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F1, Antonelli, zero pressione: "Penso solo a correre, è già un sogno essere qui". Hamilton lo esalta: "Un predestinato"

  • Postato il 22 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

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F1, Antonelli, zero pressione: "Penso solo a correre, è già un sogno essere qui". Hamilton lo esalta: "Un predestinato"

Tutti aspettano di vederlo incoronato nuovo campione del mondo, ma Kimi Antonelli dell’attesa degli appassionati non sa proprio cosa farsene. Vorrebbe piuttosto che la sua non fosse eterna, ma nemmeno vederla guastata da un’ansia e frenesia che diventano quasi nemiche. “Sapere che potrei diventare campione già domenica qui ad Austin è pazzesco, ma è la stessa ragione per la quale ho deciso di non volerci pensare”, ha affermato il bolognese in conferenza stampa. Con Hamilton, col quale ha condiviso la sessione davanti ai media, che lo guardava con uno sguardo per metà stupito e per l’altra quasi commosso, ripensando a tutte le volte che quell’emozione l’ha vissuta lui.

Kimi, niente fretta: “Il mondiale quando arriva, arriva”

Antonelli è un ragazzo con la testa sulle spalle e a chiudere i conti già ad Austin non pensa veramente. “Servirebbe un week-end perfetto, è improbabile che accada perché molti miei rivali dovrebbero avere risultati catastrofici. Per me è già un sogno essere qui e poter vivere tutto questo, ma devo continuare a spingere perché non è ancora finita e con me corrono i migliori 21 piloti al mondo”.

Anche Hamilton rientra tra questi, e Kimi non si sottrae alla “venerazione” per colui del quale ha raccolto l’eredità in Mercedes. “Sarebbe bellissimo poter ripetere ciò che ha fatto lui in carriera, tutti i gran premi che ha vinto e i 7 mondiali che ha in bacheca. Ma so che la strada da fare è ancora lunga e per ora posso solo godermi il viaggio e tutto quello che incontrerò lungo il cammino”.

Non manca una chiosa finale su Rafael Camara, promosso prima guida in Haas nella prossima stagione. “Felicissimo per lui, siamo amici e ci conosciamo sin dai tempo dei kart. Penso che meriti questa opportunità e non vedo l’ora di incontrarlo nel paddock”. “Che un brasiliano torni in F1 non mi stupisce, perché quella è la terra del talento”, aggiunge Hamilton. Il quale poi ha pensato bene di dispensare un… consiglio al quasi neo campione del mondo.

Il consiglio di Hamilton e l’elogio del suo successore

Perché si scherzerà, ma Lewis è sembrato quasi voler implorare Kimi a fare qualcosa che quest’anno non ha mai fatto prima. “Deve rallentare!”, esclama divertito, ricevendo in cambio un sorriso dall’italiano. “Kimi non ha bisogno di consigli, sta dimostrando tutto il suo talento, la sua abilità e la sua calma. Sta facendo un lavoro straordinario e sono felice per lui, anche perché sapete bene che se non è il mio team a vincere, beh, allora sono contento che vinca una Mercedes. Cosa aspettarmi da questo week-end? Non saprei, ma speriamo di essere vicini alle macchine più veloci”.

Tornando ad Antonelli, Hamilton ha ammesso di non essere rimasto affatto stupito dalla sua crescita così rapida. “L’ho visto maturare nei miei ultimi anni in Mercedes, vederlo lavorare con Bono è un’esperienza fantastica. Ha sofferto lo scorso anno, quando ha dovuto raccogliere un’eredità pesante come la mia, ma poi ha proseguito di slancio ed è migliorato in modo esponenziale”.

Il ferrarista ha provato poi ad analizzare l’errore di Singapore e quello che ha maturato nella testa. “Impari sempre di questo tipo di esperienza. Cerco sempre tanti modi per poter arrivare alla vittoria, volevo avere un’opzione diversa Ho però commesso un errore decidendo di restare fuori troppo a lungo, pensando che la media avrebbe tenuto di più, e ho ammesso lo sbaglio. Il mio compito è quello di continuare a sfidare il team, me compreso. Ci prendiamo tutti la responsabilità e ne paghiamo il prezzo assieme”.

Piastri sicuro: “McLaren migliorata”. Sainz vuole divertirsi

Tra le voci del giovedì di Austin, anche quella di Oscar Piastri, che è tornato sul contatto fratricida con Norris a Singapore. “Il team ha gestito benissimo la cosa, non c’è altro da aggiungere. Negli ultimi gran premi eravamo tornati a lottare per la vittoria dopo una prima metà di annata difficile, ma la Formula Uno è questa. Però negli ultimi tre appuntamenti ho ritrovato buone sensazioni e la macchina sta rispondendo bene. Anche qui porteremo alcuni aggiornamenti, che seppur lievi speriamo possano darci maggiori chance di lottare per la vittoria”.

Un pensiero che non sfiora certo la mente di Carlos Sainz, che si accontenterebbe di una gara senza troppi patemi d’animo. “Austin mi piace, è una pista “vecchio stampo”, di quelle che si vedevano fino a qualche anno fa. Non siamo da podio, probabilmente non siamo nemmeno in grado di mettere piede in zona punti, a meno che altri non commettano errori, ma proverò comunque a divertirmi e a tirare fuori qualcosa di buono dalla vettura. La scelta di pensare già in ottica 2027 non ci aiuta, perché abbiamo stravolto il mezzo a metà stagione e adesso bisogna solo cercare di lavorare in funzione della stagione che verrà”.

Poi una tirata d’orecchie (anche) alla FIA: “Correre quasi ogni fine settimana è forse bello per i tifosi, ma per noi piloti diventa stressante e non aiuta a tenere alta la concentrazione. Rimpiango i campionati con 17-18 gare, dove c’era anche l’attesa tra un gran premio e l’altro”. Ma a questa FIA interessa monetizzare…

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Virgilio.it

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