Estate a casa Berto 2026, un autore e quattro linguaggi a Capo Vaticano
- Postato il 31 agosto 2026
- Notizie
- Di Quotidiano del Sud
- 0 Visualizzazioni
- 7 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Il Quotidiano del Sud
Estate a casa Berto 2026, un autore e quattro linguaggi a Capo Vaticano
L’XI edizione di Estate a Casa Berto in programma a Capo Vaticano dal 2 al 5 settembre 2026: quattro giorni interamente dedicati alle opere dello scrittore
Dieci edizioni alle spalle, una nuova decade davanti e Giuseppe Berto nuovamente al centro di tutto. Dal 2 al 5 settembre 2026 “Estate a Casa Berto” apre il suo “secondo tempo” tornando alla matrice da cui tutto è cominciato: la scrittura. Per la prima volta, l’intero programma del festival di Capo Vaticano sarà dedicato alle opere di Berto e alla loro capacità di uscire dalla pagina e trasformarsi in altri linguaggi.
Dalla penna di Berto sono infatti nati testi che, nel tempo, si sono prestati al teatro, al cinema e alla musica, ma – visti nel loro insieme – sono strumenti per leggere i cambiamenti della società, il sopraggiungere della modernità, la cura dei paesaggi a rischio e le oblique trasformazioni del Sud. È questo il senso dell’edizione 2026: dalla letteratura generata dallo scrittore si parte per usufruire, con un corredo peculiare, anche altre forme artistiche e culturali.
In apertura mercoledì 2 settembre la presentazione in prima nazionale, nel giorno della sua uscita al pubblico, del libro “Il mare da dove nascono i miti” di Giuseppe Berto (edizioni Settecolori 2026).
Pietro Faiella porta in scena, venerdì 4 settembre, “Secondo Giuda”, nuovissimo monologo tratto da “La gloria” di Berto. In chiusura, sabato 5 settembre, il festival ospiterà la XXXIII edizione del Premio Letterario Giuseppe Berto, con Emanuele Trevi e Giancarlo Loquenzi, cerimonia che mantiene il suo alternarsi tra il Veneto, a Mogliano, dove lo scrittore nacque, e la Calabria, luogo eletto da Berto.
UN AUTORE E MOLTI LINGUAGGI
Un autore e molti linguaggi. A quasi cinquant’anni dalla sua morte, avvenuta nel 1978, l’opera di Berto non è soltanto materia di studio o memoria letteraria: continua a generare interpretazioni, adattamenti, spettacoli e nuovi sguardi sul presente. È questa vitalità, non solo la celebrazione, il punto da cui Estate a Casa Berto sceglie di cominciare la propria seconda decade.
«Dopo dieci edizioni sentivamo che il modo più naturale per aprire un nuovo decennio fosse tornare a mio padre – racconta Antonia Berto –. In questi anni Casa Berto ha accolto voci, esperienze e linguaggi molto diversi ed è diventata uno spazio di confronto sulla letteratura, sulla società e sulle contraddizioni del Sud. Quest’anno ripartiamo dalle sue opere e dal suo sguardo, ma soprattutto dalla loro capacità di continuare a trasformarsi. Il fatto che Berto torni oggi a teatro, nella musica e nel cinema dimostra che la sua eredità non è qualcosa da conservare sotto vetro: è una materia ancora viva, capace di parlare anche a chi è nato molti anni dopo di lui».
Dal 2015 Casa Berto accoglie ogni estate scrittori, giornalisti, attori, registi, musicisti e intellettuali, dando spazio a riflessioni che hanno attraversato letteratura, storia, attualità, impegno civile e territorio. Un “Family Festival” diretto da Antonia Berto, figlia dello scrittore, e dal giornalista Marco Mottolese, che ha dichiarato più volte: «questo festival per me non è mai stato lavoro ma solo passione e ringrazio vivamente chi ci ha sempre creduto». Convivialità, vicinanza tra ospiti e pubblico sono i tratti distintivi, mantenendo uno sguardo attento e dovuto sulla Calabria e sul Sud, lontano da rappresentazioni retoriche.
IL PROGRAMMA
Con l’XI edizione prosegue così il lavoro dell’Associazione Culturale Casa Berto APS portata avanti con cura dalle giornaliste calabresi Valeria Bonacci e Giorgia Simonetta, che aiutano da anni il Festival a divenire uno spazio aperto alla cultura, al confronto e al territorio che ben conoscono.
