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Eswatini, il minuscolo regno africano che sfida la Cina

  • Postato il 2 maggio 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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  • 3 min di lettura
Eswatini, il minuscolo regno africano che sfida la Cina
Eswatini, il minuscolo regno africano che sfida la Cina

AGI - Taiwan ci riprova: dopo che le pressioni cinesi avevano costretto il presidente Lai Ching-te a rinviare la visita a Eswatini, Taipei ha annunciato sabato il suo arrivo nel piccolo regno africano, l’unico del continente a sfidare Pechino.

La visita di Lai era inizialmente prevista dal 22 al 26 aprile, ma è stata annullata dopo che diversi Paesi africani hanno revocato i permessi di sorvolo in seguito a intense pressioni economiche da parte cinese, come spiegato all’epoca da uno dei più stretti consiglieri del Presidente.

Un alleato africano di Taipei

Eswatini è un piccolo Paese senza sbocco sul mare nell’Africa meridionale e unico alleato diplomatico di Taipei in Africa. Incastonato tra Sudafrica e Mozambico, ha avviato un ambizioso progetto di trasformazione che punta a fare del Paese un hub finanziario internazionale sul modello della Svizzera. La svolta passa attraverso la creazione di una Free Economic Zone completamente digitale, realizzata in partnership con il gruppo bancario europeo iSwiss Bank.

Storia e sistema politico

Sebbene sia uno degli Stati meno estesi del continente, occupa una posizione diplomatica di rilievo. Ex Swaziland, il Paese ha assunto il nome attuale nel 2018 per decisione di re Mswati III, al potere dal 1986. È una monarchia assoluta, con circa 1,2 milioni di abitanti, anglofono e confinante quasi interamente con il Sudafrica.

Dipendenza regionale

La sua collocazione geopolitica è definita anzitutto dalla dipendenza economica e logistica dal Sudafrica: Eswatini è parte dell’area economica dell’Africa australe e la sua economia risente fortemente dei rapporti commerciali regionali, delle infrastrutture sudafricane e dell’accesso ai mercati vicini.

Il nodo Cina - Taiwan

La sua dimensione ridotta non gli impedisce tuttavia di avere un peso simbolico superiore alla sua forza economica. Il fatto che sia l’unico Paese africano a mantenere relazioni ufficiali con Taiwan ne fa un tassello sensibile nella competizione tra Pechino e Taipei. Nei giorni scorsi il tema è tornato d’attualità dopo la missione del ministro degli Esteri taiwanese a Eswatini, seguita alla cancellazione del viaggio del presidente Lai Ching-te. Per Pechino, Eswatini rappresenta l’ultima anomalia africana nel principio della Cina unica.

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Autore
Agi.it

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