F1 | Barcellona sorprende Pirelli: per la domenica si apre uno scenario inedito rispetto alle gare precedenti
- Postato il 13 giugno 2026
- Formula 1
- Di F1ingenerale
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Il circuito di Barcellona ha messo a dura prova gli pneumatici Pirelli: l’elevato degrado potrebbe aprire scenari strategici inediti in gara
La Formula 1 arriva a Barcellona, un tracciato che rappresenta da sempre un banco di prova per tutti e, in particolare, per Pirelli, chiamata a fornire mescole in grado di resistere alle estreme sollecitazioni del veloce layout catalano. Ai microfoni dei media, tra cui F1inGenerale, Simone Berra, Chief Engineer di Pirelli, ha spiegato l’andamento del venerdì di prove, evidenziando alcune incertezze sulle strategie in vista della gara di domenica.
«Sono rimasto un po’ sorpreso. I team hanno deciso di utilizzare principalmente le mescole Soft e Medium piuttosto che la Hard.
Oggi abbiamo visto che la Hard ha faticato parecchio perché scivolava molto. Al contrario, le C3 e C4 hanno mostrato un livello di aderenza più costante, meno scivolamento e una migliore capacità di “mordere” l’asfalto. In generale, il livello di degrado è risultato piuttosto simile a quello della C2.
Non abbiamo osservato vere differenze tra le tre mescole utilizzate oggi. Questa è un’informazione importante perché, in vista di domenica, non vediamo una mescola chiaramente favorita. Dal nostro punto di vista, C3 e C4 dovrebbero offrire una buona costanza di rendimento e risultare piuttosto simili alla C2 in condizioni di gara.»

Previsto un elevato degrado: possibile una gara a più soste
Le 14 curve del circuito catalano hanno messo in difficoltà le coperture Pirelli. Simone Berra ha spiegato come questo aspetto potrebbe influenzare la gara di domenica.
«Quello che abbiamo osservato oggi è un elevato decadimento termico sia all’anteriore sia al posteriore. Alcuni team hanno sofferto maggiormente con il posteriore nella fase iniziale degli stint, diventando poi limitati dall’anteriore; altri hanno riscontrato il problema opposto. In sostanza, entrambe le estremità della vettura soffrivano per le alte temperature superficiali e per il forte decadimento termico.
Questo sarà il tema principale della gara. Abbiamo visto livelli di degrado fino a due o tre decimi, un valore molto elevato. Ciò è dovuto principalmente alla rugosità dell’asfalto, all’energia generata dal layout del circuito e alle alte temperature della pista: oggi abbiamo registrato 52°C sia in FP1 sia in FP2.
Tutti questi fattori incidono sul degrado. Per questo ci aspettiamo che la strategia a due soste sia la più probabile. È una situazione completamente diversa rispetto alle gare precedenti e, sinceramente, siamo contenti di vedere una maggiore varietà strategica. Potrebbe addirittura essere una gara a tre soste, chissà.
Con questo livello di degrado sarà necessaria una gestione accurata e tutte e tre le mescole saranno utilizzabili. Dal nostro punto di vista, si tratta di uno scenario molto diverso rispetto alle gare precedenti.
Come previsto, non abbiamo osservato fenomeni di graining. Alcuni pneumatici hanno mostrato livelli piuttosto elevati di abrasione, ma solo sull’anteriore sinistra. Nulla che riguardi il graining, e il danno meccanico non rappresenta qui il principale limite prestazionale.»
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