F1 | Ferrari rinuncia a un vantaggio: perché non ha aggiornato l’ala posteriore per Monaco
- Postato il 5 giugno 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Con nove team che hanno portato soluzioni estreme per le ali posteriori, Ferrari ha preferito rimanere con la versione base dell’ala “Macarena”, rinunciando a un piccolo vantaggio. Ecco le motivazioni della scelta
Il weekend di Monaco rappresenta probabilmente la migliore occasione per Ferrari di conquistare il gradino più alto del podio, grazie al layout del caratteristico circuito cittadino, che stressa meno le power unit e privilegia quasi esclusivamente il grip aerodinamico e meccanico. Infatti, non essendoci particolari preoccupazioni legate alla gestione energetica delle batterie, la FIA ha vietato per questo weekend l’utilizzo dell’aerodinamica attiva.
L’aerodinamica attiva nasce dall’esigenza di ridurre la resistenza all’avanzamento e, di conseguenza, i consumi delle power unit. Essendo il tracciato di Monaco il più lento del mondiale, caratterizzato da numerose curve e da rettilinei molto brevi, non assisteremo ai noti problemi di lift and coast e clipping delle monoposto.
Il divieto di utilizzo delle ali mobili ha consentito ai team di rimuovere gli attuatori delle ali per risparmiare peso, ma le squadre non si sono limitate a questo. Senza gli attuatori, i progettisti si sono ritrovati con uno spazio disponibile nel quale installare componenti aerodinamici aggiuntivi, sfruttando così la situazione a proprio vantaggio. Molti team hanno modificato i piloni dell’ala posteriore, mentre altri li hanno addirittura sostituiti con veri e propri dispositivi aerodinamici sviluppati appositamente per l’occasione.

Ferrari e Williams con le ali base: il perché della scelta
Con nove team che hanno escogitato soluzioni differenti, sorprende la scelta della Ferrari, che ha portato a Monaco la sua ala “Macarena”, introdotta per la prima volta a Miami e rimasta invariata per il weekend del Principato. L’ala posteriore della Ferrari presenta infatti l’attuatore dell’aerodinamica attiva integrato nell’endplate e non in posizione centrale; per questo motivo non è possibile installare soluzioni aerodinamiche al posto dell’attuatore centrale, come fatto da altre squadre.
Ferrari avrebbe potuto riproporre la precedente ala posteriore dotata di attuatore centrale per poi modificarla, ma si sarebbe trattato di una soluzione ormai superata e prestazionalmente inferiore. Per questa ragione, a Maranello si è deciso di rimanere con la versione base della “Macarena”, ritenendo che il vantaggio perso rispetto alle soluzioni adottate dalla concorrenza si limitasse a pochi centesimi di secondo.
La SF-26, tuttavia, si distingue per le sue eccellenti qualità aerodinamiche e telaistiche, motivo per cui gli uomini del Cavallino sono estremamente fiduciosi nelle potenzialità della monoposto in vista del weekend di Monaco.
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