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“Era lui a pagare i braccianti”: la pista del caporalato dietro l’omicidio di Sadam Houssain a Borgo Mezzanone

  • Postato il 25 agosto 2026
  • Cronaca Nera
  • Di Il Fatto Quotidiano
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  • 2 min di lettura
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“Era lui a pagare i braccianti”: la pista del caporalato dietro l’omicidio di Sadam Houssain a Borgo Mezzanone

C’è una pista per la morte di Sadam Houssain, il 32enne pakistano scomparso il 4 agosto e ritrovato morto nel bagagliaio della propria auto nei pressi di Borgo Mezzanone, il ghetto di braccianti nel Foggiano. La traccia è contenuta nelle dichiarazioni del fratello della vittima, Nazim Houssain, e in un foglio di appunti recuperato dai carabinieri nel corso dell’inchiesta della procura di Foggia, che procede per omicidio volontario contro ignoti. Houssain, questa l’ipotesi che sta prendendo corpo, sarebbe stato ucciso per un possibile regolamento di conti nel mondo del caporalato.

Il fratello della vittima – come riporta l’Immediato che ha avuto accesso al verbale – lo descrive come “il caporale” che portava nei campi 4-5connazionali, sempre gli stessi, insieme a lavoratori originari del Bangladesh. “I lavoratori li accompagnava con la macchina sua”, si legge nell’appunto. “Li pagava lui perché faceva contratti con i proprietari delle aziende”. Così ora gli investigatori stanno cercando riscontri: Houssain aveva davvero un ruolo di intermediario per i braccianti? E questo ha a che fare con la sua scomparsa del 4 agosto, giorno in cui non è rientrato nella sua abitazione in località Ippocampo, a Manfredonia, dopo aver passato la giornata in un fondo agricolo nella zona di Borgo Tressanti, a Cerignola?

La seconda traccia è invece stata rinvenuta durante una perquisizione nella casa di Houssain, prima del ritrovamento del corpo: i carabinieri hanno rintracciato appunti su “verosimili giornate lavorative” e le somme pagate. E ancora, scrive sempre l’Immediato: in un trolley c’erano inoltre documenti Inail e certificazioni, copie di documenti in lingua araba appartenenti a persone non identificate, una Sim e altre due agende con annotazioni relative, ancora una volta, a giornate lavorative e somme versate. Elementi da riscontrare che, insieme alla dichiarazioni del fratello, ha fatto prendere una strada ben precisa agli accertamenti di investigatori e inquirenti.

Il cadavere di Houssain è stato ritrovato vicino a Borgo Mezzanone il 22 agosto, in avanzato stato di decomposizione, nel bagaglio della sua auto. Intanto, si attende l’autopsia per stabilire la causa del decesso e cercare di stabilire una data in cui il pakistano è morto. Il timore è che l’uomo sia stato vittima di un regolamento di conti nel mondo dell’intermediazione illecita di manodopera, tra persone che si occupano del reclutamento e il trasporto dei braccianti. Nel ghetto foggiano quello di Houssain è il quarto omicidio nell’ultimo anno.

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Il Fatto Quotidiano

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