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F1 e MotoGP, Italia generazione di fenomeni: da Bezzecchi e Antonelli a Bulega: il motorsport tricolore non è mai stato così vincente

  • Postato il 2 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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F1 e MotoGP, Italia generazione di fenomeni: da Bezzecchi e Antonelli a Bulega: il motorsport tricolore non è mai stato così vincente

Da Montreal al Mugello passando per Aragon. C’è un’Italia dei motori che si fa beffe del mondo alla faccia di chi tra pochi giorni la Coppa del Mondo, quella di calcio, la vedrà soltanto in tv. Non solo Kimi Antonelli e Marco Bezzecchi nuovi principi aspiranti al trono di F1 e MotoGP uniti in quell’abbraccio diventato iconico sotto il sole della Toscana. Fratelli d’Italia o generazione di fenomeni fate voi, come quel Nicolò Bulega dominatore assoluto della Superbike, in un motorsport italiano che vive la sua stagione d’oro come nemmeno ai tempi di Agostini e Valentino Rossi, facce pulite e di successo di una nuova era dei motori tricolori che domina a tutte le latitudini, in tutte le categorie.

Il sigillo di Bezzecchi sotto gli occhi di Antonelli

C’è più di qualcosa dietro quell’abbraccio alla fine del Gran Premio d’Italia della MotoGP. Antonelli e Bezzecchi si sono ritrovati sotto al podio del Mugello. Perchè proprio Kimi aveva accolto la vittoria del Bez sventolando la bandiera a scacchi. Ed è stato lo stesso Andrea ad aspettare Marco nel parco chiuso, come un meccanico qualunque di quell’Aprilia in festa per il centenario celebrato con tanto di doppietta.

A soli 97 km dalla sua Bologna, il pilota della Mercedes ha tributato il giusto onore a Bezzecchi sublimato in quel: “Fai paura, fai paura! Mi fai gasare troppo!” sussurrato, detto nell’orecchio mentre fuori la bolgia del Mugello registrava numeri record sfiorando le 200mila presente complessive dentro un week end da primato per Aprilia che ha raggiunto la velocità record con Martin 368,6 km/h e il giro record proprio con la pole del Bez.

Bez e Kimi come Ascari e Masetti 74 anni dopo

Sono passati ben 74 anni! Correva il 1952 e l’Italia aveva per l’ultima volta prima di questa stagione, l’onore di avere i due leader della massima espressione del motorsport: l’allora 500cc, antesignana dell’attuale MotoGP, e la F1. Sulle due ruote c’era Umberto Masetti, dall’altra parte tra le monoposto un certo Alberto Ascari. Entrambi si sarebbero poi laureati campioni del mondo. Da Masetti e Ascari a Bezzecchi e Antonelli, il passo è lungo, la goduria di rivivere epoche dimenticate è tanta pensando a quello che potrà essere.

Bulega dominatore assoluto Sbk, la MotoGP nel futuro

Oramai non fanno quasi più notizia le sue vittorie nel campionato Superbike. Mera statistica da aggiornare ogni fine settimana. Al Motorland di Aragon, in Spagna, un film già visto: un’altra tripletta di Nicolò Bulega e un Mondiale sempre più ipotecato. Ma soprattutto una MotoGP in premio per il 2027.

Phillip Island, Portimao, Assen, Balaton Park, Most e ora Aragon. Cartoline dal mondo con un’unica tripla firma in calce. Bulegas, mai nome fu più facile da soprannominare, ha calato un altro tris tra sabato e domenica. Non passa weekend nel campionato Sbk che l’inno di Mameli risuoni nei vari circuiti. Questa volta, il numero ’11’ del Team Aruba ha dato spettacolo in Spagna davanti al pubblico di casa di Iker Leucona, compagno di scuderia ed eternamente secondo.

Il libro dei record si aggiorna: 18esima vittoria consecutiva da inizio stagione, 22 di fila considerando fine 2025. E un finale già scritto: Bulega sarà il successore di Jonathan Rea, Alvaro Bautista e Toprak Razgatlioglu nel Campionato Mondiale Superbike. Ma cosa più importante, forse, per Nicolò è la chiamata in MotoGP per il 2027 quando correrà con il Team VR46.

Chiamateli pure fratelli d’Italia o citando gli Stadio, generazione di fenomeni!

Autore
Virgilio.it

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