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In sintesi
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E se i nazisti avessero vinto? Ecco come lo hanno immaginato alcuni scrittori... Come sarebbe il mondo se la Germania nazista avesse vinto la Seconda guerra mondiale? È una domanda che scrittori e storici si pongono da decenni. Il genere letterario che prova a rispondere si chiama ucronia: immaginare una storia alternativa partendo da un punto in cui gli eventi del passato avrebbero potuto portare a un futuro assai diverso.
Tra i molti romanzi fantapolitici che hanno immaginato una vittoria del Terzo Reich, alcuni sono considerati più plausibili di altri perché partono da momenti clou in cui l'esito della guerra avrebbe davvero potuto essere diverso. Di seguito alcuni dei più famosi.. Fatherland (1992). Il giornalista britannico Robert Harris ambienta il suo romanzo nel 1964 in un'Europa dominata dalla Germania nazista guidata da Hitler, Heydrich e Goebbels, mentre gli Stati Uniti restano l'unica altra superpotenza rivale con cui dal 1946 c'è una Guerra fredda. Punto di partenza del romanzo: la vittoria tedesca sul fronte orientale contro l'Unione Sovietica.. SS-GB (1978). Nella narrativa controfattuale sul Terzo Reich troviamo anche la spy-story di Len Deighton. La storia si svolge in una Gran Bretagna occupata, dopo la vittoria tedesca nella Battaglia d'Inghilterra del 1940. Londra è sotto il controllo delle SS e il governo britannico sopravvive solo formalmente. L'autore parte da un passaggio reale della guerra immaginato però al contrario: se la Luftwaffe fosse riuscita a distruggere la Royal Air Force, l'invasione dell'isola avrebbe potuto diventare possibile.. Dominion (2012). Simile è il punto di partenza del romanzo di un altro scrittore inglese C. J. Sansom, il quale in Dominion (2012) immagina che Winston Churchill avesse perso il potere nel 1940 e Londra avesse firmato la pace con Hitler. Negli Anni '50 il Regno Unito appare ancora indipendente, ma di fatto è sotto l'influenza del Reich. Anche questo scenario nasce da una possibilità reale: nel 1940 il governo britannico fu davvero diviso tra chi voleva continuare la guerra e chi avrebbe preferito negoziare con la Germania.. The Man in the High Castle (1962). Il romanzo più famoso sul tema resta però The Man in the High Castle (La svastica sul sole, 1962) di Philip K. Dick. In questa ucronia il mondo è diviso tra Germania nazista e Giappone imperiale: gli Stati Uniti sono spartiti tra le due potenze vincitrici. Pur meno realistico dal punto di vista geopolitico, il libro ha avuto un enorme successo ed è stato anche adattato in una serie televisiva.. Swastika Night (1937). Tra questi romanzi non si può dimenticare il sorprendente Swastika Night (La notte della svastica, 1937) di Katherine Burdekin. La scrittrice immagina un futuro lontano, 700 anni dopo il trionfo del nazismo, in cui il regime domina l'Europa e ha trasformato la società in un sistema rigidamente gerarchico e patriarcale, dove Hitler è una figura semidivina. La condizione delle donne, ridotte quasi esclusivamente alla funzione riproduttiva, ricorda distopie più recenti come The Handmaid's Tale (Il racconto dell'ancella, 1985) di Margaret Atwood.. Il punto di svolta. Ciò che rende questi romanzi interessanti è che partono da vere sliding doors della Storia: momenti in cui la guerra avrebbe potuto prendere una strada diversa. La battaglia d'Inghilterra, l'Operazione Barbarossa e le scelte politiche del governo britannico furono passaggi decisivi e immaginare di cambiarne l'esito significa figurarsi un mondo diverso, ma serve anche a ricordarci quanto fragili siano gli equilibri tra gli eventi, nel passato come nel presente..
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