È morto Varenne, il leggendario cavallo che ha fatto la storia del trotto: aveva 31 anni
- Postato il 18 agosto 2026
- Sport News
- Di Il Fatto Quotidiano
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È morto Varenne, il cavallo più famoso al mondo: aveva 31 anni. L’annuncio è stato affidato a poche righe pubblicate sulla sua pagina ufficiale: “Con immenso dolore diamo la notizia della morte del Capitano”. Varenne è morto nella notte tra il 17 e il 18 agosto. Stava trascorrendo gli anni dopo il ritiro nell’allevamento LJ a Eboli, in provincia di Salerno. “Questa notte Varenne è venuto a mancare e il veterinario ne ha accertato la causa per infarto fulminante. Siamo distrutti nell’aver appreso questa mattina la notizia e vogliamo ricordarlo insieme a tutti i suoi fan e volare verso le sue vittorie“, si legge nel post. “Oggi Varenne quelle ali le ha messe per viaggiare altrove, corri sempre libero e sempre nostro Capitano, che la terra ti sia lieve. Tanto amore raggiungi Enzo“, conclude il post in riferimento a Enzo Giordano, proprietario di Varenne, deceduto a 71 anni nel 2025.
Varenne è stato il più grande trottatore della storia: detiene il record mondiale di vittorie e ha accumulato premi per oltre 6 milioni di euro. Nato a Copparo, provincia di Ferrari, il 19 maggio 1995, figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, è diventato negli anni uno dei simboli più riconoscibili dell’ippica, conquistando per le sue imprese il soprannome di “Il Capitano”. La sua carriera è legata soprattutto al driver Giampaolo Minnucci, con il quale Varenne ha ottenuto successi sui principali ippodromi internazionali: disputò 73 corse, vincendone 62.
Dopo gli esordi, il cavallo si è rapidamente imposto ai massimi livelli. Tra i suoi trionfi più prestigiosi figurano le vittorie nel Prix d’Amérique di Parigi, considerato una delle corse più importanti del trotto mondiale, e nell’Elitloppet di Stoccolma. Varenne è riuscito inoltre a imporsi ripetutamente nel Gran Premio della Lotteria di Agnano, diventando protagonista di una stagione irripetibile per l’ippica italiana. Le sue imprese lo hanno portato a gareggiare e vincere anche fuori dall’Europa, trasformandolo in un campione conosciuto a livello internazionale.
Al momento del ritiro dalle competizioni, nel 2002, Varenne aveva costruito un palmarès eccezionale. Terminata l’attività agonistica, ha iniziato la carriera da stallone, trasmettendo il proprio patrimonio genetico a numerosi discendenti. Ma il suo nome è rimasto soprattutto legato alle corse: per gli appassionati italiani Varenne continua a rappresentare il cavallo simbolo di un’epoca, capace di portare il trotto oltre i confini tradizionali dell’ippica e di trasformarsi in un autentico fenomeno popolare.
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