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Due stelle "cannibali" si divorano a vicenda

  • Postato il 27 maggio 2026
  • Di Focus.it
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  • 4 min di lettura
Due stelle "cannibali" si divorano a vicenda
Immaginate due stelle che si rincorrono così velocemente da completare un'intera rivoluzione reciproca in soli 8 minuti e 33 secondi. Non è fantascienza: è ATLAS J1013−4516, un sistema binario di nane bianche appena descritto su The Astrophysical Journal da un gruppo di astronomi del MIT, guidato da Emma Chickles. E in questa danza cosmica frenetica, una delle due stelle sta letteralmente divorando l'altra.. Una coppia da record Le nane bianche sono ciò che rimane di stelle come il nostro Sole dopo che hanno esaurito il loro combustibile nucleare: nuclei incandescenti, densissimi, di dimensioni paragonabili alla Terra, ma con una massa simile a quella di una stella. Quando due di questi oggetti si trovano in orbita l'uno attorno all'altro a distanza ravvicinata, la gravità fa il suo lavoro in modo spietato. In ATLAS J1013−4516 — individuato grazie alle curve di luce del sistema di allerta asteroidi ATLAS e confermato con i dati Gaia — la nana bianca "aggressore" sta strappando materiale alla sua compagna "donatrice", che nel frattempo si deforma sotto la spinta delle forze di marea come un palloncino schiacciato. Il materiale sottratto forma un disco di accrescimento ricco di elio, surriscaldato, che avvolge la stella predatrice come un anello infuocato. Il periodo orbitale di 8,56 minuti colloca questo sistema tra i più compatti mai scoperti: in realtà ne esiste uno ancor più compatto, il sistema binario HM Cancri — finora detentore del record assoluto — il quale compie la sua orbita in appena 5,4 minuti, ma non presenta eclissi osservabili dalla Terra. ATLAS J1013−4516, invece, offre qualcosa di ancora più prezioso agli astronomi.. Il valore delle eclissi La fortuna di questo sistema — almeno dal punto di vista scientifico — è che il suo piano orbitale è quasi perfettamente allineato con la nostra linea di vista. Questo significa che, ad ogni giro, le due stelle si eclissano a vicenda: prima la donatrice passa davanti all'accretrice, poi viceversa. Due eclissi per ogni orbita di poco più di otto minuti. Usando lo strumento ad alta velocità ULTRACAM montato sul Gran Telescopio Canarias (GTC) e la camera proto-Lightspeed al telescopio Magellan Clay in Cile, la squadra ha potuto costruire una cronologia di timing delle eclissi che si estende su quasi un decennio, sfruttando archivi storici dei rilevamenti ATLAS e Gaia.. Le eclissi fungono da metronomo cosmico di precisione: ogni minima variazione nei tempi di arrivo rivela come l'orbita stia evolvendo. Quello che hanno trovato è affascinante: il periodo orbitale si sta accorciando a un ritmo misurabile, circa −1,60 ± 0,07 × 10⁻¹² secondi per secondo. In parole semplici, le due stelle si stanno avvicinando lentamente, in un abbraccio gravitazionale che le porterà — in un futuro lontanissimo — alla fusione.. Il futuro appartiene alle onde gravitazionali Due stelle così compatte, in orbita così ravvicinata, generano increspature nello spaziotempo — onde gravitazionali — con un'intensità notevole. Il team ha calcolato che ATLAS J1013−4516 produrrà un segnale rilevabile dal LISA (Laser Interferometer Space Antenna), l'osservatorio spaziale di onde gravitazionali che l'ESA prevede di lanciare nei primi anni 2030, con un rapporto segnale-rumore atteso superiore a 20 in quattro anni di osservazione. Non si tratta di un obiettivo marginale: con questi numeri, ATLAS J1013−4516 si candida a essere una delle fonti di onde gravitazionali più brillanti del cielo. Uno strumento ideale per testare le teorie sul trasferimento di massa in regime ultracompatto e per capire come l'emissione di onde gravitazionali stessa influenzi l'evoluzione dell'orbita nel tempo.. Un laboratorio cosmico «I sistemi in cui le stelle orbitano l'una intorno all'altra così vicino sono rari e capire come si scambiano massa in questi regimi estremi rimane una questione aperta da decenni», spiegano i ricercatori. Le eclissi di ATLAS J1013−4516 consentono misurazioni di una precisione altrimenti impossibile: la massa dell'accretrice, quella della donatrice, la geometria del disco, la risposta strutturale della stella che perde materiale sotto la pressione gravitazionale. Il lavoro si inserisce in un filone di ricerca sempre più fecondo. Solo negli ultimi anni, lo stesso gruppo del MIT — con Chickles e il collega Kevin Burdge — ha scoperto ATLAS J1138−5139, un sistema simile con un periodo di 28 minuti e ha catalogato oltre undici binarie compatte a breve periodo attraverso ricerche sistematiche su ZTF e TESS. Man mano che i rilevamenti del cielo diventano più sensibili e capillari, sistemi come ATLAS J1013−4516 escono dall'ombra e illuminano i processi fisici più violenti dell'universo. Tra pochi anni, quando LISA aprirà la finestra delle onde gravitazionali a bassa frequenza, questa coppia di nane bianche impazzite — che si rincorrono nel buio a 8 minuti e 33 secondi per giro — sarà probabilmente tra le prime voci del nuovo catalogo cosmico..
Autore
Focus.it

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