Ecco come cresce il ruolo di Cipro tra gas e difesa
- Postato il 22 aprile 2026
- Esteri
- Di Formiche
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Che cosa sta cambiando a Cipro, anche per via della crisi in Medio Oriente? Un ruolo, quello della presidenza di turno Ue; un possibile trampolino, quello dell’adesione (difficile ma non impossibile) alla Nato; e una prospettiva come quella dello sfruttamento dei nuovi giacimenti di gas presenti nelle acque dell’isola. Tre aspetti che, se analizzati contemporaneamente, impattano sulle future strategie non solo europee, ma anche americane e inglesi, visto il coinvolgimento in loco delle major statunitensi per il gas e dei caccia britannici sull’isola. Il consiglio di domani come momento di riflessione non solo sull’oggi, ma sulle prospettive future del Paese.
Ue e Nato
La presidenza di turno dell’Ue è coincisa con la crisi in Iran, iniziata come è noto con un missile sparato su Cipro, evento che ha causato la reazione europea in loco con una massiccia mobilitazione e difesa dell’isola da parte di Stati Uniti, Francia, Grecia, Italia, Germania. Segno che, pur nella difficoltà del momento bellico (ed energetico a Hormuz) l’Ue ha messo in campo le necessarie contromisure, mostrandosi compatta. La presidenza cipriota dell’Ue precede quella greca che sarà assunta nel secondo semestre del 2027. In questo modo il calendario offre la possibilità di ricalibrare anche le relazioni tra Ue e Israele sotto l’egida di Cipro e della Grecia, comprendere come il ruolo di Cipro potrà essere diverso anche in seno all’alleanza atlantica e provare a risolvere nodi atavici come le frizioni con la Turchia. Quest’ultimo resta lo scoglio maggiore per un possibile ingresso di Nicosia nella Nato, anche se l’idea che Cipro aderisca all’alleanza è tornata di attualità in alcuni ambienti politici. L’ex vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, ha affermato che il momento attuale rappresenta “un’eccellente opportunità politica” per Cipro di aspirare all’adesione.
Energia e strategie di Usa, Golfo e Ue
Exxon Mobile inizierà presto con la produzione del gas naturale scoperto nei giacimenti “Glaucus” e “Pegasus” del Blocco 10, stimata tra i 6 e i 9 trilioni di piedi cubi. In precedenza il consorzio ExxonMobil–QatarEnergy aveva ufficialmente dichiarato commercialmente redditizi i due giacimenti di gas naturale, segnando un passo decisivo verso il loro sfruttamento. I giacimenti in questione si sommano ad “Aphrodite” e “Cronos”: un ampio bagaglio di riserve che si rivela prezioso se rapportato alla strozzatura di Hormuz e in linea con più ampia strategia di promozione dell’utilizzo commerciale delle riserve di gas nazionali dopo il 2030.
Significa che Cipro (e il Mediterraneo) può vedere crescere il proprio peso specifico, al pari dell’influenza di Usa e Golfo, e ciò al di là del coinvolgimento nella querelle iraniana. È l’energia la vera cartina di tornasole da cui far dipendere alleanze e progetti, strategie e nuovi indirizzi, anche in considerazione del fatto che resta in piedi il progetto del mini gasdotto tra Cipro e Israele, nelle intenzioni “soluzione tampone” per ovviare al mancato accordo sul gasdotto EastMed.
Aspettando EastMed, l’alternativa di Tel Aviv e Gerusalemme
Israele, Cipro e Grecia formano un triangolo di alleanze geopolitiche (con la benedizione di Washington) per individuare soluzioni comuni nel settore dell’energia. Cinque mesi fa il ministro israeliano dell’Energia e delle Infrastrutture, Eli Cohen, ha ripreso il progetto del gasdotto East Med in occasione di un incontro ministeriale sull’energia “3+1” ad Atene, a cui ha partecipato anche il Segretario all’Energia statunitense Chris Wright. Nel breve periodo è allo studio il mini collegamento dei giacimenti di gas israeliani con gli impianti di gnl a Cipro. Non solo Israele intende vendere il proprio gas naturale a Cipro, ma la Energean, che effettua trivellazioni nelle acque israeliane, potrebbe costruire un gasdotto sottomarino dalla sua piattaforma galleggiante di produzione all’impianto di generazione di energia previsto da Cyfield a Cipro. In questo modo si otterrà una capacità da 1 miliardo di metri cubi all’anno.
La speciale relazione con Israele
Durante la guerra tra Israele e Iran del giugno 2025, Grecia e Cipro sono stati punti di riferimento per i civili israeliani impossibilitati a tornare nel loro Paese, come dimostrano i numerosi aerei di compagnie israeliane stazionati negli aeroporti greci e ciprioti; inoltre i velivoli che trasportavano il primo ministro Netanyahu e il Presidente Isaac Herzog sono partiti per Atene dopo l’avvio dell’Operazione Leone Nascente il 13 giugno. Al termine del conflitto, le autorità greche e cipriote si sono coordinate con il governo israeliano per attuare l’Operazione Ritorno Sicuro al fine di facilitare il rimpatrio degli israeliani. Contiguità si ritrova anche alla voce difesa, con la Grecia che sta ora finalizzando un accordo con Israele per l’acquisto di 36 sistemi di artiglieria missilistica PULS per 757,84 milioni di dollari e Cipro che possiede il sistema di difesa aerea Barak MX di Israel Aerospace Industries. Senza dimenticare la nuova base per sottomarini che verrà costruita sull’isola.