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In sintesi
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Al giorno d'oggi il cannibalismo è una pratica quasi esclusivamente riservata al mondo animale, ma fino a pochi decenni fa esistevano ancora popolazioni che lo praticavano regolarmente: è il caso dei Korowai, popolazione indonesiana incontattata che fino agli anni Settanta praticava il cannibalismo rituale, o degli Asmat, cacciatori di teste e cannibali fino agli anni Novanta del Novecento.
Una ricerca pubblicata su PLOS ha analizzato questa pratica terrificante da una prospettiva matematica, cercando di quantificarne in modo scientifico e avulso da moralismi rischi e benefici.. A mali estremi...
Il beneficio è uno, applicabile solo a casi estremi: la carne umana, come qualunque altra carne, dà all'organismo i nutrienti e l'energia necessari a funzionare. Se state morendo di fame sull'Himalaya, e avete il fegato di farlo, potrete quindi sopravvivere mangiando un vostro simile.. Da un punto di vista puramente scientifico che esclude a priori un qualunque dilemma morale, il cannibalismo è quindi accettabile quando il cibo scarseggia, quando la preda è già morta (quindi non si spreca energia nella caccia), quando la carne può essere cotta (ugh) e quando chi mangiamo non è a sua volta un cannibale.. Una pratica pericolosa
Il problema è che più si pratica, più il cannibalismo diventa pericoloso per la salute: quando mangiamo carne di un esemplare della nostra stessa specie, i patogeni circolano e le infezioni diventano più probabili.
Un caso emblematico è quello dei Fore, una popolazione della Papua Nuova Guinea la cui usanza di mangiare membri del proprio gruppo dopo la morte per onorarli, chiamata endocannibalismo rituale, portò alla diffusione di un'epidemia di kuru, una malattia neurodegenerativa fatale.. «I costi epidemiologici legati alla diffusione di malattie incurabili superano rapidamente qualsiasi beneficio calorico, portando al collasso della comunità», spiega Petr Tureček, uno degli autori.
Insomma, oltre ad essere una pratica primitiva e barbara, il cannibalismo non è nemmeno oggettivamente vantaggioso: qualcuno avvisi Hannibal Lecter. .
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