Mercoledì 2 settembre
Ad aprire il festival, mercoledì 2 settembre alle 18.30, sarà la presentazione in prima nazionale de “Il mare da dove nascono i miti” di Giuseppe Berto, pubblicato da Edizioni Settecolori. Il volume restituisce un Berto inatteso: cronista, viaggiatore e osservatore partecipe del Sud. Calabria, Basilicata e Puglia emergono attraverso uno sguardo lucido, civile e anti-retorico, capace di raccontare miseria e speranze, modernità e ferite inferte al paesaggio e alle coscienze. Alle 21.30 spazio al teatro con “Il male oscuro”, reading con Alessio Vassallo e Ginevra Pisani tratto dal nuovissimo adattamento teatrale del capolavoro di Berto, atto unico curato e diretto da Giuseppe Dipasquale. Al centro la crisi di Bepi, scrittore schiacciato dal senso di colpa per la morte del padre, tra depressione, psicanalisi e situazioni tragicomiche. La produzione è del Teatro Biondo Palermo in coproduzione con Marche Teatro e Teatro Stabile di Catania.
Giovedì 3 settembre
Giovedì 3 settembre, alle 18.30, Vitaliano Papillo, presidente del GAL Terre Vibonesi, presenta il suo nuovo libro “La primavera in Calabria” (Rubbettino Editore), in un incontro dedicato alle tradizioni contadine e alla difesa del territorio. Memoria, saperi ereditati, arte, cultura, ambiente e comunità diventano il punto di partenza per interrogarsi sulla possibilità di costruire futuro senza recidere le proprie radici, in ideale consonanza con lo sguardo che fu di Giuseppe Berto sulla Calabria. Alle 21.30 torna sul grande schermo “Anonimo veneziano”, il film diretto da Enrico Maria Salerno, con Tony Musante e Florinda Bolkan. Una meditazione sull’amore, sulla morte e sull’impossibilità di tornare indietro, affidata ai dialoghi di Berto e alle indimenticabili musiche di Stelvio Cipriani. Nel 2027, a oltre 55 anni dalla prima italiana, è previsto un remake internazionale, sempre su testo di Berto, con attori premio Oscar.
Venerdì 4 settembre
Venerdì 4 settembre, alle 18.30, la musica incontra la letteratura con “Musiche per Giuseppe Berto”, coraggioso progetto musicale inedito di Andrea D’Apolito in arte DAP. Un viaggio sonoro nell’universo dello scrittore: inquietudini, silenzi e paesaggi mentali diventano una trama di echi, suggestioni e risonanze. Non una semplice colonna sonora, ma un dialogo con l’autore e con i suoi luoghi, ascoltando ciò che continua a vibrare oltre le pagine. Alle 21.30 Pietro Faiella porta in scena “Secondo Giuda”, una produzione Teatro Mobile, riscrittura in forma teatrale de “La Gloria”, l’ultimo libro di Giuseppe Berto. Il Giuda dello scrittore non è più soltanto il simbolo del tradimento, ma un uomo tormentato dal dubbio e dal silenzio di Dio. Un monologo appassionato, attraversato da sonorità mediorientali, che confonde i confini tra colpa e innocenza, traditore e tradito, restituendo l’umanità e l’inquietudine del romanzo.
Sabato 5 settembre
La rassegna si conclude sabato 5 settembre, alle 18.30, con la XXXIII edizione del Premio Berto, promosso dall’Associazione Culturale Giuseppe Berto e dedicato alle opere prime di narrativa. La cinquina finalista, dialogherà con il giornalista e conduttore di Zapping, Radio Rai1, Giancarlo Loquenzi, alla presenza del presidente della giuria Emanuele Trevi e di Antonia Berto. Cinque esordi, cinque voci: un incontro dedicato al talento che nasce e alla letteratura che continua a interrogare il presente.
La presenza del Premio a Ricadi nell’anno di apertura della seconda decade di “Estate a Casa Berto” assume un significato particolare. Il festival non dimentica infatti le due patrie di Berto: Mogliano Veneto, dove nacque nel 1914, e Capo Vaticano, la terra forse elettiva, dove visse, scrisse alcuni dei suoi capolavori e dove chiese di riposare per sempre. Due luoghi lontani, il Veneto e la Calabria, ma che proprio grazie a lui hanno individuato nel tempo dei punti comuni. Non a caso il Premio Letterario Giuseppe Berto, dedicato alle opere prime di narrativa, si svolge, sin dagli inizi, un anno in Veneto e uno in Calabria.
La sua alternanza tra Mogliano Veneto e Capo Vaticano tiene insieme, anche geograficamente, le due patrie dello scrittore: da una parte il luogo della nascita e della formazione, dall’altra la Calabria scelta da Berto come luogo di vita, scrittura e infine di riposo.
C’è poi una caratteristica che, attraversando le edizioni, è diventata quasi una denominazione d’origine di “Estate a Casa Berto”: quella di “Family Festival”. Non una formula riferita ai contenuti, ma al modo stesso di vivere i giorni del festival di Capo Vaticano: come a Casa.
Il Quotidiano del Sud.
Estate a casa Berto 2026, un autore e quattro linguaggi a Capo Vaticano