Droni e Fedorov: la svolta italiana
- Postato il 30 agosto 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Droni e Fedorov: la svolta italiana
La nomina di Mykhailo Fedorov come advisor per l’Innovazione della Difesa italiana inaugura una possibile, probabile “campagna acquisti” che i Paesi europei metteranno in atto per assicurarsi il know how degli alti profili militari dell’Ucraina. Nel caso del «re dei droni», l’idea del Ministro Guido Crosetto non è solo quella di creare corsie preferenziali per l’acquisto di UAV e nuove tecnologie da Kiev, ma di riprogettare la velocità con cui l’istituzione militare assorbe l’innovazione.
L’Ucraina ha rivoluzionato la guerra nel Mar Nero grazie agli USV (battelli autonomi di superficie senza equipaggio). Piattaforme veloci ed economiche come il MAGURA V5 hanno dimostrato come sia possibile contrastare, danneggiare o bloccare una potente flotta da guerra come quella russa con costi estremamente ridotti. Per l’Italia, una penisola con oltre 7.500 km di coste e snodo centrale del Mediterraneo, l’applicazione di questo modello potrebbe avere portata fondamentale per la difesa dei colli di bottiglia navali (l’impiego di droni garantisce il pattugliamento di rotte strategiche riducendo l’esposizione delle unità navali maggiori) o la protezione delle infrastrutture critiche (come cavi dati sottomarini e gasdotti sorvegliabili con USV integrati con la flotta di superficie della Marina). Sulle minacce aeree, invece, la necessità ucraina di contenere i costi è diventata virtù: l’uso di missili terra-aria tradizionali da milioni di euro per intercettare droni d’attacco da pochi mila euro è insostenibile.
La risposta risiede, per tutti, nella small air defence (difesa aerea a corto raggio per bersagli leggeri), basata su droni intercettori low-cost che al momento solo l’Ucraina produce in quantità, sistemi di guerra elettronica e mitragliatrici digitalizzate. Per l’Italia, sviluppare capacità simili è vitale per proteggere basi, città e contingenti all'estero senza azzerare le scorte missilistiche. Poi, c’è il tema del procurement, cioè il processo d’acquisto e approvvigionamento di beni e servizi da parte dello Stato. In questo Fedorov è stato davvero un pioniere, visto che i programmi militari tradizionali richiedono mesi, anni, tra specifiche e bandi. In guerra però, il modello d’acquisto burocratico fallisce. Fedorov ha introdotto un’alternativa basata su due direttrici: l’allocazione guidata dai dati (80% delle risorse assegnato a sistemi con efficacia validata dai dati di combattimento, 20% riservato alla sperimentazione); la digitalizzazione del comando e controllo permette di raccogliere dati operativi in tempo reale, selezionando le piattaforme che garantiscono i migliori risultati. Il tutto deve essere raccordato al tessuto industriale: Fedorov ha connesso oltre 2.000 startup ucraine direttamente con i reparti operativi, riducendo i tempi di consegna dei droni a soli dieci giorni. L’Italia, di suo, possiede eccellenze industriali e di ricerca, ma soffre spesso di tempi di adozione lenti. La consulenza di Fedorov dovrà aiutare il Ministero a valorizzare le eccellenze, strutturando corridoi di sperimentazione rapida tra industria, centri di ricerca e Forze Armate.
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