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Europei atletica, Fantini argento nel martello: "L'unico che mi mancava". Flop Folorunso, Diaz in scioltezza

  • Postato il 12 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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Europei atletica, Fantini argento nel martello: "L'unico che mi mancava". Flop Folorunso, Diaz in scioltezza

Un’altra medaglia che vale, un’altra medaglia per continuare a mostrarsi grande agli occhi del mondo: Sara Fantini sapeva che ripetere l’exploit di due anni fa a Roma sarebbe stato complicato, ma l’argento conquistato nella finale del lancio del martello è comunque un risultato di valore assoluto. Peraltro è l’unico metallo mancante alla sua collezione di medaglie continentali: nel 2022 a Monaco vinse il bronzo, a Roma conquistò l’oro, a Birmingham si prende un argento che vale, battuta soltanto dalla finlandese Siljia Kosonen che lancia 76.41, poco più di due metri più in là rispetto all’atleta di Fidenza.

Kosonen inavvicinabile, ma Fantini è da applausi

Il 74.35 lanciato al primo dei 6 tentativi di serata val bene un argento comunque pesante, poiché per puntare al bis continentale sarebbe servito un lancio oltre il record nazionale ottenuto nel 2022 (75.77). Insomma, pochi rimpianti e la sensazione di aver fatto quello che era nelle proprie corde, con un altro lancio oltre i 74 metri (74.11) al quarto tentativo e due lanci oltre i 73 metri.

Fantini ha lanciato la settima misura in carriera, lontana un metro e 28 centimetri dalla miglior misura stagionale fatta registrare a Madrid. Per l’atleta allenata da Renzo Pozzo è comunque una conferma importante: a 29 anni, nel pieno della maturità sportiva, Fantini ha ribadito di essere di gran lunga la migliore martellista della storia dell’atletica italiana. Le manca di fatto soltanto un exploit a livello olimpico o mondiale, ma in Europa la continuità è di quelle che non passano inosservate.

Sul podio di serata anche la norvegese Beatrice Nedberge Llano (72.88), mentre la 41enne polacca Anita Wlodarczyk s’è dovuta accontentare del quarto posto con un lancio a 72.37, che nulla toglie a una carriera stratosferica (tre ori olimpici e 4 titoli mondiali).

Gioia Fantini: “L’argento era l’unico che mi mancava…”

Fantini a fine serata ha ammesso di aver creduto anche nella possibilità di ottenere il bis due anni dopo il trionfo di Roma, ma di sapere anche quanto vale questo argento, pensando a quanto si è evoluto il grado di competizione nel martello. “Sono tanto contenta, non era scontato tornare a casa con una medaglia, sentivo la pressione dell’essere campionessa in carica e c’ho provato fino alla fine, ma Sijia ha fatto cose eccezionali”, ha ammesso l’emiliana.

“Un grazie sincero al gruppo sportivo dei Carabinieri, col comandante che stasera era qui a vedermi. E anche a Renzo Pozzo, col quale in pochi mesi abbiamo fatto un lavoro eccezionale. E naturalmente ai miei familiari: mia mamma prima di partita mi aveva detto che a ben vedere mancava solo un argento alla mia collezione europea, ma pur ammettendo che avrei preferito rivincere l’oro posso essere comunque contenta di aver centrato l’unico metallo che mi mancava”.

Folorunso quinta nei 400 hs, “ma vicina a ciò che voglio”

C’era attesa per Ayomide Folorunso nella finale dei 400 ostacoli femminili, ma la gara s’è rivelata troppo veloce per la 30enne di origini nigeriane. Sarebbe servito il primato nazionale per centrare il podio, con la portoghese Diallo sorprendentemente terzo con 53”55 (il record di Ayo è di 53”89, corso nel 2023).

Invece stavolta la gara è mancata, perché il 54”29 finale è valso soltanto la quinta piazza. “So di non aver corso al massimo delle mie possibilità, ma so anche che il mio livello è sempre più vicino a quello voglio e sono convinta che prima o poi questa medaglia arriverà, devo solo avere pazienza”, il commento (profetico?) dell’atleta delle Fiamme Oro. Vittoria scontata della slovacca Emma Zapletalova (52”91).

Triplo maschile, tutti e tre gli azzurri in finale

Le qualificazioni per la finale del salto triplo maschile non hanno riservato sorprese per i colori azzurri. Andy Diaz ha trovato la misura richiesta al primo salto, senza neppure dare l’impressione di forzare la mano: 17.05 e arrivederci a sabato, quando si competerà per le medaglie.

Anche Simone Biasutti ha trovato la misura richiesta al primo tentativo, saltando 16.71, 11 centimetri oltre il minimo per accedere all’atto conclusivo. Andrea Dallavalle, in non perfette condizioni, ha comunque trovato un 16.55 al secondo tentativo abbastanza rassicurante per ritenersi dentro al novero dei finalisti (16.30 il primo tentativo).

Autore
Virgilio.it

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