Ericsson, l’azienda conferma tutti i licenziamenti. Salis: “Il Governo convochi subito un tavolo”
- Postato il 16 settembre 2026
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- Di Genova24
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Genova. Fumata nera per i lavoratori Ericsson, almeno per ora. In un incontro coi sindacati, secondo quanto riferito dalle sigle, l’azienda avrebbe confermato i 131 licenziamenti e avrebbe chiuso le porte a ipotesi alternative, se non a un piano di incentivi all’esodo e alla possibilità di trasferimenti all’estero che però non sarebbero state dettagliate.
Nel pomeriggio la sindaca di Genova Silvia Salis e l’assessore al Lavoro Emilio Robotti hanno incontrato i lavoratori e poco dopo i vertici genovesi dell’azienda. “I dirigenti di Ericsson hanno dichiarato di non poter recedere dalla decisione, che rientra in una più ampia strategia del gruppo, e hanno riferito di aver avviato un confronto con il presidente di Confindustria Genova per individuare opportunità di ricollocamento sul territorio per i 131 lavoratori – spiega il Comune in una nota -. Secondo quanto affermato dai vertici locali, l’azienda è sana e non intende lasciare Genova: il ridimensionamento riguarderebbe esclusivamente la specifica area di prodotto interessata”.
“Il comportamento dell’azienda è stato assolutamente inaccettabile, senza alcun tipo di assunzione di responsabilità rispetto alla decisione di procedere a questa decisione incomprensibile con licenziamento di 131 lavoratori – commenta Giorgio Merlino, segretario generale di Fistel Cisl Liguria -. C’è stato un muro di gomma, nessuna apertura e la volontà di non fare un passo indietro: bisogna alzare il livello dell’asticella, questa vertenza deve diventare nazionale con il coinvolgimento anche del ministero competente. Quello che sta accadendo a Genova non può passare sotto silenzio. Abbiamo chiesto di avere più tempo per gestire la crisi ma ci è stato risposto negativamente. Come è fortemente preoccupante il silenzio sulle prospettive di investimento su Genova”.
“Non possiamo restare immobili davanti a multinazionali che vengono a fare affari sul nostro territorio senza assumersi una responsabilità sul futuro delle persone che vi lavorano – dichiara la sindaca Silvia Salis -. Dobbiamo fare tutto il possibile per portare il caso Ericsson all’attenzione nazionale: domani scriveremo al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, alla ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, e al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, per chiedere la convocazione urgente di un tavolo con i vertici nazionali e internazionali di Ericsson, le istituzioni coinvolte, a partire da Regione Liguria, le organizzazioni sindacali, Confindustria e i nostri rappresentanti in Parlamento”.
“Chiederemo a Ericsson di chiarire quali investimenti intenda fare e quale sia il suo piano industriale per l’Italia e per la sede di Genova – prosegue Salis -. Dai sindacati abbiamo appreso che l’azienda avrebbe escluso il ricorso agli ammortizzatori sociali, adducendo come motivazione i tempi ristretti. Proprio questa urgenza rende ancora più necessaria la convocazione del tavolo al più presto, per conoscere le ragioni degli esuberi annunciati e del disimpegno sul nostro territorio. Vogliamo garanzie per i 131 lavoratori a rischio, vogliamo risposte chiare sul futuro della sede degli Erzelli e sugli investimenti di Ericsson in città, a tutela sia di chi oggi rischia di perdere il posto di lavoro sia di chi continuerà a lavorarci”.
“Non possiamo accettare che un patrimonio di competenze e professionalità tecnologiche di tale rilievo venga disperso o ridimensionato con leggerezza – aggiunge l’assessore al Lavoro e ai Rapporti con le organizzazioni sindacali Emilio Robotti – le rassicurazioni sulla solidità della presenza aziendale a Genova non bastano a compensare il colpo durissimo inferto a 131 famiglie e al nostro tessuto produttivo. Per questo motivo, come amministrazione saremo al fianco dei lavoratori in ogni sede: l’obiettivo del tavolo ministeriale che la sindaca richiederà formalmente è di costringere i vertici di corporate a un’assunzione di responsabilità collettiva, coinvolgendo Governo, Regione e i parlamentari liguri per esplorare ogni strada possibile a tutela dell’occupazione e del futuro hi-tech della nostra città”.
“Non vedo un problema di Genova e tantomeno della Liguria. Non vedo un dramma dell’occupazione ligure, vedo invece il dramma di quelle persone e noi lavoreremo assolutamente per risolvere i problemi – ha commentato oggi il presidente ligure Marco Bucci -. Noi siamo sempre preoccupati per l’occupazione quando qualcuno rinuncia ai posti di lavoro. La buona notizia è sempre che i posti di lavoro in Liguria continuano ad aumentare, anche dal punto di vista dell’alta tecnologia. Noi ovviamente faremo tutto il possibile per risolvere la situazione, e se non è possibile risolverlo con questa azienda lo risolveremo attraverso altre aziende. Sta di fatto, però, che non vedo un problema del sito e non è problema che deriva dalla parte geografica. È un problema legato a quell’azienda”. Stesso ragionamento per il polo di Erzelli: “Ci sono insediamenti molto importanti: c’è Siemens, c’è l’IIT e stanno arrivano nuovi spin-off, c’è Liguria Digitale, ci saranno l’ospedale e l’università – ha ricordato Bucci -. Ci sono cose importanti, i lavori stanno andando avanti in questo momento. Come dicevo prima, non è un problema dovuto al sito”.