È scontro tra Berlino e Mosca. La Germania chiude il consolato russo e inasprisce i controlli sulle persone. Zakharova: “Risponderemo”
- Postato il 1 settembre 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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“La Russia ha la responsabilità dell’attacco ibrido a Lipsia del 4 agosto”. Con questo annuncio, il ministro dell’Interno tedesco ha sancito l’inizio dello scontro, per il momento solo diplomatico, tra Berlino e Mosca. E le prime iniziative del governo del cancelliere Friedrich Merz vanno proprio in quella direzione: “Il consolato russo a Bonn viene chiuso dal 18 settembre – ha aggiunto nel corso della stessa conferenza stampa il ministro degli Esteri Johann Wadephul – Il contratto della Casa russa viene risolto. Inaspriremo i controlli sulle persone“. Da Mosca è immediata la replica: “Risponderemo a ogni azione anti-russa“.
In attesa di capire in cosa consisterà l’aumento dei controlli sulle persone, con questa escalation la Germania diventa il Paese europeo dove lo scontro con la Russia di Vladimir Putin raggiunge il suo apice. E intorno ad esso si compattano le istituzioni europee e la Nato. Immediato, non a caso, è arrivato il messaggio di sostegno della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che promette ritorsioni nei confronti di Mosca: “Questa mattina ho parlato con il cancelliere Merz per discutere dell’attacco ibrido all’aeroporto di Lipsia – ha scritto su X la capa di Palazzo Berlaymont – Gli ho assicurato che l’Ue è pienamente solidale con la Germania di fronte a questo attacco da parte della Russia. Manterremo l’Ue unita nonostante questi atti gravi e sempre più intensi. Il governo tedesco ha adottato misure decise. E il messaggio è chiaro, gli attacchi ibridi non rimarranno senza una risposta chiara“. La presidente assicura poi che l’Unione europea è pronta a usare ogni arma in suo possesso per difendere gli Stati membri da aggressioni di questo tipo: “Siamo uniti nella nostra determinazione a opporci all’aggressione russa. Scoraggeremo chiunque cerchi di minare la nostra libertà e la nostra sicurezza. La Russia sta cercando di seminare sfiducia e paura nelle nostre società. Ma fallirà. E noi resteremo al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario. Domani discuterò dell’argomento con il segretario generale della Nato Rutte. E la questione, comprese ulteriori sanzioni, sarà preparata dai ministri degli Esteri nella loro prossima riunione sotto la presidenza irlandese”.
Il dossier è già finito, dunque, anche sul tavolo del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che non a caso sui social mostra vicinanza a Berlino: “Ho appena parlato con il cancelliere Merz – ha scritto – La Nato è pienamente solidale con la Germania dopo l’attacco ibrido russo a Lipsia del 4 agosto. Le prove sono inequivocabili. E accolgo con favore le misure annunciate dalla Germania in risposta. La Nato continuerà a rafforzare la sua capacità di dissuadere e difendere tutti gli Alleati da qualsiasi minaccia, comprese azioni maligne come quelle viste a Lipsia e altrove nell’Alleanza. I tentativi russi di intimidirci, di minare la nostra unità e volontà di sostenere l’Ucraina sono vani e falliranno”.
La Russia, dal canto suo, respinge qualsiasi accusa sostenendo di non aver alcuna intenzione di colpire i Paesi Nato: Mosca “non ha alcun motivo, alcun piano né alcuna necessità” di farlo, ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko in un’intervista a Interfax. “Perché la Russia dovrebbe attaccare la Nato? Per quale motivo? Già l’Unione Sovietica riconobbe l’indipendenza dei Paesi baltici e loro se ne andarono tranquillamente. Perché dovremmo attaccarli adesso?”. Secondo lui, in Occidente si sta “demonizzando la Russia” attribuendole intenzioni che non ha. E in base a questo arriva la risposta dell’esecutivo ai provvedimenti tedeschi. La portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha garantito che “Mosca risponderà a tutte le decisioni anti-russe. Berlino stessa è completamente compromessa sia dal suo coinvolgimento nel conflitto ucraino che dall’implicazione in attacchi terroristici contro i civili”.
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