Duplantis, che show a Trento: "Mi vedo a 6,40, è solo questione di tempo. Tamberi e Sinner sono due grandi amici"
- Postato il 2 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Il mondo è ai piedi di Mondo. Che a Trento si gode un bagno di folla come si conviene solo ai grandi dell’atletica. Lui che certamente ha poco da invidiare ai suoi colleghi, quelli venuti prima e quelli che condividono con lui il percorso. “Guardavo i video di Bubka e mi dicevo che si, sarei potuto diventare il prossimo a saltare a quelle latitudini. Anzi, anche capace di spingersi oltre. E dire che quando sono salito di recente sull’Empire State Building mi tremavano le gambe. Anche se a mia moglie molto più che a me”.
- Nuovi record in vista: "E salto la stagione indoor apposta"
- Un Mondo... italiano: "Mi sento uno di voi"
Nuovi record in vista: “E salto la stagione indoor apposta”
Ha sfidato le leggi della gravità, Armand Duplantis, eppure sente di non aver ancora finito l’opera. Dopo aver riscritto il libro dei record del salto con l’asta, oggi sente che il meglio potrebbe ancora venire. “Mi vedo un giorno a 6.40, è un’altezza da far tremare i polsi, ma sento di poterla raggiungere. Anche se adesso penso a 6.32, che mi consentirebbe di aumentare ancora il mio elenco di record… e anche di gonfiare un po’ il conto in banca: vivendo a Montecarlo, beh, i soldi fanno sempre comodo… ad ogni modo, la gente pensa che io in allenamento riesca a fare salti a 6.40, ma non è così. Certe sensazioni le provi solo in gara, è lì che ti spingi oltre i tuoi limiti”.
Per migliorare ancora, Mondo ha deciso di saltare per intero la stagione indoor: “Punto ad allenarmi per essere pronto per i grandi appuntamenti, quelli che ogni anno d’estate ci fanno vivere le sensazioni più belle. E soprattutto lo farò perché ho voglia di ritoccare il mio record del mondo, e so che questa è la decisione migliore per continuare a progredire”.
Un Mondo… italiano: “Mi sento uno di voi”
Duplantis è l’uomo copertina del mondo dell’atletica, e se c’è un momento che ha segnato la sua carriera, quello è stato sicuramente Parigi 2024. “Avevo già vinto l’oro a Tokyo, ma ripetermi e farlo con tanto di record del mondo è stato qualcosa di unico. Mi sono messo tanta pressione addosso, ma ho saputo reggerne il peso. E da quel momento nella testa è scattato qualcosa, è come se fosse cambiato tutto”. Il tris olimpico è nelle mire dello svedese. “Conosco gli americani, loro sanno programmare tutto alla grande. Se arrivo a Los Angeles nelle condizioni giuste, allora so che potremmo fare qualcosa di veramente grande”.
La folla italiana che lo ha accolto non lo ha stupito: “Mi sento italiano, anche se non lo sono. Eppure mi piacerebbe acquistare una casa sulle Dolomiti. I miei due amici Tamberi e Sinner ogni tanto li sento: Gimbo è un killer, uno che sa sempre fare la differenza quando serve. Magari non è il saltatore più forte, ma il più delle volte li batte tutti. Jannik è divertente, e anche buono. C’è chi sta con i piedi per terra e chi con la testa fra le nuvole, lui è sicuramente nella prima categoria. Mi piace perché ha un bel senso dell’umorismo e una risata contagiosa”. Insomma, tra numeri uno ci si intende.