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Duplice omicidio a Camaiore, la confessione del padre assassino: “Mio figlio mi minacciava e voleva soldi”

  • Postato il 26 giugno 2026
  • Cronaca
  • Di Blitz
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  • 2 min di lettura
Duplice omicidio a Camaiore, la confessione del padre assassino: “Mio figlio mi minacciava e voleva soldi”

Emergono nuovi dettagli sul drammatico duplice omicidio avvenuto a Camaiore, in provincia di Lucca, dove un uomo di 63 anni ha ucciso il figlio e la moglie all’interno dell’abitazione di famiglia. Durante l’interrogatorio con la pm Elena Leone, Piero Moriconi ha fornito la sua versione dei fatti, spiegando le ragioni che, secondo il suo racconto, avrebbero portato alla tragedia.

L’uomo ha dichiarato: “Mio figlio era violento, mi minacciava” e “chiedeva sempre soldi. Abbiamo litigato per questo e ho sparato a lui e mia moglie”. Parole che descrivono un contesto familiare segnato da tensioni e conflitti che, stando alle sue dichiarazioni, si sarebbero aggravati nel corso del tempo.

I rapporti difficili con il figlio Mirko

Nel corso dell’interrogatorio, Moriconi ha sostenuto che il figlio Mirko, 24 anni, avrebbe avuto “problemi di tossicodipendenza e alcolismo. Era ingestibile”. Una situazione che, secondo il padre, avrebbe reso particolarmente complicata la convivenza quotidiana.

Assistito dall’avvocato Giacomo Fabbri, il 63enne ha inoltre precisato di essere stato soltanto “preoccupato” dall’omosessualità del figlio. Nel ricostruire la situazione familiare, ha aggiunto ulteriori dettagli sulle difficoltà vissute negli ultimi tempi: “Dovevo tener nascosti i soldi in casa. E mia moglie voleva andare via e lasciarmi con lui”.

La tragedia nella casa di Camaiore

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe utilizzato un fucile da caccia per colpire mortalmente la moglie Kety Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko. Il delitto si è consumato all’interno dell’abitazione di famiglia, dove si sono vissuti momenti di grande concitazione.

Dopo gli spari sono stati allertati i soccorsi. Sul posto sono arrivati rapidamente il personale del 118 con ambulanze ed elisoccorso, ma per le due vittime non c’è stato nulla da fare. A chiamare i soccorsi sarebbero stati alcuni vicini di casa, allarmati da quanto stava accadendo.

Poco dopo sono intervenuti anche carabinieri e polizia, che hanno fermato il 63enne. L’uomo si trovava ancora all’interno dell’abitazione quando le forze dell’ordine sono giunte sul luogo della tragedia. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare l’esatta dinamica dei fatti.

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Autore
Blitz

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