Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

È morto Carmelo “Nino” Gullace: il boss è scomparso nella sua abitazione di Toirano

  • Postato il 28 aprile 2026
  • 0 Copertina
  • Di Il Vostro Giornale
  • 0 Visualizzazioni
  • 2 min di lettura
In sintesi

Carmelo Gullace, noto esponente della criminalità organizzata calabrese, è deceduto presso la sua residenza a Toirano. La scomparsa del boss rappresenta un momento significativo negli equilibri della malavita locale. Le autorità continuano a monitorare le implicazioni della morte sulla struttura gerarchica delle organizzazioni criminali attive nella regione. L'evento ha destato l'attenzione delle forze dell'ordine impegnate nel contrasto alla 'ndrangheta.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

È morto Carmelo “Nino” Gullace: il boss è scomparso nella sua abitazione di Toirano

Toirano. È scomparso, nella serata di domenica, all’interno della cornice “blindata” della sua villa di Toirano, Carmelo Gullace, noto negli ambienti della cronaca e del crimine organizzato come “Ninetto”. 

Originario di Cittanova, nella Piana di Gioia Tauro, aveva 75 anni e combatteva da tempo contro una malattia che ne aveva segnato l’ultimo periodo di vita, trascorso in regime di arresti domiciliari proprio in quella residenza che, nel corso degli anni, era finita al centro di un lungo braccio di ferro giudiziario fatto di sequestri e successive restituzioni.

Considerato per decenni una figura di primo piano nello scacchiere della ‘ndrangheta trapiantata nel Nord-Ovest, Gullace attendeva la sentenza di secondo grado del maxi-processo “Alchemia”, il procedimento istruito dalla Dda di Reggio Calabria che mirava a scardinare gli interessi economici e le infiltrazioni della cosca Raso-Gullace-Albanese tra Liguria e basso Piemonte. 

La sua scomparsa chiude una stagione investigativa che lo ha visto protagonista in negativo. La salma ha già lasciato il ponente ligure per fare rientro in Calabria, dove si svolgeranno i funerali. 

Facendo un breve excursus storico sulla vicenda, tutto è iniziato a luglio del 2016 con una una raffica di arresti richiesti dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Ordinanze di custodia cautelare che erano state eseguite in Liguria, Calabria, Lazio, Piemonte ed in altre Regioni del nord Italia dalla Polizia di Stato e dalla Dia. 

In particolare 42 misure cautelari – 34 in carcere, 6 ai domiciliari e 2 interdittive dall’esercizio di un pubblico ufficio – emesse dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, a carico di soggetti considerati affiliati e contigui alla ‘ndrangheta delle cosche reggine “Raso-Gullace-Albanese” e “Parrello – Gagliostro”. Tutti indagati, a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società.

Entrando nello specifico dei singoli casi, Carmelo Gullace era stato condannato a 18 anni di reclusione (il fratello Francesco a 15 anni), mentre Orlando Sofio e Marianna Grutteria sono stati condannati rispettivamente a 5 anni e 3 mesi e 3 anni; per Fabrizio Accame, infine, condanna a 8 anni e 8 mesi, confermata in secondo grado. 

Buone notizie invece per Giulia Fazzari, la sorella Rita Fazzari e il marito Roberto Orlando, tutti pienamente assolti. 

Autore
Il Vostro Giornale

Potrebbero anche piacerti