Ecosistema scuola di Legambiente 2026, Savona sul podio italiano per la manutenzione agli edifici scolastici
- Postato il 14 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Si conferma anche nel 2026 l’alta capacità di spesa del Comune di Savona destinata alla manutenzione ordinaria degli edifici scolastici: secondo il dossier di Legambiente “Ecosistema scuola”, la città della Torretta è ancora nella top 5 nazionale (perde uno scalino ed è terza in classifica con una media di quasi 28 mila euro per edificio, superata da Mantova e Alessandria) delle amministrazioni che spendono di più.
L’osservatorio pluridecennale non è solo una fotografia della situazione ma si pone l’obiettivo di essere uno sprone per le amministrazioni locali e scolastiche a promuovere piani partecipati per la sicurezza, i servizi e la mobilità scolastica.
Le risorse statali presentano una distribuzione differenziata tra le diverse aree del Paese. L’importo medio per edificio è pari a 867 mila euro a livello nazionale e supera tale valore nel Nord (934.680 euro), nel Sud (899.405 euro) e nelle Isole (878.597 euro). Il Centro si distingue invece per un importo medio significativamente più basso, pari a 435.558 euro per edificio. La manutenzione degli edifici continua così a rappresentare uno degli indicatori che meglio evidenziano le differenze nelle capacità di programmazione e investimento degli enti locali e la necessità di politiche nazionali capaci di sostenere maggiormente i territori più fragili.
La situazione in Liguria
Per quanto riguarda la Liguria, è di soli 3,61 euro la spesa media per studente per finanziare progetti educativi nelle scuole, ancora molto distante dalla media nazionale di 15,35 euro; solo il 33,2% di edifici ha il collaudo statico e il 30,4% è dotato di accorgimenti per superamento barriere architettoniche.
Sale invece al 75,6% il dato sulle indagini diagnostiche sui solai in forte aumento rispetto all’anno precedente.
I dati liguri si basano sullo studio di 299 edifici scolastici, dall’infanzia alla secondaria di primo grado, che ospitano quotidianamente oltre 29 mila studenti.
Per quanto riguarda la sicurezza il dato è sempre negativo: siamo al 33,2% di edifici col collaudo statico, dato sostanzialmente invariato rispetto al 31,3% dello scorso anno; soltanto il 42,5% ha il certificato di prevenzione incendi, contro una media nazionale del 56,0%. Migliora invece il dato degli edifici con certificato di agibilità, che passa dal 42,5% al 59,3%.
Colpisce invece in negativo il dato relativo agli edifici dotati di accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche che si attesta a solo 30,4% contro una media nazionale dell’84%.
Per quanto riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria, negli ultimi cinque anni sono stati effettuati nel 92,3% degli edifici, con una spesa media per singolo edificio di 14.561 euro a fronte di 17.487 stanziati, mentre la media italiana è di 48.054 stanziati e 38.312 spesi.
Solo il 53,1% degli edifici scolastici sono attrezzati per attività sportive (palestre, campi esterni), in miglioramento rispetto al dato del 48,6% del 2024, ma ancora fortemente inadeguato e simile al 56,2% di edifici con giardini o aree verdi fruibili da studenti, docenti e personale scolastico.
Ancora pochi i servizi di scuolabus (29,6%) e pedibus (6,2%), in tutti i casi gestiti esclusivamente da volontari e con solo il 14,8% di edifici che presentano piste ciclabili nell’area antistante a fronte di un 46,9% che ha invece aree di sosta per le auto.
Solo il 2,5% degli edifici si trova in ZTL e nessuno è posto in Zone 30.
Per quanto riguarda i servizi, solo nell’8,6% dei casi è previsto un servizio di pre e/o post-scuola, contro una media nazionale del 21,2% e si riconferma il dato dolente dei fondi stanziati per progetti educativi, una media a studente che passa da 2,57 a 3,61€ rimanendo però ancora lontanissima dai 15,35€ della media nazionale.
Dato positivo invece per le certificazioni energetiche presenti in quasi tutte le scuole della Liguria (89,6%) pur in lieve calo rispetto allo scorso anno, ma il 47,4% degli edifici rimane in classe energetica G, con solo l’1,1% in classe A contro una media nazionale del 6,1% e solo il 16,1% degli edifici liguri utilizza fonti di energia rinnovabili.
“Anche quest’anno il dossier Ecosistema Scuola traccia un quadro critico dello stato dell’arte degli istituti scolastici della Liguria – dichiara Alice Micchini, vicepresidente di Legambiente Liguria e responsabile del settore Scuola e Formazione – A fronte di alcuni segnali di miglioramento, la panoramica complessiva rivela una realtà strutturale ancora fortemente disomogenea, dove il diritto a un’istruzione di qualità fruibile in ambienti sicuri, efficienti ed inclusivi, non viene garantito in modo uniforme su tutto il territorio regionale. Oggi la popolazione scolastica ligure si trova ancora ad affrontare profonde disparità d’accesso ai servizi essenziali e la qualità dell’esperienza quotidiana finisce per dipendere in maniera determinante dal Comune di residenza o dallo specifico istituto frequentato”.
Richieste al Governo
Il Dossier di Legambiente presenta, inoltre, 5 Proposte al Governo per una governance dell’edilizia scolastica e dei servizi capace di rispondere ai bisogni evidenziati dai dati scientifici: rendere l’Anagrafe dell’edilizia scolastica uno strumento pubblico di trasparenza e programmazione che sia più accessibile e immediatamente consultabile;
Rafforzare l’Osservatorio per l’edilizia scolastica come cabina di regia permanente; garantire scuole sicure e resilienti ai cambiamenti climatici, definendo un piano nazionale per completare la messa in sicurezza degli edifici scolastici, con priorità alle aree a maggiore rischio sismico, e accelerare gli interventi di riqualificazione energetica e adattamento climatico; rafforzare la governance territoriale dei servizi scolastici attraverso i Patti educativi di comunità che coinvolgano scuole, amministrazioni locali, Terzo Settore e comunità territoriali nella co-programmazione e co-progettazione di servizi e opportunità educative diffuse, inclusive e accessibili; promuovere scuole aperte, innovative e vissute oltre l’orario delle lezioni, valorizzando la rete degli edifici scolastici, che rappresenta una delle più importanti infrastrutture pubbliche del Paese, in un’ottica di innovazione e inclusione.