Eolico offshore, il Comune di Catanzaro dice ancora no
- Postato il 3 maggio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Eolico offshore, il Comune di Catanzaro dice ancora no
Eolico offshore, il Comune di Catanzaro dice ancora no. La Giunta boccia il progetto “Enotria” da 555 MW nel Golfo di Squillace: Scelta politica che punta su turismo, porto e tutela del paesaggio.
CATANZARO – C’è una linea sottile, ma decisiva, tra la transizione energetica e la trasformazione irreversibile di un territorio. Ed è proprio su questo crinale che si colloca la delibera con cui la Giunta comunale di Catanzaro sceglie di dire no al parco eolico offshore “Enotria”, un progetto imponente da 555 megawatt con 37 aerogeneratori previsto nel Golfo di Squillace, al largo di Punta Stilo.
EOLICO OFFSHORE: COERENZA AMMINISTRATIVA DEL COMUNE DI CATANZARO E SOSTENIBILITÀ DELLA TRANSIZIONE
Il provvedimento, approvato all’unanimità il 30 aprile, non lascia spazio a interpretazioni: si tratta di un dissenso politico netto, che si inserisce dentro una visione strategica precisa dello sviluppo della fascia costiera. Non è un rifiuto ideologico dell’energia rinnovabile – la stessa Giunta lo chiarisce – ma una contestazione puntuale su “dove e come” questi impianti debbano essere realizzati. Il punto centrale è proprio questo: la compatibilità tra un’infrastruttura industriale di grandi dimensioni e il modello di crescita che Catanzaro ha scelto di perseguire. Da un lato, infatti, c’è un progetto che – seppur rimodulato con una riduzione dell’impatto visivo delle turbine – resta di scala rilevante; dall’altro, una programmazione amministrativa che punta con decisione su turismo, paesaggio e valorizzazione della costa.
TURISMO, BANDIERA BLU E RISORSE IDENTITARIE DA PRESERVARE
La delibera richiama esplicitamente alcuni elementi chiave di questa strategia: il completamento del porto turistico-peschereccio, l’individuazione di un’area retroportuale a vocazione naturalistica, la valorizzazione delle zone di Giovino e Bellino, e soprattutto il riconoscimento della Bandiera Blu per tre anni consecutivi. Tutti tasselli di un disegno che vede nel mare non uno spazio industriale, ma una risorsa identitaria ed economica da preservare. In questo quadro, il parco eolico viene percepito come un elemento di frizione. «Non solo per l’impatto visivo – pure mitigato nel nuovo progetto – ma per la possibile interferenza con lo sviluppo portuale e con la fruizione turistica del litorale», si legge nella delibera.
CONFLITTI STRATEGICI E CRITICITÀ NELLA CONCERTAZIONE TERRITORIALE
La Giunta parla apertamente di “conflitto” con il piano di sviluppo dell’area costiera, individuando nel porto una priorità strategica per l’indotto economico e occupazionale. C’è poi un altro elemento politico, meno tecnico ma altrettanto rilevante: la questione del metodo. L’amministrazione contesta la «mancata concertazione con gli enti locali», rivendicando un ruolo attivo nelle scelte che incidono direttamente sul territorio. È una presa di posizione che intercetta un tema più ampio, quello del rapporto tra grandi progetti energetici e governance locale.
EOLICO OFFSHORE: COERENZA AMMINISTRATIVA DEL COMUNE DI CATANZARO E SOSTENIBILITÀ DELLA TRANSIZIONE
La delibera, inoltre, non arriva isolata. Si colloca in continuità con atti precedenti – già nel 2024 il Comune aveva espresso dissenso su un intervento analogo – rafforzando l’idea di una linea amministrativa coerente nel tempo. Non una reazione estemporanea, dunque, ma una posizione consolidata. Resta, sullo sfondo, una tensione che attraversa molti territori: quella tra la necessità di accelerare sulla produzione di energia pulita e la tutela dei paesaggi e delle economie locali. Catanzaro, con questo atto, sceglie di stare da una parte ben definita, rivendicando il diritto di orientare lo sviluppo secondo una propria gerarchia di priorità. Il passaggio successivo sarà nella sede della Valutazione di Impatto Ambientale, dove il Comune formalizzerà le proprie osservazioni di dissenso. Ma il segnale politico è già chiaro: la transizione ecologica, per essere accettata, deve essere anche territorialmente sostenibile. E, soprattutto, condivisa.
Il Quotidiano del Sud.
Eolico offshore, il Comune di Catanzaro dice ancora no