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Etiopia, soffia un vento di guerra civile: il teatro bellico del Corno d’Africa

  • Postato il 28 settembre 2026
  • Di Panorama
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In sintesi

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Etiopia, soffia un vento di guerra civile: il teatro bellico del Corno d’Africa

Cresce l’instabilità nel Corno d’Africa. L’Etiopia rischia infatti di sprofondare nuovamente nella guerra civile. Negli scorsi giorni, i ribelli del Tigray hanno ripreso decisamente le ostilità contro le forze di Addis Abeba, assumendo il controllo di tre aeroporti. Nel mentre, hanno lanciato degli attacchi anche nelle regioni di Amhara e Afar.

Il governo regionale del Tigray ha presentato le sue mosse come una «guerra difensiva», sostenendo che le truppe etiopi avrebbero attaccato per prime. Una versione, questa, che è stata decisamente respinta da Getachew Red, consigliere del primo ministro di Addis Abeba, Abiy Ahmed.

Non solo. Il 20 settembre, sette gruppi armati, compreso il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray, hanno creato l’Alleanza delle Forze Popolari Etiopi per la Sopravvivenza: una formazione che si pone come finalità quella di abbattere l’attuale esecutivo di Addis Abeba.

Frattanto, il capo di Stato maggiore dell’Esercito etiope, il Feldmaresciallo Berhanu Jula, ha accusato l’Eritrea di finanziare gruppi armati contro l’Etiopia: un’accusa che il governo di Asmara ha respinto.

Era il 2018 quando Abiy divenne primo ministro. Il diretto interessato entrò presto in rotta di collisione con il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray che aveva de facto dominato la politica etiope per quasi trent’anni. La situazione degenerò e, nel novembre 2020, scoppiò una sanguinosa guerra civile tra le forze etiopi, aiutate dall’Eritrea, e i ribelli tigrini. Il conflitto si concluse soltanto a novembre 2022 con un accordo firmato a Pretoria. Un’intesa che, però, ha sempre scricchiolato.

Secondo Addis Abeba, i tigrini non avrebbero consegnato le armi come era stato concordato. I ribelli, dal canto loro, hanno accusato il governo etiope di non essere riuscito a garantire il ritorno degli sfollati, mentre i combattenti della regione di Amhara si sono insediati nel Tigray occidentale. Al contempo, i tigrini sono tornati a rifiutare l’autorità federale. Tutto questo, mentre, l’anno scorso, Al Jazeera riportò che il loro fronte fosse spaccato, al suo interno, tra una fazione filo-etiope e una filo-eritrea.

Insomma, sembra proprio che tutti questi nodi stiano adesso venendo al pettine. Ed è possibile che l’accordo di Pretoria sia ormai da considerarsi lettera morta.

Ma attenzione: il problema non riguarda soltanto il territorio etiope. Come detto, la tensione tra Addis Abeba e Asmara è tornata a salire: il governo eritreo teme infatti le ambizioni di Adiy, che punta da tempo a garantire all’Etiopia un accesso al mare. Senza poi dimenticare la guerra civile in Sudan.

Secondo Middle East Eye, Asmara spalleggerebbe l’esercito sudanese insieme a Egitto, Turchia e Arabia Saudita, mentre Addis Abeba appoggerebbe gli Emirati arabi nel loro sostegno alle Forze di supporto rapido. Tutto questo lascia quindi intendere che, prima o poi, possa scoppiare un conflitto armato tra Asmara e Addis Abeba: uno scenario che aumenterebbe, in caso, enormemente l’instabilità nel Corno d’Africa.

Autore
Panorama

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