F1 | GP Olanda – Strategie Pirelli per la gara: Ferrari pronta alla sfida, Hamilton e Leclerc all’attacco
- Postato il 22 agosto 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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Pirelli ha analizzato degrado, prestazioni e usura dopo Sprint e qualifiche, indicando le strategie più efficaci per una gara dove sorpassare sarà complicato
Il Gran Premio d’Olanda potrebbe trasformarsi in una partita strategica, soprattutto per la difficoltà di sorpassare a Zandvoort. Dopo la Sprint e le qualifiche, Pirelli ha raccolto dati importanti sui tre compound disponibili, permettendo di delineare gli scenari più probabili per la gara.
A fare il punto è stato Dario Marrafuschi, Head of Motorsport Pirelli, che ha spiegato ai media presenti – tra cui F1inGenerale – come il comportamento delle gomme sia stato particolarmente interessante. Soft e medie hanno mostrato un degrado molto simile, mentre la mescola dura garantisce maggiore costanza durante gli stint più lunghi.
Secondo Pirelli, la soft dovrebbe offrire circa mezzo secondo di vantaggio al giro rispetto alla media, mentre tra media e dura il distacco previsto è di circa sette decimi. Tutti e tre i compound, quindi, possono essere considerati utilizzabili in gara.
La strategia più veloce secondo Pirelli
Secondo le simulazioni Pirelli, la soluzione più veloce sulla distanza di gara è una strategia a una sosta Medium-Hard. La finestra ideale per il pit-stop è compresa tra il 27° e il 33° giro.

Marrafuschi ha spiegato che la scelta è legata soprattutto alle caratteristiche del circuito: “A Zandvoort è piuttosto difficile superare e con una strategia a due soste si potrebbe incorrere nel traffico”.
Molto interessante anche l’alternativa Soft-Hard, sempre a una sosta. Secondo Pirelli è solamente circa un secondo più lenta rispetto alla Medium-Hard sull’intera distanza, rendendola una soluzione assolutamente competitiva.
Le due strategie a due soste
Pirelli ha comunque individuato anche due scenari con doppio pit-stop. Il primo prevede Medium-Hard-Soft, con la prima finestra di sosta tra il 24° e il 30° giro e la seconda tra il 46° e il 52°.
La seconda alternativa è invece Soft-Medium-Medium, con il primo pit-stop tra il 21° e il 27° giro e il secondo tra il 45° e il 51°.
Sulla carta, la due-stop è solamente tre secondi più lenta rispetto alla strategia più rapida sulla distanza complessiva. Il margine, quindi, è abbastanza ridotto da poter rendere questa opzione interessante in caso di Safety Car o di condizioni particolari.
Nonostante questo, Pirelli non la considera la strategia da raccomandare, proprio per il rischio di perdere posizione nel traffico.
Tutte le gomme possono funzionare
Marrafuschi ha inoltre sottolineato che “tutti e tre i compound sono una scelta praticabile per la gara”. La Hard offre maggiore consistenza e diversi team dispongono di due set nuovi, elemento che potrebbe favorirne l’utilizzo nei lunghi stint.
Anche il degrado non sembra rappresentare un problema: “Non vediamo problemi di graining”, ha spiegato Marrafuschi, indicando una normale abrasione degli pneumatici.
Il quadro è quindi molto aperto: la Medium-Hard resta la soluzione di riferimento, ma Soft-Hard, Medium-Hard-Soft e Soft-Medium-Medium potrebbero entrare in gioco in base a traffico, Safety Car e condizioni della pista.
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Crediti immagine di copertina: Pirelli
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