F1 e MotoGP insieme, il sogno si avvera ad Austin ma senza Bagnaia e Marquez il crossover di Liberty Media non ha senso
- Postato il 30 luglio 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Un sogno che diventa realtà, vedere sfrecciare le Formula 1 e le MotoGP sulla stessa pista. Quel giorno è vicino anche grazie alla proprietà che da qualche anno accomuna i due mondi per eccellenza del motorsport. L’evento potrebbe accadere ad Austin in occasione del prossimo Gp di F1 anche se in maniera solo parziale e senza i big del Motomondiale. Ecco cosa bolle in pentola.
- Liberty Media mette insieme MotoGP e F1
- MotoGP con la F1 ma senza Marquez, Bagnaia & co.
- Il vero sogno: un evento unico sulla stessa pista
- Altro problema, i costi: chi paga?
- Il crossover F1-MotoGP
Liberty Media mette insieme MotoGP e F1
Sono le due classi regine del motorsport, l’eccellenza motoristica. Due mondi distinti che finora non si sono mai incontrati se non in sporadiche occasioni. Ma da qualche anno c’è un punto comunque, anzi un denominatore comune non di poco conto, la proprietà. Ecco perchè Liberty Media sta seriamente pensando di mettere insieme Formula 1 e MotoGP all’interno di un week end di gare.
Per la prima volta, i fan che assisteranno al Gran Premio degli Stati Uniti di Formula 1 potranno sentire il rombo di un motore MotoGP nello stesso weekend. Il progetto, riportato per la prima volta da Motorsport.com, è attualmente in fase di negoziazione con i team e prevede una dimostrazione delle moto MotoGP durante l’evento di Austin a ottobre.
MotoGP con la F1 ma senza Marquez, Bagnaia & co.
Non tutto è oro quello che luccica. C’è infatti un piccolissimo problema a cui ovviamente Liberty Media ha già pensato. Nel fine settimana di Austin la MotoGP è impegnata in Australia. Quindi per forza di cose non ci saranno i big della classe regina, da Marquez a Bagnaia passando per Martin, Quartararo e Bezzecchi che correranno per l’ultima volta nella storia a Phillip Island.
L’idea di Liberty Media è quindi semplice: al loro posto si prevede di far salire in pista ex piloti legati a ciascun costruttore o ambasciatori dei team e portare in pista i prototipi della MotoGP. L’obiettivo è far conoscere al pubblico della Formula 1 le moto. E se questa soluzione delle esibizioni con moto dimostrative e piloti leggende supera questo ostacolo, ma riduce l’impatto mediatico. Un appassionato che viene in circuito vorrà vedere Márquez, Bagnaia o Acosta, non un ex pilota, nemmeno leggendario anche se uno come Valentino Rossi sarebbe sicuramente di grande richiamo.
Il vero sogno: un evento unico sulla stessa pista
L’acquisizione di Dorna, lo storico promotore della MotoGP, da parte di Liberty Media, ha fatto sì che molti iniziassero a fantasticare sull’idea di far coincidere due Gran Premi delle rispettive discipline nello stesso fine settimana. In questo senso si muoverebbe questo primo passo di convivenza, oltre che a promuovere la MotoGP negli Stati Uniti dove il Motomondiale si corre una sola volta mentre la F1 proprio sotto la spinta di Liberty Media è arrivata a 3 gare, Austin, Miami e Las Vegas.
Altro problema, i costi: chi paga?
La ripartizione dei costi rimane un altro punto critico. Il trasporto delle moto, dei meccanici e del personale addetto all’allestimento dall’Europa o dal Giappone rappresenta una spesa che Liberty e le case produttrici devono coprire. A chi accollare i costi? Alla F1, alla MotoGP, a Liberty Media? Di certo i costruttori delle moto non vorranno sobbarcarsi questa spesa anche se in ballo c’è un ritorno d’immagine importante per gli stessi marchi sul mercato americano.
Il crossover F1-MotoGP
Da tempo di parla di un interesse di Hamilton ad acquistare o compartecipare alla gestione di un team di MotoGP. Lui che spesso si presenta alle gare con una moto da corsa, una Ducati Panigale nelle ultime occasioni, a Monaco ad esempio. E che in passato ha provato la Yamaha M1 di Valentino Rossi.
Chi ha fatto il grande salto è stato Gunther Steiner, ieri team principal della Haas in F1, oggi team manager del Team Tech3 Ktm in MotoGP. Percorso simile a quello fatto nel recente passato da Davide Brivio che per un periodo è stato in Alpine prima di tornare al primo amore guidando la ribalta di Trackhouse e ora proiettato a far tornare grande Honda.