Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Dove c’era la camorra, ora giocano i bambini: a Napoli, un bene confiscato diventa una ludoteca

  • Postato il 7 ottobre 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Dove c’era la camorra, ora giocano i bambini: a Napoli, un bene confiscato diventa una ludoteca

Il Quotidiano del Sud
Dove c’era la camorra, ora giocano i bambini: a Napoli, un bene confiscato diventa una ludoteca

Un bene confiscato alla camorra diventa una casa per bambini e ragazzi. Succede all’Arenaccia, dove in via Piazzolla è stata inaugurata la nuova ludoteca “A Voce d’e Creature”. Al taglio del nastro, insieme a don Luigi Merola, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il sindaco Gaetano Manfredi e il prefetto Michele di Bari. In collegamento video il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.


NAPOLI – Il cancello si apre e dentro non ci sono più uomini della camorra, ma bambini. Corrono, giocano, entrano nei laboratori. In quello che per anni è stato un immobile della criminalità organizzata, oggi ci sono colori, giochi e voci. È qui, in via Piazzolla, nel quartiere Arenaccia, che un bene confiscato è diventato la nuova ludoteca “A Voce d’e Creature”, uno spazio educativo destinato a bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni. È una trasformazione che vale più di una semplice inaugurazione: un luogo sottratto alla criminalità torna a essere un luogo per la comunità. E lo fa mettendo al centro chi, più di tutti, ha bisogno di occasioni, ascolto e possibilità: i bambini e gli adolescenti che crescono in contesti difficili.

A Napoli, un bene confiscato alla camorra diventa una ludoteca

Al taglio del nastro, accanto a don Luigi Merola, presidente della Fondazione “A’Voce d’e Creature”, ci sono il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il presidente del Consiglio regionale della Campania Massimiliano Manfredi e il prefetto Michele di Bari. In collegamento video interviene anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

«Occuparsi dei nostri giovani, soprattutto quelli che partono da una condizione di svantaggio, significa dare un messaggio di speranza», afferma Piantedosi. Non soltanto regole e divieti, dunque, ma opportunità: «Significa curarsi di loro». È questo il senso del progetto promosso dalla Fondazione guidata da don Luigi Merola: costruire, attraverso l’educazione, un’alternativa concreta alla strada, alla solitudine e alla marginalità. Un lavoro che parte dai più piccoli, perché – sottolinea il sacerdote – «formare oggi un bambino a Napoli significa non punire un adulto un domani».

A Napoli, dove c’era la camorra ora c’è una ludoteca: così nasce il nuovo centro educativo

La nuova ludoteca nasce con risorse messe in campo da più realtà. La Fondazione per la scuola italiana, Mediocredito Centrale e Bdm Banca hanno stanziato complessivamente 50mila euro; Intesa Sanpaolo, attraverso il “Programma Formula” in collaborazione con Cesvi, ha raccolto oltre 101mila euro. I fondi hanno consentito di trasformare gli spazi in un centro educativo attrezzato: arredi, laboratori creativi e multimediali, un’area giochi con pavimentazione antitrauma certificata, giochi sensoriali, scivoli, tunnel e strutture modulari a tema fiabesco. E quattro educatori e operatori per l’infanzia che accompagneranno quotidianamente i ragazzi, insieme alla copertura delle utenze per l’intera durata del progetto.

Valditara: «I giovani sono il simbolo del riscatto»

«Voi siete il simbolo del riscatto», sottolinea Valditara ai giovani presenti, collegato da remoto. «Avete diritto ad una vita bella e degna». E in quella stanza, aggiunge, ci sono «il bene, il cuore e l’amore che dovrebbe ospitare ogni essere umano». Il valore simbolico della trasformazione è evidente anche nelle parole del sindaco Manfredi. «Questo spazio era del camorrista della zona», ricorda. Restituirlo alla città, spiega, ha dunque un significato che va oltre la destinazione d’uso dell’immobile: è il risultato di un percorso nel quale istituzioni e Fondazione hanno lavorato insieme per riconsegnare quel luogo alla comunità.

Ora quelle stanze hanno un altro rumore. Non quello della criminalità, ma quello delle voci dei bambini. Il bene confiscato cambia così funzione e significato. La legalità passa anche da qui: dalla possibilità di offrire ai giovani uno spazio di educazione, crescita e relazioni in cui costruire e immaginare il proprio futuro.

Il Quotidiano del Sud.
Dove c’era la camorra, ora giocano i bambini: a Napoli, un bene confiscato diventa una ludoteca

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti