Ecco cosa non torna sull'invasione di Ceuta
- Postato il 7 settembre 2026
- Esteri
- Di Libero Quotidiano
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Ecco cosa non torna sull'invasione di Ceuta
C'è qualcosa che non torna nell'invasione di Ceuta. Qualcosa che sembra sfuggire come un'ombra in un corridoio buio. E non si tratta delle liti diplomatiche che vedono contrapposte Madrid e Roma sul trattato di Schengen. È proprio l'origine di questo maremoto che lascia perplessi. È davvero stato un movimento spontaneo di disperati in cerca di una via d'uscita da emarginazione e fame? O esiste una mano che ha coordinato tutto? Un regista che ha dato il “ciak” ben sapendo che sarebbe stato impossibile arginare l'onda?
Finora la tesi prevalente, anche per ragioni di opportunità politica, ha visto escludere un ruolo attivo di Rabat nella vicenda. Eppure, gli indizi di senso contrario non solo esistono, ma sono stati sistematicamente ignorati fino a qualche giorno fa, quando è esplosa la bomba. Le telecamere schierate lungo la frontiera dell'enclave spagnola avrebbero infatti immortalato uomini dei servizi d’informazione marocchini confusi tra le decine di migliaia di migranti entrati in territorio spagnolo il 30 e 31 luglio scorso. Uomini che, racconta un dossier riservato dell'intelligence, non erano lì per guardare. Seguivano in tempo reale l’andamento dell’operazione. E alcuni, vestiti in borghese e mescolati alla folla, avrebbero addirittura spinto i gruppi verso il mare, indicando il più comodo passaggio di El Tarajal.
Le immagini raccolte dagli apparati spagnoli raccontano una crisi molto diversa da una corsa nata all’improvviso, allora. E anche il Centro Nacional de Inmigración y Fronteras ha ricostruito quelle ore in un rapporto trasmesso all’Audiencia Nacional, incrociando filmati e rilevazioni satellitari. I risultati? Proprio mentre migliaia di persone si avvicinavano al confine, le forze marocchine erano quasi in ritirata rispetto ai giorni precedenti. Non c’erano schieramenti adeguati sulle strade provenienti da Castillejos-Fnideq, agli accessi della spiaggia, e intorno all’espigón e negli altri punti di passaggio obbligato. Coincidenza?
Stando al documento, gli uomini di Rabat non solo non hanno fatto nulla per frenare le carovane di immigrati, ma avrebbero addirittura spiegato ai migranti come raggiungere la città spagnola attraverso l’acqua, convogliandoli verso varchi precisi. E, accanto alle divise, si sarebbero mossi poi soggetti che, per atteggiamento e comportamento, sembravano estranei alla massa. Osservavano, controllavano, imprimevano una direzione agli spostamenti. L'intelligence spagnola li definisce possibili “gestori del processo”. Infiltrati? Per attribuire loro formalmente un’appartenenza all’intelligence marocchina servirebbero però identificazioni nominative. La Guardia Civil sostiene tuttavia di aver riconosciuto nelle riprese uomini già ricondotti ai servizi del Regno. È un particolare importante, soprattutto se letto insieme a ciò che è accaduto prima dell’irruzione.
Da giorni, infatti, sui social circolavano messaggi con la data, l’orario, i luoghi di raccolta e le istruzioni per superare la frontiera. Il 30 luglio comunicazioni dello stesso tenore hanno invaso contemporaneamente Facebook, TikTok e Instagram. Gli investigatori pensano che quella diffusione non sia stata casuale: seguiva uno schema preparato per spostare, nello stesso momento e verso un unico punto, una quantità sterminata di persone, almeno 80mila in poco più di due giorni. Anche l’ordine degli arrivi è parso rispondere a una logica. Per primi si son presentati giovani equipaggiati con mute, pneumatici e galleggianti che hanno impegnato uomini e mezzi del soccorso. Subito dopo si son presentati famiglie e gruppi più numerosi che hanno saturato il sistema di contenimento. Infine è toccato ad altri ragazzi attrezzati per entrare a nuoto. La frontiera ha ceduto, nel giro di appena 48 ore, e le forze spagnole non hanno potuto far altro che ripiegare. Una dinamica così caotica da sembrare programmata a tavolino. La controprova è arrivata il 15 agosto, quando ormai la questione aveva assunto i contorni di una crisi diplomatica tra Italia, Spagna e resto dell'Unione europea. Nuovi appelli sono comparsi in rete, ma questa volta il Marocco ha dispiegato i reparti antisommossa, attivato posti di blocco e fermato centinaia di persone a circa tre chilometri da El Tarajal. Nessuno è riuscito a sfondare le reti di difesa dimostrando che Rabat ha uomini, mezzi e forza sufficienti per sigillare quel confine quando e se decide di farlo. Appunto, quando e se.
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