Erzelli, anche l’associazione MobìGe si scaglia contro il taglio delle corse per il servizio estivo
- Postato il 6 agosto 2026
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- Di Genova24
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Genova. Ancora proteste a Genova per i tagli annunciati delle linee di bus Amt che raggiungono il polo tecnologico di Erzelli. Le rsu (rappresentanze sindacali unitarie) di Ericcson, Esaote, Ebit, Liguria Digitale, Iit, Siemens, che in quel quartiere hanno sede, ieru hanno diffuso una nota per denunciare che la riduzione dei mezzi “rappresenta una decisione difficilmente conciliabile con gli obiettivi di crescita e sviluppo che Genova si è posta”.
L’assessore comunale alla Mobilità Emilio Robotti, ha provato a tamponare le preoccupazioni: “La riduzione del servizio per Erzelli legata all’orario estivo di Amt quest’anno è simile agli anni passati, a settembre incontreremo le rsu e i mobility manager delle aziende interessate per fare il punto”.
Oggi però è l’associazione mobilità Genova MobìGe a intervenire con un lungo commento sulla decisione di riorganizzare il servizio: “L’operazione è perfettamente riuscita ma il paziente è morto”, si legge nella nota inviata che giudica negativamente tutto il piano di rientro di Amt. “Si è fatta una scelta puramente finanziaria, purtroppo, come già accaduto in passato; si mettono a posto i conti ma gli utenti calano e il traffico aumenta, e con questo l’inquinamento e gli incidenti stradali”.
E ancora: “La questione dei tagli del servizio agli Erzelli è solo l’ennesima applicazione dello schema in corso, solo che questa volta non colpisce normali persone e per di più con poco potere, chi si trova le linee collinari tagliate e linee di fondovalle strapiene è soprattutto utenza femminile, ma un’élite, potremmo definirla così, di lavoratori che, giustamente, si fanno rappresentare dalle loro rsu e chiedono correzioni”.
“Il sospetto che Amt non sia in grado di modulare gli orari con le esigenze di questi utenti sorge osservando che almeno per la fascia mattutina, sono stati ripristinati i transiti dell’orario precedente ma che 3 corse su 4 sono praticamente inutili perché non in coincidenza con i treni in arrivo”, inoltre “la linea del 6 ha il capolinea attestato alla stazione di Cornigliano e sarebbe a costo zero far sì che gli autisti ritardassero la partenza quando il treno arriva proprio in quel momento e aspettassero la gente che scende, ma ciò rimane un traguardo irraggiungibile. Sostituire la Linea 5 con il 128 è da una parte assurdo per le capienze diverse dei mezzi e dall’altra penalizzante perché l’interscambio a valle col treno non è immediato e costringe a muoversi a piedi”, concludono da MobìGe che critica anche il suggerimento di utilizzare le bici elettriche dei noleggi pubblici.