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Ecuador più forte delle ingiustizie. Batte la Germania e si qualifica

  • Postato il 26 giugno 2026
  • Di Panorama
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Ecuador più forte delle ingiustizie. Batte la Germania e si qualifica

In New Jersey a pochi chilometri da Manatthan il Mondiale ci regala la prima grande sorpresa. L’Ecuador batte la Germania (che non perdeva da undici mesi) e si qualifica per i sedicesimi di finale dopo vent’anni. Il calcio toglie e il calcio restituisce: in uno stadio tutto colorato del giallo dei tifosi dell’Ecuador la partita era iniziata con un gol della Germania. Chiaramente da annullare e non si capisce come nell’era del Var l’arbitro Penso e il varista Dickinson non siano intervenuti per punire l’intervento di Pavlovic che prima di fornire l’assist a Sanè dà una scarpata in faccia a un difensore dell’Ecuador.

La partita della vita

Niente isterismi, comunque anche se il c.t. dell’Ecuador Beccacece con evidenti origini italiane, sbraita a bordo campo agitandosi parecchio. Beccacece merita due righe, non soltanto per come fa giocare l’Ecuador ma anche per il suo look: i lunghi capelli biondi aumentano la somiglianza già notevole con l’ex calciatore argentino Caniggia. Si capisce subito che è un personaggio particolare, il pressing ossessivo con cui manda in campo i suoi contro la Germania stordisce i tedeschi che alla fine sembrano imbambolati di fronte alle folate dei gialli. Il pareggio di Angulo arriva subito, ma per il gol che vale la qualificazione ai sedicesimi bisogna aspettare il finale. L’eroe è Plata che anticipa il poco reattivo Neuer mentre il portiere tedesco pensa già di avere la palla tra le mani. E’ l’immagine della partita: di là una squadra presuntuosa e sicura di vincere senza sforzarsi troppo, di qua una che lotta su ogni pallone, ci crede fino all’ultimo secondo e conquista una vittoria storica giocando con la consapevolezza che è la partita della vita. E alla fine di tutto telecamere su Beccacece che con la lunga e fluenta chioma bionda si arrampica su un muretto dello stadio per andare ad abbracciare la sua famiglia.

Niente di casuale

Non c’è niente di casuale nella vittoria dell’Ecuador sulla Germania perchè i sudamericani oltre ad un’ottima organizzazione tattica dimostrano una migliore condizione fisica. Il pressing esasperato sembra impossibile da attuare per tutti i novanta minuti e forse lo pensa anche Nagelsmann che ha mandato in campo tutti i titolari perchè voleva chiudere il girone a punteggio pieno. E invece l’Ecuador non smette mai di correre mentre i tedeschi dalla seconda metà del secondo tempo vanno in apnea. La festa al MetLife Stadium è tutta gialla, la Germania in vista della seconda parte del Mondiale ha parecchio su cui riflettere. E l’eroe dell’Ecuador è Gonzalo Plata, attaccante di 25 anni che nell’ultima stagione ha giocato in Brasile con la prestigiosa maglia del Flamengo, ma al Maracanà non si sono mai innamorati di lui visto che nell’ultima stagione con la squadra di Rio de Janeiro ha segnato soltanto due gol in 26 partite. Ma quello alla Germania resterà nella storia dell’Ecuador.

Ecuador più forte delle ingiustizie. Batte la Germania e si qualifica
L’attaccante dell’Ecuador Gonzalo Plata, 25 anni, ha segnato il gol della vittoria contro la Germania
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Panorama

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