Evenepoel domina la crono ma dice: "Non penso a battere Pogacar, mi basta essergli vicino". Lipowitz cade e si ritira, male Ganna
- Postato il 21 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Non l’ha fermato neppure l’ormai immancabile “controllo antidoping a sorpresa”, che dopo Pogacar e Vingegaard è toccato anche a Remco Evenepoel (per sua fortuna però alle 22, non alle due di notte). Remco che nella tappa più attesa del suo Tour, ovvero quella che a Thonon-Les-Bains ha visto i corridori impegnati lungo 26 chilometri a cronometro, che come da copione hanno premiato le doti di specialista puro del fuoriclasse belga. Una crono adatta però anche a passisti scalatori, visto che prevedeva l’ascesa nella parte iniziale della Cote de Larringes, che infatti ha tagliato fuori diversi crono man “puri” come Filippo Ganna, che aveva detto di non gradire troppo il percorso e che puntualmente ha finito per starsene alla larga dalle posizioni di vertice.
- Mattia Cattaneo fa l'exploit: sesto a 36 anni
- Lipowitz come Vingegaard: caduta e ritiro
- Remco felice ma realista: "Non posso vincere il Tour..."
Mattia Cattaneo fa l’exploit: sesto a 36 anni
Parlare di delusione è esagerato, perché Ganna era stato abbastanza chiaro già al mattino sulle sue improbabili possibilità di successo (ha chiuso 11esimo, poco sopra i due minuti di ritardo). “Ho sofferto tanto sulla salita, sentivo che c’era qualcosa che non andava. Ho fatto il massimo, davvero ho poco da rimproverarmi”.
L’Italia però può consolarsi con il sesto posto ottenuto da Mattia Cattaneo, che tutto sommato è un buon crono man e che ha sfruttato la giornata di grande vena per piazzarsi in sesta posizione, staccato di 1’42” da Remco. “Oggi avevo davvero una gamba super, e ci tenevo a confrontarmi con i più forti al mondo. Ho spinto tanto in salita e anche in pianura ho trovato da subito un buon ritmo di pedalata, che mi ha permesso di chiudere in una posizione davvero importante.
Sono felice: spero di aver ripagato la fiducia di chi mi ha voluto a questo Tour. E poi riuscire a fare meglio di gente come Pippo, Tarling e Armirail alla mia età (cioè 36 anni) non è cosa di tutti i giorni. Remco è stato spaziale, ma anche Pogacar è andato forte: essere vicino a loro è qualcosa di veramente unico ed eccezionale al tempo stesso”.
Lipowitz come Vingegaard: caduta e ritiro
Evenepoel ha vinto quasi per dispersione, se si eccettuano i “soli” 28 secondi rifilati a un Pogacar comunque pienamente in controllo della situazione. Un secondo posto di valore, per lo sloveno, che rafforza la propria leadership su tutti i rivali in classifica generale: Remco è l’unico ad essersi avvicinato, staccato però di 4’32”, mentre Del Toro è ancora sul podio virtuale (6’51” di ritardo) ma dovrà vedersela con un Seixas in netta crescita, quarto nella generale a 20 secondi appena dal messicano (sul quale ha guadagnato 5 secondi).
La giornata di festa in casa Red Bull è stata però funestata dal ritiro di Florian Lipowitz: il corridore tedesco è caduto nel tratto in discesa e ha sbattuto violentemente la spalla destra, ritenendo che non ci fossero le condizioni di proseguire la corsa. Al di là delle polemiche della prima settimana con Evenepoel (che s’era lamentato perché Lipowitz si era rifiutato di tirargli nel finale di una tappa), per la Red Bull una dipartita pesante. E anche Pogacar ha ammesso di aver rischiato di cadere nello stesso punto.
Remco felice ma realista: “Non posso vincere il Tour…”
Evenepoel a fine tappa è stato il primo a mandare un messaggio al compagno di squadra. “Mi spiace tantissimo, il suo ritiro rende la giornata dolceamara. Senza di lui le prossime tappe saranno più complicate per noi, ma gli auguro di riprendersi presto”.
Poi però passa debitamente all’incasso: “Vincere due tappe consecutive al Tour è qualcosa di grandioso, anche se in mezzo c’è stato il giorno di riposo. Mi sentivo bene, ho spinto tanto nei primi due chilometri e ho dovuto anche un po’ rallentare, ma questa crono mi ha ricordato quella mondiale dell’anno passato in Ruanda. Pogacar è andato fortissimo, ma sono contento di come mi sono espresso perché da tanto non raggiungevo questo livello”.
Da qui a pensare di impensierire la maglia gialla, però, ce ne passa: “Non è finito nulla, ma onestamente non penso a vincere il Tour. Penso a fare il massimo possibile, provando a ottenere il miglior piazzamento possibile in classifica. Pogacar sta facendo il suo percorso ed è già fantastico per me sapere di poter stare un po’ più vicino a lui. Ma non corro contro di lui: è un onore avere la possibilità di sfidarlo perché è il più forte di tutti i tempi, e sapere di essermi avvicinato è un bel passo avanti. Proverò a imparare da lui”.