ha iniziato a perdere stabilità al posteriore. “Alla fine, però, la macchina era molto sovrasterzante in quel giro. Non so se le gomme posteriori non fossero pronte o se si stessero surriscaldando, ma era difficile capirlo“, ha aggiunto.
Il comportamento della SF-26 ha quindi compromesso il tentativo decisivo, impedendo al ferrarista di sfruttare il potenziale mostrato nelle prime fasi della sessione.
Il problema con le gomme soft
Hamilton ha poi evidenziato una differenza importante tra il comportamento della Ferrari con le gomme medie e quello riscontrato utilizzando le soft. Con la mescola più dura, il feeling era decisamente migliore, mentre nell’ultimo tentativo è mancata soprattutto l’aderenza al posteriore.
“Con le medie andava bene. Con le soft, invece, era tutto molto diverso: avevo tanto grip davanti, ma niente al posteriore“, ha raccontato.
Il britannico non ha escluso che il problema possa essere legato al bilanciamento della vettura, senza però individuare una causa definitiva. La sensazione resta quella di un cambiamento improvviso, difficile da prevedere dopo due manche positive.
“Nelle prime due sessioni avevo il passo, poi all’improvviso non sono più riuscito a fare quello che volevo. Per qualche motivo, nell’ultimo giro non avevo grip al posteriore. È andata così“, ha concluso.
Per Ferrari, il comportamento degli pneumatici sarà quindi un elemento da analizzare in vista della Sprint Race e della qualifica di sabato. La squadra dovrà capire se si sia trattato di un episodio isolato o di una criticità destinata a ripresentarsi nelle condizioni più impegnative di Marina Bay.
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Crediti immagine di copertina: Marco Talluto per F1inGenerale.com
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