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EPO, Franco Bragagna duro su Alex Schwazer: "La terza provetta non ha valore, col doping si rischia il penale"

  • Postato il 23 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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EPO, Franco Bragagna duro su Alex Schwazer: "La terza provetta non ha valore, col doping si rischia il penale"

Alex Schwazer, ci risiamo. Ancora una volta il marciatore altoatesino è risultato positivo a un controllo antidoping, eseguito stavolta dalla Nada, l’agenzia tedesca. Nel suo organismo sono state trovate tracce di EPO e il 41enne che trionfò a Pechino è stato sospeso in attesa delle controanalisi. Un pugno nello stomaco per chi aveva sempre creduto all’innocenza di Schwazer (a cui è stata data la possibilità di “perorare la sua causa” in tv anche in programmi di larghissimo seguito come il Festival di Sanremo, Pechino Express e il Grande Fratello) e anche per chi invece era sempre stato scettico sulle sue professioni d’innocenza.

Franco Bragagna e la positività di Alex Schwazer all’EPO

Sulla spinosa vicenda si è soffermato Franco Bragagna, storica “voce” dell’atletica italiana, nella sua rubrica su Youtube: “Francamente”. L’ex telecronista Rai, di recente passato a Sky, non ha nascosto il suo stupore: “A volte ritornano e non me l’aspettavo. Ancora tu? Non dovevamo vederci più, ma non è il caso di scherzare stavolta o di ironizzare. Una vicenda che mi ha amareggiato, la sua, quella che più mi ha lasciato il segno nella mia lunghissima carriera di giornalista e inviato, che ha gioito con tutti per la vittoria della 50 km di marcia di Pechino, il punto più alto della carriera del ragazzo di vicino Vipiteno, Calice di Racines, la località più piccola della storia, 31 abitanti, che ha tra i suoi un medagliato olimpico tra Invernali ed Estive”.

Il giallo della terza provetta: “Un’anomalia non considerarla”

Quindi sul giallo della provetta non considerata: “Schwazer si definisce, ma non lo dice, un po’ schifato, stanco, non vuole lottare, il sistema non lo convince. E si parla di prova A e B per il sangue, dove non c’è una provetta C, ma c’è per l’urina, che non è una provetta C, non esiste ed è un’anomalia. Le controanalisi verranno fatte sulla provetta B, la C non fa testo: la C è il residuo dell’urina e il massimo che si possa avere per un atleta è che sia presente al momento in cui viene gettata. Tutto qui. Tanto deve avere insistito Sandro Donati, che è vice direttore tecnico della Federazione, che gli è stata consegnata una provetta, non so nemmeno se sigillata, che non ha nessun valore. Non potrà essere esaminato il contenuto, veramente non si capisce”.

L’appello di Bragagna: “State vicino a Schwazer, rischia grosso”

Da parte di Bragagna un invito accorato ad amici, conoscenti, ma anche ai semplici appassionati, a “stare vicino” al campione altoatesino. “Dice che non vorrà assolutamente andare avanti ed è comprensibile per un padre di famiglia di 41 anni. Glielo avevano detto i suoi: ‘Chi te lo fa fare’. Ma è tropppo più forte di lui. Stategli vicino, assolutamente, ne avrà presumibilmente bisogno. Stategli vicino. C’è il rischio che debba rispondere in sede penale, perché tanto in Germania che in Italia il doping è un reato, un pubblico ministero, anche in Italia, potrebbe chiedergliene conto. Sono stato franco, ma anche affranto dopo questa cosa”.

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Virgilio.it

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