Evenepoel fora, rimonta e vince su Carapaz una splendida Classica di San Sebastian. Pogacar, il sì alla Vuelta è più vicino
- Postato il 1 agosto 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
E alla fine arriva Remco. Inesorabile come solo certe sentenze sanno essere: alla Donostia Klasikoa tutti aspettavano il belga e puntualmente il belga s’è presentato all’appuntamento, benché di rischi e problemi lungo il cammino ne ha incontrati tanti. Ma la quarta affermazione sulle strade basche (nessuno come lui nella storia della classica di inizio agosto) merita soltanto di essere applaudita e apprezzata per ciò che è stata, ovvero una corsa a ostacoli coronata con uno sprint regale su un generosissimo (e fortissimo) Richard Carapaz. Dopotutto erano i due che erano usciti meglio dall’ultima settimana di Tour: vederli appaiati a giocarsi la Classica di San Sebastian non deve aver sorpreso nessuno.
- Evenepoel vince da fuoriclasse: rimonta e volata super
- Quattro vittorie su 4 partecipazioni per Remco
- Pogacar fa festa nella sua Komenda (con Trentin)
- La Vuelta nel mirino, ma prima doveva riposare
Evenepoel vince da fuoriclasse: rimonta e volata super
Stavolta però c’è voluta tutta la classe, la pazienza e l’acume tattico di Remco per evitare quella che, numeri alla mano, avrebbe assunto i connotati di un’autentica beffa. Perché una foratura piovuta dall’alto nel momento in cui la corsa stava per esplodere ha costretto il secondo classificato al recente Tour de France a fare uno sforzo notevole per rientrare sulla testa del gruppo, tirata nel frangente da una Lidl Trek che le ha provate tutte per portare Giulio Ciccone in rampa di lancio per puntare al bis (aveva vinto lo scorso anno con una bella azione personale).
Solo che alla fine la Red Bull Bora Hansgrohe un modo per riportare sotto il suo capitano l’ha trovato, con Giulio Pellizzari che è stato tra i corridori che più d’altri s’è speso per far si che Evenepoel ritrovasse le ruote del gruppo. Così sull’ultima asperità di giornata, lo strappo di Murgil, il belga ha riallineato tutti i pianeti: ha attaccato per primo, portandosi dietro il solo Carapaz, l’unico a tenergli testa in un finale (a quel punto) diventato un meraviglioso testa a testa tra due interpreti in condizioni di forma davvero eccellenti.
Ciccone ha provato un disperato tentativo di riportarsi sotto nelle ultime rampe della salita, scollinando a una decina di secondi ma senza avere poi la forza necessaria per andare a riprendere i battistrada nel tratto conclusivo, cioè nella picchiata verso San Sebastian.
Quattro vittorie su 4 partecipazioni per Remco
La volata tra Evenepoel e Carapaz non ha avuto storia: il belga ha atteso il momento buono per lanciare lo sprint, e ai 250 metri dall’arrivo ha rotto gli indugi, ben sapendo che il suo spunto si sarebbe rivelato irresistibile per l’ecuadoriano. Ben Tulett (Visma) in volata s’è preso il terzo posto, regolando un drappello di inseguitori del quale facevano parte anche Christian Scaroni e Giulio Ciccone, piazzatisi rispettivamente quinto e sesto (quarto posto al fotofinish per Pello Bilbao: nella top ten finiscono anche Christen, Hirschi, Camprubì e Bisiaux).
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/LeCyclismebelge/status/2083565301333962877" profile_id="LeCyclismebelge" tweet_id="2083565301333962877"/]Col quarto successo su quattro partecipazioni complessive, Evenepoel conferma il feeling totale con la classica basca che apre il programma che precede la Vuelta, al via tra tre settimane.
Pogacar fa festa nella sua Komenda (con Trentin)
Una Vuelta dove tutti attendono di sapere se ci sarà posto anche per Tadej Pogacar. Che ieri a Komenda, la sua città natale, ha vinto il Criterium organizzato da un’associazione benefica della zona, superando in una volata ristretta l’azzurro Matteo Trentin.
Chiaro però che tutti volevano sapere se ci fossero o meno novità sulla partecipazione dello sloveno all’ultimo grande giro della stagione, che è anche l’unico GT mancante alla sua collezione (ha corso la Vuelta soltanto nel 2019, quando ancora il mondo doveva conoscere la forza e lo strapotere di Tadej: chiuse comunque sul podio). “Lunedì avrete una risposta”, ha detto Pogacar ai cronisti che lo incalzavano sull’argomento.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/cyclingontnt/status/2083259968220754046" profile_id="cyclingontnt" tweet_id="2083259968220754046"/]La Vuelta nel mirino, ma prima doveva riposare
“Adesso avevo bisogno di staccare tutto e prendermi una settimana di riposo, perché il Tour è una corsa che ti logora dentro. Ho fatto un mese di ritiro prima della corsa francese e poi tre settimane a tutta, quindi c’era la necessità di ritrovare un po’ di pace e tornare alla realtà. Abbiamo discusso dell’opportunità o meno di andare alla Vuelta e a inizio settimana dirò quello che intendo fare”.
Rumors parlano di un Tadej stuzzicato dall’idea di chiudere il cerchio e completare la triplice corona, come fatto da Vingegaard al Giro due mesi fa. Anche se l’obiettivo principe del finale di stagione è la terza maglia iridata consecutiva, oltre al sesto Lombardia di fila. Ma dopo un Tour nel quale non ha dovuto nemmeno dannarsi troppo l’anima, la tentazione di prendersi la Vuelta è tutt’altro che banale…